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La Liga contro la Superlega, il pres. Tebas: “Progetto ridicolo fatto da leader ignoranti. Sanzioni? In futuro faremo qualcosa”

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Il presidente della Liga, Javier Tebas, si è espresso in merito alla questione Superlega. In una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche i presidenti di Betis Siviglia, Villareal, Valencia e Levante, si è parlato del tema più discusso di questi giorni, facendo riferimento anche alle parole pronunciate dal numero uno del Real Madrid Florentino Perez. Quest’ultimo è tutt’ora ancora presidente della Superlega e nonostante il repentino scioglimento, nelle dichiarazioni fatte ieri sera non ha nascosto le sue vecchie e future intenzioni riguardo il progetto. al termine del suo intervento, Tebas ha poi escluso eventuali sanzioni per i partecipanti al campionato spagnolo.

Questa l’opinione di Tebas:

“Il calcio spagnolo e il calcio europeo hanno vinto, io non ho vinto nessuna battaglia. Personale. La battaglia è vinta dal calcio. La Super League si è resa ridicola. I suoi leader hanno dimostrato una significativa ignoranza del settore e dei tifosi nel mondo. Un tradimento? Non lo definirei così perché la Super League clandestina lavora da molto tempo. Quando fai qualcosa di nascosto, nascondi qualcosa che non è così buono. Se fosse così buona, come dice il presidente del Real Madrid, lo direbbe pubblicamente presentandosi come il salvatore del calcio mondiale. Non mi sento tradito. Conosco già l’egoismo di alcuni club”.

 

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CdS | Festa Lazio, quinto posto per 55.000

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Un grande pubblico saluta i biancocelesti: campionato concluso davanti alla Roma.

Come riportato dal Corriere dello Sport, notte d’altri tempi con il popolo biancoceleste che torna a riempire l’Olimpico. Erano 55.000 i tifosi presenti per mandare un messaggio a Lotito: serve una Lazio ancora più ambiziosa nella prossima stagione.
Ieri partenza schock dei biancocelesti, il Verona segna con Simeone e Lasagna. Poi la rimonta: Cabral, Felipe e Pedro. Hongla acciuffa il pari.

Immobile è per la quarta volta re dei marcatori. Lo precede, nella storia della Serie A, solo Nordhal: nessun attaccante italiano era mai riuscito nell’impresa. Ha vinto Sarri, applaudito sotto la Curva Nord, perché bastava un pareggio per finire quinto e piazzarsi davanti alla Roma (terzo anno di fila per la società). La qualificazione in Europa League può essere la base per costruire un futuro radioso, a patto di accontentarlo sul mercato e magari ribaltando il destino attraverso la conferma di un top player come Milinkovic, forse al passo d’addio nella scia di Leiva, Strakosha, Luiz Felipe e probabilmente Acerbi.

 

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