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Festa Scudetto Inter, possibile aumento dei contagi dopo gli assembramenti in Piazza Duomo: le parole di esperti e politici

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Come riportato dal Corriere della Sera, i vari esperti virologi e politici si sono espressi in merito agli assembramenti di ieri dovuti alla festa Scudetto dei tifosi dell’Inter. A seguito dell’automatica proclamazione come Campioni d’Italia, circa 30mila sostenitori nerazzurri si sono infatti riuniti in Piazza Duomo, generando diverse preoccupazioni per via dei divieti imposti dal Governo. In molti hanno così dibattuto a lungo in queste ore, contestando il comportamento dei migliaia di tifosi assembrati.

Tra le tante, spiccano le dichiarazioni del Presidente Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha così commentato i fatti di ieri: “Era probabile che eventi del genere si potessero verificare. L’importante è che non si verifichino più. Bisogna chiedere alle persone il rispetto delle misure di sicurezza. Mi auguro e spero che non aumentino i contagi, ma questo lo potremo dire tra due settimane. Gli indici epidemiologici sono migliorati, però abbiamo ancora una circolazione virale che non può essere sottovalutata. Speriamo che situazioni di questo genere non abbiamo determinato nessuna conseguenza e speriamo che in futuro si evitino ulteriori scene di questo genere perché onestamente rischiano di essere un po’ pericolose. Speriamo che arrivi prima la vaccinazione.”

Successivamente è arrivato poi l’intervento del prefetto di Milano Renato Saccone: “Quando il popolo dei tifosi, in modo assolutamente spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna necessariamente coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell’ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone. Abbiamo valutato che chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo. Di fronte a trentamila tifosi esultanti, circa diecimila nel picco in piazza Duomo, non si usano idranti, né ha senso transennare una città. Si opera per evitare incidenti di qualsiasi natura, che non ci sono stati, per ridurre nei tempi le manifestazioni di festa, con il rispetto del ”coprifuoco”, per salvaguardare le tante attività commerciali e della ristorazione e il diffuso passeggio domenicale di un pomeriggio primaverile in zona gialla, così come è stato». E conclude: «Con questo approccio, sono stati previsti e approntati servizi mirati e flessibili, con la consapevolezza che la gestione dell’ordine pubblico è un delicato equilibrio tra interessi non sempre collimanti, i cui risultati positivi non sono facilmente visibili perché consistono spesso in ciò che non accade”.

Questa invece, la nota ufficiale della questura di Milano: “Hanno partecipato appassionati sportivi, curiosi, tifosi, ultras e famiglie dando vita a gruppi eterogenei in disorganico movimento che si sono dedicati ai festeggiamenti spesso incuranti delle cautele da adottare per la diffusione della pandemia. I servizi di ordine e sicurezza pubblica si sono sviluppati cercando di scongiurare la concentrazione di un’unica massa di persone in un’unica area critica e cercando altresì di evitare azioni di contrasto delle Forze dell’ordine verso la folla che festeggiava comunque pacificamente. Del resto, tranne un caso circoscritto in largo Cairoli, non si sono registrati momenti di conflittualità o tensione”.

Di seguito il tweet di Matteo Salvini, in cui attacca bruscamente il sindaco di Milano Beppe Sala: “Non poteva far entrare 20mila tifosi in uno stadio che ne contiene 80mila, invece di tacere e scappare? Milano ha ancora un sindaco?». Sui social network, Sala si difende dagli attacchi politici ripostando proprio le parole del prefetto. Poi, risponde alle parole di Salvini sull’uso dello stadio Meazza: «La risposta è no. Innanzitutto perché gli stadi sono chiusi — scrive Sala —. E poi, come entrano ed escono 20.000 tifosi senza assembrarsi?.”

Anche il coordinatore del Cts Franco Locatelli ha espresso il suo giudizio a riguardo: “I festeggiamenti come ieri sono da evitare. La gioia la si può comprendere però credo che su di essa debba prevalere il senso di responsabilità: 121mila morti devono averci insegnato qualcosa. Onorare la loro morte vuol dire evitare assembramenti. Tutte le occasioni di assembramento vanno assolutamente evitate, ivi compresi i festeggiamenti dei tifosi della squadra di calcio che ha vinto il campionato”. 


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Formello

FORMELLO – Fase tattica e lavoro atletico: oltre ai nazionali assenti Basic e Immobile

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Prosegue a Formello la preparazione della Lazio agli ordini di mister Sarri, con i biancocelesti che tra meno di un mese ripartiranno in campionato dalla trasferta di Lecce. Per la seduta odierna di nuovo in gruppo Gila e Zaccagni, che erano tra la lista degli assenti di ieri. Oltre a Milinkovic-Savic e Vecino oggi tra gli assenti c’è ancora Toma Basic, assieme stavolta a Ciro Immobile. Dopo una lunga sessione di torello, è stato il turno della fase tattica, seguita dalla consueta partitella finale, alla quale non ha preso parte Gila. Al termine della seduta il gruppo ha svolto lavoro atletico, al quale Patric, Romagnoli, Marcos Antonio e Gila hanno preso parte con intensità minore.

 


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