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ESCLUSIVA | Fiorentina-Lazio, il doppio ex Calisti: “Sarei rimasto a vita alla Lazio, marcare Maradona il ricordo più bello. Champions? Quarto posto ancora possibile”

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La 35ª giornata di Serie A che si appresta ad aver inizio, vedrà impegnata la Lazio in trasferta contro la Fiorentina. Poche partite separano i biancocelesti dal proprio destino stagionale, motivo per cui ogni incontro risulterà essere decisivo in chiave Champions League. In merito alla gara dell’Artemio Franchi, in programma sabato alle 20:45, il doppio ex Ernesto Calisti è intervenuto in via esclusiva ai microfoni di LazioPress.it.
Come ha vissuto i suoi anni alla Lazio?

“Sono arrivato alla Lazio nel ’74, era una bel periodo vista la vittoria dello Scudetto. Sono entrato a far parte del settore giovanile, per poi fare tutta la trafila all’interno della Società. Dalla Primavera biancoceleste sono andato in prestito alla Cavese in Serie B per una stagione per poi far ritorno alla Lazio. A quel punto ho disputato il mio primo anno in Serie A, anche se è stata un’annata disgraziata e difficile per via della retrocessione, nonostante la squadra fosse comunque composta da grandissimi giocatori come Giordano e Manfredonia.”

Nonstante i difficili anni trascorsi in B, qual’è il suo ricordo più bello in biancoceleste? 

“A livello personale è andata benissimo, in quanto ho potuto togliermi grandi soddisfazioni, dall’esordire in A al marcare Maradona, questi sono i miei ricordi più belli. Dopo la buona prestazione offerta proprio in quell’occasione contro il Napoli, ho iniziato a giocare titolare, poi c’è stata la retrocessione in B. Ho subito anche un brutto infortunio che mi bloccò un pochino la carriera. Dopo un anno e mezzo di sacrifici sono riuscito a recuperare e a fare nuove esperienze alla Fiorentina ed al Verona. Devo dire però che la Lazio mi è rimasta nel cuore, sarei rimasto a vita in biancoceleste. Chinaglia? Avevamo un bellissimo rapporto, è stato lui a convincermi a rimanere alla Lazio, nonostante molte squadre chiedessero di me dopo il mio primo anno in A. Devo dire che ebbe ragione perche poi giocai tutte le partite da titolare con la maglia biancoceleste, per questo ho un bellissimo ricordo di lui. Una grande persona vera e di cuore, che purtroppo è fidata troppo di persone poco competenti.”

Una battuta sul suo passaggio alla Fiorentina del fine anni ’80, allenata da Eriksson?

“Sarei rimasto a vita alla Lazio, per questo una volta passato alla Fiorentina ci rimasi un pò male. Dovevo ancora recuperare dall’infortuno al ginocchio, poi una volta che ho iniziato a giocare per fortuna andò tutto bene. ebbi un bellissimo rapporto con Eriksson, constate giocai poco per via di qualche battibecco con lo stesso allenatore. Tutto sommato sono stati dei begli anni quelli in maglia viola, in una squadra composta da molti campioni, uno su tutti Roberto Baggio.”

Che partita si aspetta sabato sera?

“Mi aspetto una partita difficile per entrambe: la fiorentina si trova in una posizione di classifica che non le appartiene, ma avrà delle sfide complicate a partire da quella di sabato contro i biancocelesti. La Lazio in questo momento sta bene, l’ho vista in condizioni al di la di qualche blackout come in occasione dei gol subiti dal Genoa. i biancocelesti hanno comunque piene motivazioni, che gli permettono di dare il massimo e fare bene in ogni incontro.”

A suo avviso, i biancocelesti possono ancora sperare in un posto in Champions?

Secondo me la lazio può benissimo ambire al quarto posto, al momento è la squadra più in forma insieme all’Atalanta. Milan e Juventus non le ho viste benissimo, stanno facendo molta fatica soprattutto ultimamente e in più non hanno un calendario semplice. La squadra di Inzaghi deve provarci fino alla fine, ha degli incontri non troppo complicati a parte il derby, che se vinti permetterebbero n grosso salto in avanti. Bisogna saper sfruttare le occasioni che il calendario offre, Juventus-Milan può essere una sfida decisiva, per questo i biancocelesti devono cogliere questa opportunità vincendo con la Fiorentina.” 

Come giudica l’andamento stagionale di Lazio e Fiorentina?

“La Fiorentina doveva fare molto di più, diversi grandi giocatori hanno avuto qualche problemino di troppo cheta squadra ha poi pagato.  Ci sono stati troppi alti e bassi sopratutto nel rendimento, e questo ha influito sulla posizione di classifica attuale. pr quanto riguarda la Lazio, ha avuto anche lei un po’ di alti e bassi el girone d andata, ma ora sta bene. Ha fatto diversi risultati utili consecutivi e si è rimessa in corsa, peccato anche per i molti assenti nell’arco della stagione sopratutto quella di Luiz Felipe. Inzaghi ha dovuto adattarsi alle defezioni, riadattando ad esempio la difesa arretrando MArusic. Quando purtroppo non giochi con la difesa titolare paghi un pò l’inesperienza e fai fatica. D’altronde le alternative non sono il massimo, e questo senso la società non ha dato una grossa mano all’allenatore in un campionato che sarebbe dovuto essere da vertice per i biancocelesti.”

Qual’è la sua opinione riguardo il rinnovo di Simone Inzaghi?

“Inzaghi è molto ambizioso e fa bene. L’attesa delle firma è giustificata da alcune garanzie che egli stesso secondo me richiede per proseguire.  chiaro che la lazio è la sua priorità, ma di certo ha bisogno del salto di qualità da parte della dirigenza. Può rimanere a patto che la società lo aiuti e lo sostenga in tutto e per tutto.”

Secondo alcune recenti voci di mercato, Ribery sarebbe stato accostato alla Lazio. Secondo lei può essere un rinforzo giusto peri biancocelesti?

“Ribery non è più molto giovane, e la Lazio è piena di giocatori avanti con l’età. Io credo chela squadra abbia bisogno di un ringiovanimento, prendendo calciatori pronti e no più delle scommesse. In tal senso servono due difesorei forti da affiancare ad acerbi, mentre i vari Patric Musacchio, Hoedt e lo stesso Lulic penso abbiamo terminato il proprio ciclo alla lazio. Inzaghi ha bisogno almeno di sei o sette giocatori di livello che possano dare una grossa mano nel raggiungimento degli obbiettivi.”

 
 
 
 


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ESCLUSIVA | Lazio-Bologna, l’ex Acquafresca: “Gara difficile da decifrare. Luis Alberto? Anche a me dava fastidio quando…”

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L’esordio ufficiale della Lazio in Serie A è sempre più vicino, con i biancocelesti che apriranno la propria stagione affrontando all’Olimpico il Bologna di Siniša Mihajlović. Per analizzare il match tra le due squadre, in programma domani alle 18:30, la redazione di LazioPress.it ha intervistato l’ex attaccante del Bologna Robert Acquafresca, che ha presentato così la gara.

Quale sarà la difficoltà maggiore di questa stagione particolare?

Avere una pausa così lunga a novembre e dicembre sarà la difficoltà principale, ma ormai siamo in un periodo in cui i giocatori devono essere abituati a tutto. Si gioca tanto e bisogna essere abbastanza di gomma”.

Dopo questo mercato, la Lazio ha una rosa più lunga rispetto allo scorso anno?

Sto vedendo un po’ di difficoltà a fare mercato, da parte di tutti. A me piace tantissimo Luis Alberto, sto leggendo che c’è movimento intorno a lui. Per le qualitá tecniche che ha spero rimanga, ma bisogna essere contenti in due. Già tenere Milinkovic-Savic sarebbe una bella vittoria, oltre alla garanzia Immobile che per me non ha prezzo”.

Che idea si è fatto dall’esterno sulla situazione di Luis Alberto?

Ho giocato tanti anni, quando parlavano da fuori mi dava molto fastidio. Come allenatore Luis Alberto vorrei sempre averlo e allenarlo, poi è normale che ci sono situazioni tattiche e forse comportamentali, ma bisognerebbe conoscerle a fondo prima di parlarne”.

Da attaccante, come vede il percorso di Cancellieri da vice Immobile?

Non sarà facile, ma quando hai giocatori forti gli allenatori bravi sono quelli che ti aiutano a rendere al meglio, anche quando la posizione richiesta in campo non è la tua. Cancellieri potrebbe essere una bella scoperta”.

Cosa non è andato nel Bologna negli ultimi anni, cosa gli impedisce di fare una stagione di alto profilo come il Sassuolo nei campionati scorsi? 

La scorsa stagione è stato uno step migliorativo. Nonostante fossero salvi da tanto hanno chiuso bene il campionato, seguendo ciò che chiede un allenatore combattivo come Mihajlovic. Hanno fatto cessioni importanti e buonissime plusvalenze.

Stanno avendo la forza di tenere Arnautovic che è molto richiesto. Bisogna vedere cosa accadrà con Orsolini, ma in caso di cessione credo che quei soldi verrebbero almeno in parte reinvestiti. Il Sassuolo ha una proprietá forte, è arrivato un po’ più in fretta del previsto. La proprietà del Bologna è forte, sta impiegando un po’ più di tempo del previsto per lo step successivo”.

Da quale prospetto degli ultimi anni ti aspetti un miglioramento? Cosa manca a Barrow per vederlo finalmente ad alti livelli? 

Per le qualità che ha mi aspettavo qualcosina in più, però hanno trovato Arnautovic, una bellissima riscoperta. È andato via trasferendosi prima in Inghilterra e poi in Cina. Inizialmente non pensavo avrebbe fatto così tanto la differenza, ma sono stato piacevolmente sorpreso. È un calciatore completo.

Mi aspetto lo step successivo da Dominguez, che mi piace tanto come giocatore, ma penso che il giovane debba essere accompagnato da un profilo d’esperienza, infatti per me qualche innesto andrebbe fatto anche in ottica di esperienza e non solo per l’investimento”.

Che partita si aspetta domenica?

Le partite a inizio stagione sono sempre particolari, ci sono tanti fattori come quello dei carichi di lavoro. È molto difficile da decifrare come gara, non mi sento di darti un pronostico”.

 
 
 
 


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