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ESCLUSIVA | Papi, ambasciatore Comitato Italiano Paralimpico e tifoso giallorosso: “La vittoria nel derby non salverebbe la stagione della Roma. Cancellerei il 26 maggio”

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Il turno infrasettimanale va in archivio e tra poco più di quarantotto ore sarà già tempo di derby con l’attesa ricca di ansia e tensione questa volta ridotta al minimo indispensabile. La Lazio, battuto in extremis il Parma, è obbligata a vincere nella stracittadina per continuare a sperare nelle Champions (Napoli permettendo), mentre la Roma, dopo una stagione deludente, cercherà un ultimo sussulto d’orgoglio prima di aprire l’era Mourinho. Per analizzare alcuni temi del derby di sabato sera, la redazione di LazioPress.it ha contattato in esclusiva il tifoso giallorosso Giulio Maria Papi, ambasciatore CIP e giocatore di basket in carrozzina dell’UnipolSai Briantea 84 Cantù, compagine appena laureatasi Campione d’Italia per l’ottava volta.

Ciao Giulio, grazie intanto per la disponibilità. Sei nato e cresciuto a Roma, poi ti sei trasferito a Cantù per questioni lavorative. Come si vive il derby lontano dalla capitale?

“Le emozioni sono sempre le stesse. Quando, prima del Covid, erano aperti ancora i vari Roma Club qui in Lombardia andavo a vedere le partite con altre persone, poi purtroppo si è fermato tutto. Il derby rimane una partita speciale anche se non sempre riesco a seguire il calcio a causa degli allenamenti o delle partite. In ogni caso, quando c’è la stracittadina so sempre l’orario perfetto in cui si gioca perchè ritorna in me la sensazione d’adrenalina che hanno sia tifosi laziali che romanisti. È una sfida che conta tanto per la città, ma ciò che viene prima di tutto è il rispetto reciproco perchè il calcio rimane un gioco che ognuno può vivere in maniera differente. Mi auguro che chi vinca possa festeggiare senza eccedere nella parte più brutta del calcio”. 

La Roma ha vissuto una stagione deludente e all’andata ha subito un secco tre a zero dalla Lazio. Credi che il match di sabato sera sarà l’ultima chance per salvare l’annata?

“Secondo me potrebbe essere l’occasione per dare un po’ di sollievo in casa giallorossa, ma da tifoso e da sportivo guardo al percorso annuale complessivo e dico che è stata una stagione disputata non al massimo. Ci si aspettava un qualcosa di più, il derby vinto potrebbe essere una gioia momentanea che però potrebbe svanire dopo qualche giorno facendo tornare la mente alle delusioni di tutto il percorso stagionale”.

Tu sei un giocatore professionista di basket in carrozzina. L’annuncio di Mourinho prima del termine della stagione con Fonseca che ormai ha terminato la sua esperienza nella Capitale, può dare un segnale ai calciatori di un campionato già finito?

“Ritengo che ciò sia legato alla professionalità di ogni atleta. Io cercherei di dimostrare qualcosa che non è stato dimostrato nelle altre partite, sia per rispetto verso l’allenatore che andrà via a fine anno e che ti ha dato fiducia e sia pensando al fatto che c’è un altro tecnico che guarda le partite e deve deciderti se tenerti o meno. Io vivrei la sfida in primis in maniera diversa perchè è il derby e poi onorerei il professionismo al massimo come segno di rispetto verso la società e lo sport stesso che pratico che per me, e per loro nel calcio, è la cosa più bella al mondo. Mi auguro che vogliano dimostrare il loro valore e vincere la partita”. 

Passando ai temi della gara. Chi sarà l’uomo decisivo? La Roma ha un in rosa un romano come Pellegrini, sul fronte Lazio ci sono figure biancocelesti nell’animo come mister Inzaghi, Immobile o Radu…

“L’attaccamento alla città così come l’esperienza nel vivere il derby da tanto tempo sono elementi che possono offrire qualche vantaggio, però principalmente sarà una gara giocata sul piano nervoso. Nelle stracittadine viene fuori la parte migliore del giocatore e la determinazione nel voler metter in mostra quel qualcosa in più. La Lazio deve lottare per continuare il sogno Champions, mentre la Roma deve riscattarsi e in questo caso un giocatore romano sente la partita ancor di più perchè gioca la sfida desiderata fin da bambino verso il termine della stagione. In casa Roma punto molto su Dzeko che veste la maglia giallorossa da molto tempo e credo che nei ragazzi di Fonseca ci saranno un po’ di scorie dopo l’andata e un po’ di timore reverenziale che potrebbe galvanizzare la Lazio ad attaccare. Il derby, qualunque sia la classifica, è sempre un match a parte e impronosticabile. Conterà l’attaccamento e la maglia così come la professionalità dei calciatori”. 

A proposito di professionalità, tra meno di un mese prende il via l’Europeo nel quale saranno presenti giocatori di entrambe le squadre. C’è il rischio che qualcuno “tolga la gamba” o si preservi in vista di questo appuntamento?

“Sicuramente l’occhio verso una competizione così attesa, visto che è passato un anno da quando si dovevano ospitare gli Europei in origine, ci sarà. Questa è una domanda importante perchè potrà succedere secondo me che qualcuno si possa preservare verso l’Europeo che si preannuncia molto importante. La prima partita si giocherà all’Olimpico, l’Italia ospiterà delle partite e quindi si vorrà far bene. In ogni caso ci sono anche calciatori di altre nazionali che saranno impegnati in tornei internazionali e quindi probabilmente questo rischio c’è, ma credo che questo discorso si potrà fare solo a posteriori. A me da giocatore a volte capita di pensare di  preservarmi in una partita sulla carta più facile, ma poi in campo do sempre tutto per dimostrare alla società che ha puntato su di me quanto valgo e per far vedere i miei valori ai tifosi che mi sono venuti a vedere o che mi seguono da casa. Quando si è in campo la voglia di giocare annebbia il tutto e fa dare il massimo. Mi aspetto una gara in cui non ci saranno esclusioni di colpi”. 

In conclusione, il derby che vorresti cancellare e quello che ricordi con più gioia…

“Sicuramente cancellerei quello del 26 maggio in cui la Lazio ha vinto la Coppa Italia contro la Roma, ricordo che fu una partita complicata, molto nervosa con le due squadre che avevano molto timore. Il derby che ricordo con più gioia penso sia quello dello Scudetto del 2001, il 5-1 con i quattro gol di Montella e la rete di Totti. Anche se ero molto piccolo lo ricordo con la stessa felicità del mio primo derby allo stadio che coincise con una vittoria della Roma per due a zero grazie a due rigori (7 novembre 2010 Lazio-Roma 0-2 n.d.r.). Ero in Tribuna Tevere, ho partecipato in prima persona, sia la Curva Sud che la Curva Nord misero in mostra delle coreografie e devo dire che fu molto emozionante”.

 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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