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LazioPress.it è entrata nel nuovo Quartier Generale della Macron: ecco come nascono le maglie della Lazio | FOTO&VIDEO

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E’ stato inaugurato oggi il nuovo quartier generale della Macron che si trova a Valsamoggia in provincia di Bologna,. Presente il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il CEO di Macron  Gianluca Pavanello e il Sindaco del Comune ospitante. La giornata d’inaugurazione della nuova sede si è tenuta oggi a distanza di un anno dall’effettivo ingresso nei nuovi uffici causa pandemia. Un grande centro ecosostenibile all’avanguardia, con la fabbrica per la produzione delle maglie dei vari club, le palestre, gli uffici per gli incontri con i club. Una struttura da 150 dipendenti che possono usufruire anche di una modernissima cucina.

CREAZIONE MAGLIE E NOVITA’ SU QUELLA BIANCOCELESTE 

Per la progettazione delle maglie è stato spiegato come avviene tutta la fase di elaborazione e lavoro. Un progetto che dura un anno e in cui si lavora a stretto contatto con il club, partendo da un foglio bianco. Si raccolgono le idee del club e poi vengono eseguite delle bozze che poi successivamente vengono modificate sempre in accordo con il diretto interessato. Nella fase di elaborazione si guarda molto alle ultime mode e alle novità introdotte dagli stilisti soprattutto sui dettagli del colletto o di alcune piccolezze. E’ stato poi spiegato che il pantone deve rispettare categoricamente i colori stori del club. E’ un lavoro che viene svolto a quattro mani nel realizzare le bozze, poi la parola passa al club che sceglierà maglia e colori della prima, seconda e terza casacca. Novità importanti poi sulla prossima maglia della Lazio: secondo quanto raccolto dalla redazione di LazioPress.it, avrà come stile il retrò ma rivisitato in chiave moderna. Un ponte tra passato e futuro. Sarà una prima maglia più pulita e senza particolari disegni come quella dell’ultima stagione che aveva una trama di linee bianche all’altezza delle spalle. Il colletto sarà sicuramente a ‘V‘, mentre viene esclusa qualsiasi possibilità di rivedere la tanto amata maglia gialla. Macron che nelle prossime settimane dovrà sedersi al tavolo con la S.S. Lazio per discutere il rinnovo contrattuale. Accordo giunto all’ultimo anno del contratto con formula 5+5. Sembra esserci ottimismo per proseguire insieme.

BOLOGNA 28 maggio 2021 – Le porte della nuova sede di Macron si sono aperte oggi per accogliere i rappresentanti delle istituzioni regionali, locali e dei media per inaugurare ufficialmente e presentare il nuovo quartier generale dell’azienda emiliana, brand leader internazionale nella produzione e vendita di sportswear. Gianluca Pavanello, CEO di Macron e padrone di casa, ha accolto il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il sindaco di Valsamoggia Daniele Ruscigno e, tra gli altri ospiti, il Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna Francesco Ubertini, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna Giuseppe AmatoDavide Angrisani, Comandante Carabinieri Emilia Romagna,  Geo Ceccaroli, Primo dirigente del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia Romagna, Pierluigi Solazzo, Comandante dei Carabinieri della Provincia di Bologna, e l’Amministratore Delegato del Bologna FC 1909, Claudio Fenucci.

Dopo una visita della nuova sede – organizzata a piccoli gruppi scaglionati, nel pieno rispetto dei protocolli Covid – sia nella parte logistica che in quella degli uffici, gli ospiti hanno raggiunto l’affascinante “Sala dei Sogni” dove Gianluca Pavanello ha illustrato il percorso che ha portato alla realizzazione del nuovo headquarters Macron, arrivato giusto alla vigilia dell’importante anniversario dei 50 anni di attività, e i progetti attuali e futuri dell’azienda.

Il futuro dipende dalle nostre scelte. Quando abbiamo pensato a una nuova sede abbiamo pensato al futuro della nostra azienda. Un futuro sostenibile, produttivo, inserito in un contesto territoriale al quale apparteniamo e che ci appartiene. – ha detto Gianluca Pavanello – Siamo un’azienda italiana con grande respiro internazionale, un’azienda fatta di persone che si impegnano quotidianamente e che credono in standard elevati di buona gestione, responsabilità sociale e rispetto per l’ambiente. Viviamo di sport e nei suoi valori che traduciamo in tutti i nostri prodotti. Questa è una giornata speciale che attendevamo da un anno e oggi sono felice e orgoglioso di far conoscere da vicino il nostro mondo e la nostra casa”.

Il Ceo di Macron ha poi lasciato il microfono a Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia, che ha dichiarato: “La scelta di una storica e prestigiosa azienda come Macron di continuare ad investire e consolidarsi sul territorio è una bella notizia per tutto il sistema locale, che ha saputo dare risposta alle esigenze di crescita e consolidamento del patrimonio produttivo della nostra comunità. Nel ringraziare il Dott. Pavanello e tutti i suoi collaboratori e le sue collaboratrici, vorrei sottolineare la qualità e la velocità di realizzazione dell’intervento, orientato al miglioramento del benessere di tutta la forza lavoro impegnata, alla sostenibilità ambientale e al concetto di ‘bellezza’ declinato nella sua eccezione più ampia. Un progetto lungimirante che sarà da esempio per il futuro e solido punto di partenza per il presente“.

L’intervento conclusivo è stato quello di Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna. “La Regione Emilia-Romagna ha posto come priorità della propria azione di governo la transizione ecologica e un progetto di sviluppo ecosostenibile, nel solco tracciato dal Patto per il Lavoro e per il Clima e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Dunque, è molto significativo che aziende come Macron abbraccino questa strada, dimostrando ancora una volta che l’economia e la svolta green non sono in contrapposizione, bensì il contrario. Di fronte a noi non abbiamo altra scelta che inseguire con forza l’ambizione di una società basata su sostenibilità sociale, economica e ambientale“.

UN PROGETTO FORTEMENTE VOLUTO
Nel luglio del 2019, in Valsamoggia, veniva celebrato l’avvio dei lavori della nuova sede di Macron. Meno di un anno dopo, nella primavera 2020, il nuovo quartier generale del brand italiano è diventato pienamente operativo sia nella sua parte logistica, sia per tutta la parte dedicata agli uffici. Oggi, nell’anno del cinquantesimo anniversario dell’azienda, il nuovo headquarters di Macron è il fulcro e l’anima dell’attività e dei progetti di un brand diventato leader internazionale nella produzione e vendita di sportswear.

 

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UNA SEDE DALL’ANIMA GREEN
L’azienda emiliana ha collezionato negli ultimi anni traguardi sempre più importanti, sia in termini di crescita del fatturato, sia a livello di prestigio e presenza sui mercati internazionali. Visto lo sviluppo esponenziale dell’attività, è emersa l’esigenza di avere a disposizione spazi più ampi, con il conseguente avvio dei lavori di progettazione di una nuova sede. Il progetto è stato sviluppato dallo Studio Lenzi e Associati, nelle persone dell’Ing. Guido Lenzi, dell’Ing. Fausto Savoretti e dell’Arch. Quarenghi e realizzato da VGP, fornitore leader in Europa di logistica e immobili commerciali di alta qualità, il cui focus strategico è nello sviluppo dei cosiddetti parchi industriali.

Il nuovo headquarters di Macron si trova nel comune di Valsamoggia (10 km da Bologna, 25 km da Modena), che si conferma un polo industriale e economico di altissimo profilo nella provincia emiliana. La nuova sede è strategicamente posizionata in prossimità dell’A1 e lungo la superstrada E35, la principale direttrice che collega Milano a Bologna e Roma. Si sviluppa su un terreno di circa 55.000 mq, dove sono stati edificati 22.000 mq che ospitano tutte le attività di logistica (16.000 mq) e gli uffici centrali (6.000 mq).

Lo stabilimento realizzato per Macron è un esempio di innovazione, efficienza, sostenibilità ambientale e ha ottenuto la BREEAM Excellent Certification. BREEAM è una metodologia, tra le più rilevanti a livello internazionale, di valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici e per ottenere la quale è necessario adottare pratiche sostenibili non solo in fase di progettazione e costruzione degli edifici, ma anche attraverso i successivi processi di gestione e manutenzione.

TECNOLOGIA, INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ.
Il progetto di questa nuova sede è stato concepito per fornire a Macron soluzioni su misura volte a facilitare la gestione della propria attività, grazie alle sue efficienti aree di stoccaggio, movimentazione, imballaggio, spedizione e banchina di carico, con particolare attenzione all’impatto ambientale. Sono stati installati pannelli fotovoltaici sia sulla palazzina uffici che sul magazzino per un totale di 350 kWp, così come la predisposizione di ampie vasche per l’accumulo di acqua meteorica al fine di soddisfare le esigenze di irrigazione. Gli edifici sono circondati da 15.000 mq di prato, oltre 150 alberi ad alto fusto e 2000 arbusti.

Nell’edificio che ospita il Macron Distribution Center, dove si svolge tutta l’attività logistica, sono state installate scaffalature anti-sisma, la capacità massima di stoccaggio è di 130.000 scatoloni (espandibile di altri 40.000 in futuro) e 3.000 pallet. La nuova linea di confezionamento automatica consente di preparare 900 scatole all’ora con etichettamento completamente automatico.

LE PERSONE AL CENTRO DEL PROGETTO
Gli spazi lavorativi sono stati concepiti per il benessere delle persone. Uffici open space funzionali, dove la luce naturale che li illumina è uno dei comuni denominatori del nuovo quartier generale Macron, circondato dal verde e con vista panoramica sulle colline di Valsamoggia, 15 sale riunioni e 4 ampie showroom. Un ambiente di lavoro sano con la massima attenzione alla qualità degli immobili, in particolare dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Il welfare dei dipendenti ha guidato anche i servizi a loro dedicati: palestra, ristorante, caffetterie e un’ampia corte interna, utilizzabile anche come location per eventi aziendali. All’esterno, l’area parking prevede quasi trecento posti auto, compresi gli spazi specifici per veicoli elettrici e il car sharing.

MACRON NEL SEGNO DELLA QUALITÀ, EFFICIENZA E PROFESSIONALITÀ
Per dare ufficialità all’impegno e alla dedizione costanti nell’affrontare al meglio le sfide quotidiane del proprio settore, l’azienda ha intrapreso un percorso di certificazione tramite la TÜV Rheinland Italia, un organismo indipendente, leader a livello internazionale. Un percorso che ha portato all’ottenimento della certificazione ISO 9001:2015, distinguendo ulteriormente Macron sul mercato per qualità, efficienza, innovazione e professionalità e per essere sempre allineati agli standard del mercato internazionale, migliorando l’organizzazione e il controllo, riducendo le inefficienze e ottimizzando i processi.

UN MODELLO DI BUSINESS SOSTENIBILE
La nuova sede, come già detto, può considerarsi il primo dei molti step che compongono il progetto ‘Macron 4 The Planet’, una serie di iniziative e best practice che l’azienda italiana sta portando avanti in difesa dell’ambiente. Macron è un’azienda nella quale tutte le persone hanno sposato una filosofia di vita improntata al cambiamento. Da qui nasce la volontà comune di contribuire in maniera concreta ai temi della sostenibilità ambientale prendendo decisioni che passano obbligatoriamente dalle attività quotidiane e di business dell’azienda. Da qui la scelta di produrre le maglie per alcuni club con un particolare tessuto a maglia – Eco-Softlock – in poliestere 100% riciclato da PET; così come la produzione di calze sportive realizzate con Renycle®, un filato prodotto dal riciclo del nylon 6 dall’azienda RadiciGroup e come la scelta di ottimizzare e modificare il packaging dei prodotti con materiale 100% riciclato e certificato.

IN CAMPO CONTRO IL CORONAVIRUS
L’impegno di Macron si è espresso anche nel pieno dell’emergenza Covid-19 quando è stato avviato il progetto “Stop Covid-19/Macron #noicisiamo”. La società ha messo a disposizione la propria competenza e filiera di produzione e distribuzione in Asia e Italia per importare dispositivi di protezione individuale quali mascherine FFP2 e chirurgiche, camici e tute ospedaliere, materiali testati e certificati, indispensabili per gli operatori del settore sanitario, della protezione civile e delle forze dell’ordine sul territorio nazionale e in particolare a enti pubblici, quali Regioni, Protezione Civile, Arma dei Carabinieri. Un progetto che ha portato alla distribuzione di 53 milioni di DPI.

MACRON-EMILIA ROMAGNA – UN LEGAME INDISSOLUBILE
Il rapporto di Macron con la regione Emilia-Romagna, con Bologna e il suo territorio è fortissimo e indiscutibile. Fin dall’inizio del periodo di emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese l’azienda si è messa a disposizione della collettività emiliana con donazioni fatte al Policlinico Sant’Orsola di Bologna e con il supporto ad altre iniziative cittadine. Tra queste, la realizzazione di un canale dedicato alle persone residenti a Bologna e nei comuni della Città Metropolitana del capoluogo emiliano che hanno potuto acquistare online e ricevere a domicilio mascherine chirurgiche al prezzo fissato dalla legge. Successivamente è stata anche aperta una piattaforma on-line con le stesse finalità di acquisto per i tifosi dei club professionistici di cui Macron è sponsor e che è stata poi estesa a tutti e su tutto il territorio nazionale.

50 ANNI DI STORIA PER UN FUTURO DI CAMBIAMENTO
#Macron50years #fromZerotoHero. Avere una storia e guardare al futuro. Non rimanere fermi, ma rinnovarsi ogni giorno. Lavorare duramente per creare abbigliamento all’avanguardia e ad alte prestazioni costruendo una comunità che condivida la passione per lo sport. Progettare il futuro con elevati standard di buona gestione, responsabilità sociale e rispetto per l’ambiente. Questa è Macron, oggi e domani. La scelta di realizzare una sede eco-sostenibile e tutte le attività del progetto ‘Macron 4 The Planet’ vogliono essere il contributo di Macron per vincere la partita più importante: quella del nostro futuro. 

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Il Tempo | Lazio, Lotito-Sarri: firma vicina

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Aveva fame dopo la partita contro il Verona Maurizio Sarri. Voleva solo tornare a casa e mangiare. Per il futuro c’è tempo. Neanche troppo. Chissà se a pancia piena deciderà di sottoscrivere l’accordo che Lotito gli ha già presentato. Un rinnovo fino al 2025 che darebbe un segnale di continuità dopo un anno considerato di costruzione. Chiudere al quinto posto era l’obiettivo del tecnico, non proprio quello della società. Il presidente si aspettava qualcosa di più, non per questo non ha apprezzato il lavoro di Sarri durante tutta la stagione ed è pronto a continuare con lui. In settimana ci sarà un nuovo incontro per delineare gli ultimi dettagli. «Posso prendere qualsiasi tipo di decisione. – ha confidato dopo la gara con l’HellasLe politiche societarie le fa la società.  Siamo una delle poche non in mano ai fondi ma in mano a una famiglia. Questa è una cosa che mi fa impazzire. Si può fare un bel lavoro perché l’ambiente è bello e il gruppo si è compattato in maniera straordinaria specialmente negli ultimi mesi». Le basi sono state gettate, quindi. Cosa manca per la firma? «Se siamo contenti tutti e due andiamo avanti e facciamo contratti», parola di Maurizio. E la dirigenza sta facendo di tutto per accontentare il suo allenatore. Le premesse del calciomercato sono buone. Sono già circolati molti nomi, quasi tutti funzionali al progetto. Sarri ha chiesto un vice Immobile, Caputo è decisamente in pole, è un nome fatto dall’allenatore, il sogno rimane sempre quello di poter arrivare a Mertens. L’attaccante belga, che ha trascorso nove stagioni al Napoli, è in scadenza di contratto. C’è stato un contatto con il suo ex mister. Se dovesse lasciare Castel Volturno, tra le ipotesi c’è anche quella di venire a Roma. A parte Mertens e Caputo non si può escludere un attaccante giovane, magari che sappia anche giocare sull’esterno. A proposito di calciatori che si svincolano. Entro la fine del mese si cercherà di definire gli acquisti di Romagnoli e Vecino. Il primo ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, ormai la distanza tra domanda e offerta è minima. Anche se Lotito preferirebbe prima liberarsi dell’ingaggio di Acerbi. Fronte Vecino si sta trattando solo sulla cifra e la durata del contratto: l’uruguaiano classe 1991 vorrebbe 2 milioni per quattro anni. Per la porta il nome più allettante è quello di Carnesecchi, anche se già l’Atalanta non lo regalerà. Lo spagnolo Patric ha rinnivato fino al 2027: bisogna solo ratificare e mettere nero su bianco: intesa da 1,3 milioni più bonus. Il Tempo/Daniele Rocca

 

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