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CorSera | Lazio, il ritorno di Felipe fa felici tutti: Sarri per il gioco e Lotito per il prezzo

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Una sola volta titolare in campionato, cinque presenze in totale (nessun gol) nella Liga portoghese. E una volta impiegato dall’inizio anche in Champions, ma a giochi fatti: il Porto era sicuro del secondo posto nel girone e sapeva che non avrebbe potuto raggiungere il Manchester City in testa al gruppo. Nel resto del torneo, solo panchina e tribuna. Più quattro partite nelle coppe nazionali, le competizioni usate per dare spazio alle riserve e consentire loro di mettersi in evidenza. Questa è la considerazione che l’ex laziale Sergio Conceiçao ha avuto nei confronti di Felipe Anderson, che nell’ottobre scorso si è trasferito in prestito dal West Ham – che lo aveva già bocciato – alla squadra capace di eliminare la Juve dalla Champions League. Ora, per rinascere, il brasiliano potrebbe tornare definitivamente a Roma. Mette tutti d’accordo: Sarri, Lotito, Tare. Alla faccia del rendimento molto deludente delle ultime due stagioni e soprattutto di quella appena conclusa. Felipe Anderson piace a Sarri da anni: lo riteneva uno di quei calciatori che non sono mai riusciti a rendere al massimo delle loro potenzialità. Lo affascina l’idea di provare a valorizzarlo, per di più ha caratteristiche ideali per essere inserito nel suo 4-3-3. Per giocare a piede invertito deve essere collocato sulla fascia sinistra e in quella posizione al momento c’è già Correa (se resterà in biancoceleste) e in futuro potrà esserci Brandt (se arriverà dal Borussia Dortmund al posto del Tucu). Ma Felipe Anderson con Inzaghi partiva spesso proprio da destra e Sarri non è rigoroso nella scelta di schierare a destra i mancini e viceversa (Callejon nel Napoli è un esempio). Si tratta insomma di un calciatore che, nella Lazio di Maurizio, ci sta benissimo. Il legame tra Felipe Anderson e la Lazio è sempre rimasto buono, i tifosi hanno di lui un ottimo ricordo e l’operazione dal punto di vista finanziario sarebbe eccellente anche per Lotito. Il presidente ha fatto i propri conti: nell’estate di tre anni fa ha venduto il brasiliano al West Ham per 37 milioni (31 più 6 di bonus) e la possibilità di riportarlo a Roma per un quarto di quella cifra, forse meno (8-9 milioni), lo stimola parecchio. Anche l’agente di Felipe Anderson per la prima volta ha aperto al suo trasferimento alla Lazio: «Nulla di nuovo, ma chi lo sa…». Di sicuro il giocatore spinge per tornare nella società che lo ha lanciato a livello alto nel calcio europeo, in quella che considera ancora un po’ casa sua al contrario di quanto accaduto nelle avventure a Londra e Oporto. L’operazione Felipe Anderson intriga e soddisfa chiunque. C’è solo da comprendere quali siano le intenzioni di Lotito nella trattativa: il presidente è noto per aprire discussioni infinite nel tentativo di ridurre l’esborso, mentre Sarri preme per avere almeno un esterno d’attacco all’inizio del ritiro, fissato per il 10 luglio a Auronzo di Cadore. Chi la spunterà? CorriereDellaSera\Stefano Agresti

 


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Calcio

CONFERENZA SARRI: “Siamo stati ordinati, in questo momento fatichiamo a trovare la giocata giusta. Su Pellegrini…”

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Al termine della sfida in casa della Juventus, persa dalla sua Lazio per 1-0, l’allenatore biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto anche in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni, riportate dal sito ufficiale biancoceleste, al termine del match di Coppa Italia:

“La partita è stata interpretata in modo serio, siamo stati ordinati. Siamo in un momento in cui fatichiamo a trovare la giocata giusta in brillantezza nei metri decisivi del campo. Questa sera non abbiamo trovato spazi, sarebbe servita una giocata decisiva negli uno contro uno. L’errore sul gol della Juventus è stato di squadra, non di linea, è arrivato su una terza palla.

Non era facile perché la Juventus ci aspettava bassa, purtroppo il gol preso alla fine del primo tempo ha indirizzato la partita. Pellegrini? Vedremo, purtroppo a Torino abbiamo lavorato poco insieme. Luca è un terzino sinistro di buon piede, i tempi di inserimento dipenderanno da quanto tempo impiegherà a capire la nostra linea difensiva.

Marcos Antonio è un calciatore particolare, lo abbiamo preso quando c’erano idee tattiche diverse. Noi giochiamo con due interni offensivi e lui per caratteristiche non può coprire tanto campo, per questo lo possiamo sfruttare solo quando c’è chi può supportarlo. Maximiano finora è stato sfortunato, in passato una borsite gli ha impedito di allenarsi bene. Adesso sta meglio, vedremo se nelle prossime partite continueremo la sua alternanza con Provedel”.

 


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