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Nazionale, Di Lorenzo: “Lukaku da tenere sotto osservazione. Il Belgio è una squadra forte, sarà una bella partita”

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Giovanni Di Lorenzo, chiamato dal ct Mancini per sostituire Florenzi alla prima partita contro la Turchia, ha rilasciato delle dichiarazioni sugli Europei.

Quattro anni fa al Matera in Serie C quando avevi già 24 anni. Che cavalcata!

“Sono passati un po’ di anni. Ripensarci adesso fa un po’ strano. Ho fatto un percorso importante per arrivare fino a qui, ho fatto tanti sacrifici. Adesso mi sto togliendo tante soddisfazioni e mi sto godendo questa bellissima esperienza. E’ stato un anno difficile, ho dato tanto per essere chiamato qui in nazionale. Adesso sono contento di questo mio inizio di Europeo e spero di continuare così”.

Ricordi ancora dove hai guardato quel famoso spareggio tra Italia e Svezia che costò i Mondiali agli Azzurri?

“Ho guardato la partita con i miei amici in TV, era stata una grande delusione. Vissuta da tifoso è stata una brutta pagina per l’Italia. Però siamo ripartiti alla grande e sono contento di far parte di questa rinascita. Adesso ci godiamo tutto questo entusiasmo che c’è intorno alla nazionale”.

Quali sono le chiavi di questa rinascita?

“Il mister è riuscito a creare un gruppo unito, sano. Quando veniamo in nazionale si sta bene e lavoriamo bene e questo si vede anche in campo. Gran parte del merito è del mister che ha creato un gruppo così, un gruppo in cui tutti remano nella stessa direzione”.

Da piccolo eri attaccante e ti chiamavano ‘Batigol’, come festeggeresti un gol agli Europei?

Sì mi chiamavano così. Non so come reagirei onestamente, dovrei viverlo quel momento. Però sarebbe qualcosa di unico e speriamo che arrivi presto“.

Sei nella top ten dei giocatori più veloci di questi Europei con Spinazzola primo…

Ho letto questo dato. Spinazzola è velocissimo, sono contento di esserci anche io in questa classifica. Viene tutto tramite il lavoro, ci alleniamo forte e poi in campo si vede in partita“.

Non smettete mai di parlare dell’importanza del gruppo…

“Lo diciamo sempre perché è vero. C’è un bellissimo gruppo, una bellissima atmosfera e credo sia uno dei nostri segreti. Sembra una squadra di club più che una nazionale”.

Dopo vittorie agevoli nel girone, quella sofferta contro l’Austria. Quanto può servire una vittoria così?

“Abbiamo dimostrato che quando c’è da soffrire lo facciamo senza problemi. Abbiamo superato un girone che magari sulla carta poteva essere facile . Ma come ha dimostrato questo europeo nessuna partita è semplice. Quindi siamo contenti della vittoria con l’Austria, una squadra fisica. Lo hanno dimostrato ma anche noi abbiamo dimostrato che quando c’è da lottare non ci tiriamo mai indietro”.

Adesso sfidate una delle favorite per la vittoria finale. Cambierà l’approccio?

“Più si va avanti e più le squadre sono forti. Però l’approccio è sempre il solito. Il mister ci chiede sempre le stesse cose, di divertirci, di giocare con entusiasmo, con coraggio. Questi sono gli elementi fondamentali della nostra squadra. Qualsiasi avversario ci troviamo di fronte cerchiamo sempre di imporre il nostro gioco. Per il momento ci siamo riusciti e speriamo di fare una grande partita anche contro il Belgio”.

Come si ferma Lukaku?

“Lukaku lo conosciamo bene perché lo affrontiamo anche in Serie A. Sappiamo che è un grandissimo attaccante. Ha vissuto una stagione bellissima con l’Inter. E’ da tenere sotto osservazione ma il Belgio ha tanti elementi forti e sarà una grande partita”.

Parlando di attaccanti che conosci, c’è anche Dries Mertens con il Belgio. Vi siete sentiti?

“Sì ci siamo sentiti in settimana. Ci siamo dati appuntamento per questa partita e lo saluterà volentieri. Ho un bellissimo rapporto con lui, anche lui è un grandissimo giocatore e quindi sarà bello affrontarlo da avversario. Potremo anche ‘sfiorarci’ in campo considerando le posizioni, sarà una bella sfida”.

Come riportato da it.uefa.com

 


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Piscedda: “Nessun concetto di gioco è utile se non finalizzi. Sarri deve saper trovare soluzioni nei momenti di difficoltà”

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Intervenuto ai microfoni di Radiosei, l’ex biancocleeste Massimo Piscedda ha commentato la sfida di Coppa Italia persa ieri sera dalla Lazio per 1-0 contro la Juventus.

Queste le sue parole:

Dalla Juventus mi aspetto questo tipo di gara, dalla Lazio meno. Non ho mai capito cosa davvero volesse fare, non ho capito che indirizzo volesse dare alla prestazione. E’ andata sull’onda della Juventus che ha portato la gara dove voleva. Mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista del temperamento. Nessun concetto di gioco è utile se non finalizzi, ieri c’è stato da parte della Lazio un palleggio sterile. Le gare vanno interpretate, la squadra di Sarri doveva cercare di far uscire la Juve cercando poi profondità. Alcuni giocatori della Lazio non sono più abituati ad essere marcati, penso per esempio a Luis Alberto ed allo stesso Milinkovic. Un allenatore si differenzia da un altro tecnico dalle soluzioni che riesce a trovare nei momenti di difficoltà“.

  


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