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Grazie Marco Parolo, sette anni con la Lazio nel cuore

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Era il 1 Luglio del 2014: Marco Parolo diventava ufficialmente un giocatore della Lazio. Il primo colpo di un mercato che doveva rifondare una squadra dopo il fallimento targato Petkovic l’anno prima, un mercato che avrebbe visto la Lazio prendere giocatori importanti anche per gli anni a venire, come De Vrij e Dusan Basta. In panchina un tecnico nuovo: si tratta di Stefano Pioli, artefice di una Lazio che sarebbe tornata ad accarezzare il sogno Champions League e protagonista di un campionato che la vedeva ottenere risultati con bel gioco e tanti gol. Era il 24 Agosto dello stesso anno quando alcuni dei nuovi acquisti, compreso Parolo, esordirono in Coppa Italia contro il Bassano Virtus nella vittoria interna per 7-0. Anche Parolo in segno al minuto 80′: il primo di tanti che farà in biancoceleste. Una settimana precisa dopo, il 31 Agosto, Parolo esordì anche in campionato nella sfortunata trasferta di Milano persa con il Milan per 3-1. Era il 14 Settembre 2014 quando Parolo segnò la sua prima rete in campionato in casa contro il Cesena, con tanto di esultanza sotto la Curva Nord, simbolo di un amore che stava sbocciando e che sarebbe stato destinato a durare nel tempo. Era il 20 Maggio 2015 quando Parolo scese in campo nella prima finale con l’aquila sul petto, quella di Coppa Italia contro la Juventus persa ai tempi supplementari con un gol di Alessandro Matri. Non andò secondo i piani, ma ci sarà tempo di recuperare con altre coppe vinte. Solo qualche giorno dopo, 11 per la precisione, Parolo segnò il gol del momentaneo 0-1 in casa contro il Napoli nella partita che riportò la Lazio ai preliminari di Champions League dopo 8 anni. Di Parolo ricorderemo ogni singola stagione successiva: la prima rete in campo internazionale contro il Dnipro il 26 Novembre del 2015, la centesima partita con la Lazio contro il Genoa in Coppa Italia nel Gennaio del 2017, i 4 gol rifilati al Pescara qualche mese dopo in una singola partita, il primo trofeo con al vittoria della Supercoppa contro la Juve, la centesima partita in Serie A con i biancocelesti contro la Spal nella prima partita di quella stessa stagione. Poi ancora la vittoria in finale di Coppa Italia contro l’Atalanta e quella in Supercoppa contro la Juventus subentrando al posto di Luis Alberto al 67esimo. Pur non essendo titolare come nelle stagioni precedenti Parolo ha sempre dato tutto per la Lazio, in qualunque circostanza ed in qualunque ruolo. Negli ultimi tempi, infatti,  è stato impiegato in diversi ruoli, lontani da quello che ha sempre ricoperto: esterno destro, terzino, centrale, mediano, ed in ognuno di questi ha sempre fatto vedere il sudore, togliendosi anche alcune soddisfazioni come il gol di testa all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco, oppure quello di qualche mese prima contro lo Zenit in casa, il primo gol nella massima serie europea. Un giocatore che ha fatto della Lazio l’essenza della sua carriera, con l’aquila nel cuore e ricordi indelebili per lui e per chi ama la prima squadra della capitale.

 


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Calcio

CONFERENZA SARRI: “Siamo stati ordinati, in questo momento fatichiamo a trovare la giocata giusta. Su Pellegrini…”

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Al termine della sfida in casa della Juventus, persa dalla sua Lazio per 1-0, l’allenatore biancoceleste, Maurizio Sarri, è intervenuto anche in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni, riportate dal sito ufficiale biancoceleste, al termine del match di Coppa Italia:

“La partita è stata interpretata in modo serio, siamo stati ordinati. Siamo in un momento in cui fatichiamo a trovare la giocata giusta in brillantezza nei metri decisivi del campo. Questa sera non abbiamo trovato spazi, sarebbe servita una giocata decisiva negli uno contro uno. L’errore sul gol della Juventus è stato di squadra, non di linea, è arrivato su una terza palla.

Non era facile perché la Juventus ci aspettava bassa, purtroppo il gol preso alla fine del primo tempo ha indirizzato la partita. Pellegrini? Vedremo, purtroppo a Torino abbiamo lavorato poco insieme. Luca è un terzino sinistro di buon piede, i tempi di inserimento dipenderanno da quanto tempo impiegherà a capire la nostra linea difensiva.

Marcos Antonio è un calciatore particolare, lo abbiamo preso quando c’erano idee tattiche diverse. Noi giochiamo con due interni offensivi e lui per caratteristiche non può coprire tanto campo, per questo lo possiamo sfruttare solo quando c’è chi può supportarlo. Maximiano finora è stato sfortunato, in passato una borsite gli ha impedito di allenarsi bene. Adesso sta meglio, vedremo se nelle prossime partite continueremo la sua alternanza con Provedel”.

 


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