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La Lazio presenta la maglia “green”. Tutte le divise home nella storia che si sono distaccate dalla tradizione

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Ieri sera poco dopo le 20 è stata pubblicata dalla Lazio una foto della maglia home “green”. Celeste, ovviamente. Il green a cui si alludeva nei giorni antecedenti la pubblicazione della foto non era altro che sinonimo di sostenibilità. La maglia, infatti, è di un materiale riciclato dalle bottigliette di plastica usate, un’iniziativa che la Macron e la Lazio hanno intrapreso a favore dell’ambiente.

 La maglia della Lazio, sin dall’anno della sua fondazione, è stata caratterizzata dalla presenza del celeste e del bianco, i colori della Grecia, per una scelta di società: è inequivocabile, non c’è nulla che possa essere un richiamo alla storia più forte di quella che è la divisa bianco e celeste. Eppure nella storia alcune volte la Lazio si è leggermente distaccata dalla tradizione per tentare delle innovazioni che si possono riscontrare in una tonalità di colore diversa o in una fantasia della maglia, a volte apprezzata ed a volte meno. Le fantasie della maglia della Lazio che si sono rincorse dal 1900 e che hanno avuto al centro del proprio essere il bianco ed il celeste hanno subito una variazione non da niente nella stagione 1961-62: la prima maglia della Lazio in quell’anno non era altro che… una polo Lacoste, la classica polo Lacoste da uscita che in quegli anni ebbe un grande successo e che la società biancoceleste volle rendere il proprio abito ufficiale. Essendo disponibile in soli 4 colori, ovvero azzurro, rosso, bianco e giallo, venne scelta la prima per similitudini con il celeste. Una curiosità è il fatto che per giocare in campo venne scucito il famoso logo del coccodrillo: si tratta di una maglia storica in quanto la prima a non trattarsi di celeste, bensì, appunto, di azzurro. La stessa maglia verrà riutilizzata anche due stagioni dopo sempre come prima divisa.

Sulla stessa onda di queste ultima c’è anche la maglia marcata Adidas della stagione 1980-81, una maglia azzurra stile nazionale che provocò non poche lamentele da parte dei tifosi, che costrinsero la società a riproporre la maglia dell’Ennerre della stagione precedente, quella celeste, fino alla fine delle scorte che costrinse la Lazio a giocare, come da contratto inoltre, con quelle Adidas. Una scelta che, in realtà, nacque quasi da un equivoco con l’Adidas stessa, che propose queste maglie azzurre dalla tonalità cromatica.

Nota positiva, in questo caso, è stata la prima maglia con un design sicuramente particolare, ma che è rimasto nel cuore di tutti, tanto da essere riproposta anche nel 2015 e nella stagione 2018-2019: quella denominata anche “maglia bandiera”, quella con la famosa aquila stilizzata che ha letteralmente fatto la storia della Lazio. Quella del gol di Fiorini contro il Vicenza e degli spareggi di Napoli. Una di quelle maglie che viene ricordata come una delle più belle della storia biancoceleste.

Un cenno va dato anche alle maglie della stagione 89-90, particolari e con una fantasia “old England”: non a caso il nuovo sponsor tecnico era la Umbro, che propose per la Lazio una maglia come quella del Manchester City, ovviamente con alcune differenze ornamentali. Il periodo delle maglie da calcio stava subendo una variazione che, al giorno d’oggi, è considerata la normalità: le maglie iniziarono a somigliarsi. Gli sponsor tecnici, infatti, inseriscono sulle maglie delle fantasie che, spesso e volentieri, sono le stesse per diverse squadre.. Sarà così anche per tutti gli anni a venire, con la Puma e la Macron, ma con una certezza: il bianco ed il celeste. Una menzione particolare va fatta per la maglia con la striscia orizzontale sul petto nera sulla maglia celeste (celeste sulla maglia bianca, nel caso della divisa del centenario) delle stagioni dal 98′ al 2001. Una maglia che la Macron, inoltre, ha ripreso per il design della maglia del 120esimo anno.

 

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Il neo acquisto Gila è sbarcato a Roma: “Sono felice di essere qui, forza Lazio” – VIDEO

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Pochi minuti fa il neo acquisto biancoceleste Mario Gila è atterrato a Fiumicino, pronto per le visite mediche di rito previste domani mattina in Paideia. Successivamente volerà ad Auronzo per raggiungere il resto del gruppo biancoceleste. Come riporta Radiosei, ecco le prime parole del difensore spagnolo: “Sono felice di essere qui, forza Lazio!“.

 

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