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Parolo: “Ho tanta voglia di giocare, sono in attesa della soluzione giusta. Italia? Rivedo tante analogie che avevamo nel 2016”

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Proprio ieri sera, attraverso un post sul proprio profilo Instagram, Marco Parolo ha salutato il mondo Lazio dopo questi anni trascorsi in biancoceleste. Questa mattina, per parlare del suo futuro, della Nazionale e non solo, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni sul suo prossimo futuro: “Adesso sono in attesa di trovare la soluzione giusta per me, ho tanta voglia di giocare. Ho voglia di divertirmi, perché penso che quando dentro c’è ancora il fuoco, la passione di metterti a lavorare e sacrificarti, devi seguirla. Per il resto c’è tempo. Al momento, anche quando rivedo certe immagini, ti sale ancora di più la voglia di esserci e di essere protagonista. Anche questa Italia, in questo Europeo, ti trasmette questo e, da un amante del calcio, non può che prenderne di energia”.

In Nazionale anche, Parolo ha trascorsi diversi anni, tra cui l’ultimo Europeo, nel 2016, con Antonio Conte in panchina. Cinque anni fa l’Italia affrontò la Spagna agli Ottavi di finale, questa volta in Semifinale: “Rivedo tante analogie di spirito, voglia, adrenalina che avevamo nel 2016 in questa Nazionale. La forza vera è l’unità d’intenti, la forza di tutti quanti di andare dalla stessa parte, dal primo all’ultimo. Questa deve essere la nostra forza. La differenza poi si fa nelle seconde palle, nella voglia di arrivare prima, come successo anche con il Belgio: Verratti che accorcia e recupera palla, Barella vince il contrasto, Ciro che fa perdere tempo al difensore del Belgio che si distrae. La furbizia, le piccolezze. C’è quella voglia di non prendere gol, di arrivare prima sulle palle vaganti e di dare tutto. Questo deve essere il segreto. E’ una Spagna diversa, hanno cambiato anche loro tanto, hanno perso qualche campione assoluto, ma hanno altri campioni che hanno vinto e stanno cercando di trasmettere ai giovani la mentalità vincente. Sarà una partita diversa, anche loro vorranno dimostrare di essere all’altezza del passato, noi invece abbiamo l’adrenalina di voler dimostrare di essere italiani. Io sono contento ed orgoglioso di essere italiano quando vedo esultanze, questo spirito, questo gruppo”.

Poi si è soffermato sul gioco dell’Italia e, da centrocampista, non poteva non parlare del trio Verratti-Jorginho-Barella: “E’ molto bello vederli giocare, si è preso spunto anche da Nazionali vincenti. Secondo me c’è sempre un nostro DNA, la capacita di difendersi quando serve, di essere compatti, ripartire, non è una Nazionale che fa solo del palleggio la propria forza. Stiamo trovando il giusto mix e siamo pericolosi. Quando ci si diverte e si sta bene nei giorni di riposo in gruppo, poi in campo si trasmette questo. Hai più la serenità e spensieratezza di fare la battuta, uno sguardo che toglie un po’ la tensione, gli scherzi in panchina. Vuol dire che c’è stima, rispetto di chi sta giocando ma anche di chi è in panchina perché i titolari sanno che sono pronti ad entrare compagni pronti a fare anche meglio di quello che stanno facendo in campo. Italia e Spagna hanno due centrocampi che cercano molto il palleggio ed avere in mano il gioco. loro hanno un giocatore come Busquets e noi abbiamo Jorginho che sono molto simili nelle caratteristiche. Koke mi ricorda un po’ Verratti nel modo di giocare, sempre nel cercare di dare ordine al gioco. Pedri ha la possibilità di sganciarsi, come noi abbiamo Barella. Sono due centrocampi molto simili, chi avrà la voglia di arrivare prima sul pallone, di fare quella corsa in più avrà la meglio. Forse noi in questo siamo un po’ più avvantaggiati. Jorginho è incredibile. Quando ero a Verona nel 2007 lui giocava nelle giovanili e veniva ad allenarsi con noi. Con i compagni dicevo: “Ma questo non perde mai la palla”, lo vedevi che aveva un grande visione di gioco, di ordine. L’esperienza all’estero lo ha completato, è cresciuto tantissimo. E’ il faro del nostro centrocampo in fase di costruzione e guida i compagni. Lui e Verratti in fase di costruzione sono difficile da marcare. Verratti è anche bravo a verticalizzare, mentre Barella è un motore inesauribile che ama giocare e farsi trovare pronto”.

Sulla coppia di difesa Bonucci-Chiellini: “Si conoscono a memoria, sanno guidare e dare tranquillità ai compagni. Sono i veterani, le fondamenta di questa Nazionale. Sanno trasmettere la mentalità giusta, quella vincente da grandi giocatori che hanno vinto più di tutti”.

Poi ha parlato del c.t. Roberto Mancini e le analogie con Antonio Conte, allenatore di Parolo in Nazionale ad Euro2016: “E’ bello vedere questo gruppo. Lui è il trascinatore, ha portato l’idea, la mentalità, e tutti l’hanno sposata. Penso lo seguirebbero dappertutto, come noi nel 2016 seguivamo il nostro Comandante”.

Parolo ha detto la sua anche sul possibile ritorno di Felipe Anderson alla Lazio: “E’ un grandissimo giocatore, qui a Roma ha fatto grandi cose. Può essere veramente utile, conosce l’ambiente, cosa può dare e cosa gli viene richiesto. E’ un po’ più maturo, giocando all’estero anche se non giochi sempre titolare, ti può formare”.

Per concludere, è tornato sul suo futuro e la possibilità di diventare allenatore: “E’ un percorso che voglio affrontare, mi piace osservare e stare attento a tutto. Ho le idee chiare di come possa essere il mio futuro post calcio, però al momento ho ancora tanta voglia di giocare. Comunque inizio a guardare le partite, non più da tifoso, ma con l’occhio tecnico-tattico”.

 


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Un mese e mezzo da vivere tutto di un fiato. Senza sosta, sino al mondiale in Qatar. Domenica la Lazio ospiterà lo Spezia, il 16 ottobre affronterà l’Udinese e il 30 la Salernitana. Il 10 ottobre Sarri e i suoi, saranno al Franchi per disputare il match con la Fiorentina e poi l’attuale capolista Atalanta il 23 al Gewiss Stadium. Come se non bastasse ci saranno gli impegni europei di mezzo come il viaggio a Graz contro lo Sturm del 6 ottobre, poi il ritorno il giovedì seguente nella Capitale dove il 27 arriverà pure il Midtjylland. Compresso anche novembre, che si aprirà con l’ultima giornata del gruppo F di Europa League a Rotterdam col Feyenoord. Dopodiché si passerà a una full immersion di Serie A con il derby, il Monza in casa e la trasferta allo Stadium con la Juventus.

 

Nella passata stagione Sarri si è lamentato spesso del poco riposo, ora ci saranno 12 partite in un mese e mezzo, una ogni 3,5 giorni. Casale  salterà minimo 3 o 4 settimane, Sarri spera nel recupero di Lazzari, oggi atteso per ulteriori esami e ancora in corsa per una chance contro lo Spezia smaltendo definitivamente la lesione al flessore destro. Anche Immobile oggi si sottoporrà a ulteriori esami, alla fine rientrato nella Capitale per la contrattura al bicipite femorale. Nel frattempo nel weekend senza prima squadra arrivano l’en plein del settore giovanile con tutte vittorie dall’U18 fino all’U14, compresi due derby. Primo successo pure per la Women con prima gioia per Louise Eriksen.

Il Messaggero

 


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