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Sarrismo, il calcio come filosofia di vita

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Ieri si è tenuta la presentazione del nuovo allenatore della Lazio, Maurizio Sarri.

Concreto e schietto, ha parlato di calcio nel vero senso della parola: nessuna provocazione gratuita, ha chiarito il suo modus operandi e cosa significa per lui questa nuova esperienza. Lo avremmo sentito parlare per ore, quella persona che incontri al baretto e ci scambi due chiacchiere. Certo, il video di Gielle bello ed emozionante, ma caricare il concetto che fosse stato il contenuto sportivo più visto in Europa è stato un po’ eccessivo. Tutto sommato, la personalità di Sarri ci ha fatto dimenticare un’introduzione un po’ così. L’ex allenatore di Napoli, Juve e Chelsea è una persona all’”antica”, non ha social e preferisce il rapporto diretto. Non si fa influenzare dalle opinioni dei giornalisti. L’idea di base, che più volte il mister ha lasciato trasparire, è proprio quella del “Lasciar libere le persone di parlare per quello che sono“. A Roma aveva queste possibilità, Sarri aveva bisogno di questo. E anche noi tifosi biancocelesti.

Giocheremo il calcio che piace a lui. Riconosce che le squadre vanno valutate alla lunga distanza: ci sarà un periodo di rigetto e che cercherà di ammortizzare al massimo le difficoltà, che arriveranno nel corso della prima stagione. Altissimo il momento sulla domanda tema Juve, muoveva le mani. Ma è rimasto composto. Riconosce i suoi limiti, ma anche le sue potenzialità: ha insistito sulle possibili difficoltà, senza mettere in primo piano i successi ottenuti nel corso del tempo.

L’obiettivo numero uno è DIVERTIRSI. Parte dall’allenatore, passa alla squadra e si trasmette all’esterno. Insomma, si crea un’alchimia, che permette alla rosa di crescere e giocare un certo tipo di calcio. Si tratta di una passione, piuttosto che di un semplice mestiere: il mister è da sempre abituato a dare tutto, motivo per cui (considerando l’età) non ha accettato un contratto “lungo” con la Lazio. Poi, condizioni permettendo, si vedrà. Certo non lo vedremo in gesta “eroiche” (…) su un vespino a percorrere le strade ripreso sui social, ma si aspetta di vederci fisicamente e di essere presenti per la nostra Lazio. Nella conferenza, infatti, ha dichiarato di non aver avuto nostalgia in quest’anno sabbatico delle partite ufficiali: il calcio a porte chiuse non gli ha fatto mancare i match ufficiali, solo la settimana dell’allenamento. “I tifosi sono quelli che mi si presentano davanti“, e non fa una piega. Speriamo che la situazione Covid vada migliorando, permettendoci di tornare di nuovo nella condizione di avere gli stadi pieni.

Il carattere del neo allenatore biancoceleste è venuto fuori soprattutto nella seconda parte della presentazione. Parlando dell’Europa League, pensa che la competizione quest’anno sia più impegnativa che mai con la creazione della Conference League. E ha aggiunto, senza troppi peli sulla lingua: “Preferisco scoppiare a marzo che fare delle figure di merda in Europa“. Ha risposto, nonostante l’interruzione di De Martino, alla domanda su Luis Alberto. Su cui potremmo aprire un discorso a parte. Considerando il calcio moderno, dove più e più volte abbiamo sentito che le bandiere sono quasi sparite, come dobbiamo porci? Da tifosi, di pancia, vorremmo gente motivata fiera di indossare la maglia. Ma sempre da tifosi, magari pragmatici, l’obiettivo è fare bene e vincere. E in quante partite Luis Alberto è stato fondamentale? Non poche. Quindi, senza sminuire il comportamento non eccezionale dello spagnolo nell’ultimo periodo, giusto o sbagliato questo accanimento mediatico?

Sono punti di vista, a ognuno il suo. In ogni caso, come detto in conferenza, sarà una scelta societaria; anche se Sarri avrà sicuramente qualcosa da dire “Dovrà convincere il gruppo e me, altrimenti dovrà chiedere scusa”. Analizzando dall’esterno la Lazio, ha dichiarato che il calo sul finale della stagione è influenzato da molte variabili: stato mentale, calendari folli… Sul calciomercato ha sottolineato che i giocatori sono stati valutati per ruoli e caratteristiche, piuttosto che per nomi. Sarri si è soffermato anche sul capitolo Felipe Anderson. Ritiene sia un giocatore stratosferico, ha fatto molto bene alla Lazio, ma nell’ultimo periodo ha avuto problemi di continuità. Non capisce da cosa siano dovuti e ha intenzione di aiutarlo. Probabilmente, Felipe ha bisogno di qualcuno che creda in lui per esprimersi al massimo. E i tifosi biancocelesti, che sperano nel suo ritorno, sono sempre stati dalla sua parte.

Per concludere, dopo il grande dispiacere di Inzaghi (ringraziato ufficialmente nella presentazione), quindi ecco il nuovo allenatore MAURIZIO SARRI. Henry Ward Beecher diceva che “I successi migliori arrivano dopo le più grandi delusioni”. Il tutto promette bene, ma staremo a vedere.

  


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Europa League

FORMELLO – Con lo Sturm Graz reclamano spazio Vecino e Pedro, due cambi anche in difesa – FOTO&VIDEO

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Se in campionato la Lazio sta dando dimostrazione di crescita, in Europa League la sfida di domani sera contro lo Sturm Graz ha tanto il sapore di prova del nove. La convincente vittoria iniziale contro il Feyenoord e la clamorosa debacle contro il Midtylland obbligano i biancocelesti a dover indirizzare il proprio cammino europeo. Sarri prosegue con la sua idea di turnazione ridotta proprio a testimonianza di quanto crede nella competizione europea, verranno gestite le energie all’interno dei novanta minuti ma non ci saranno troppi cambi rispetto alla vittoria in campionato contro lo Spezia. In difesa sarà rilanciato Gila al fianco di Romagnoli con Hysaj e Marusic sulle corsie laterali davanti Provedel. L’albanese prende per cui il posto di Lazzari reduce dall’infortunio e quindi rientra fra i calciatori attenzionati in questo momento delicato viste le tante partite all’orizzonte. In mezzo al campo viaggiano verso la conferma Milinkovic e Cataldi con Luis Alberto che partirà dalla panchina lasciando la maglia da titolare ad uno fra Vecino e Basic, l’uruguaiano è favorito sul croato che sembra aver perso posizioni nelle gerarchie del centrocampo. Da non escludere la sorpresa Marcos Antonio. Davanti turno di riposo per Zaccagni con il rilancio di Pedro dal primo minuto nel tridente completato da Immobile e Felipe Anderson. Il capitano biancoceleste sta bene e vuole riscattare la brutta prestazione in terra danese e il rigore fallito con i liguri in campionato. Aggregato in prima squadra anche il giovane Marinacci, terzino sinistro della Primavera di Sanderra mentre non si è allenato con i compagni Bertini.

 

 

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