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ESCLUSIVA – Patric si racconta: “Con Sarri possiamo davvero divertirci. Sono un jolly, gioco ovunque per la Lazio” Poi sui tifosi…

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Sesta stagione con la Lazio addosso, ormai è uno dei veterani di questa squadra. Patric Gabarròn Gil si è raccontato in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it tra passato, presente e futuro. Dal suo arrivo nel 2015 dal Barcellona, con qualche difficoltà iniziale, fino alla continuità trovata nel corso delle ultime stagioni con Simone Inzaghi in panchina. Ora parte un nuovo ciclo che vede Maurizio Sarri al comando dei biancocelesti. Il difensore spagnolo è nuovamente pronto a mettersi in gioco con la solita allegria, costanza e determinazione che sta mostrando sotto le Tre Cime di Lavaredo.

Che impressione hai avuto di Sarri dopo la prima settimana di ritiro?

“Conosciamo il calcio del Mister avendolo visto nel corso di altre esperienze, penso che sia perfetto per i giocatori e il talento che ci sono nella Lazio. Dobbiamo essere bravi nel seguire i suoi consigli e sono sicuro che ci possiamo divertire tanto”

Cosa vi sta chiedendo il Mister?

“Ci ripete di mettere in campo intensità e pressione con e senza palla, per avere un ritmo sempre molto alto. Abbiamo tanta qualità nella rosa e per questo sono convinto che ci possiamo divertire tanto insieme”

Sei arrivato come terzino e ti sei trasformato in centrale di una difesa a tre, con il ritorno della linea a quattro in che ruolo ti vedi?

“In questi sei anni sono sempre stato a disposizione, sarò pronto a giocare dove vuole Sarri sia da terzino destro che da centrale di difesa. Non ho mai avuto un riferimento tattico essendo considerato un jolly e per me non è mai stato un problema. Mi adatterò per il bene dei compagni e della Lazio”

Pensi che alla Lazio sarà possibile rivedere il “Sarrismo” ammirato col Napoli?

“Sono convinto che ci e vi faremo divertire davvero tanto. Sono stato otto anni al Barcellona e ho avuto la fortuna di godermi la squadra di Guardiola, giocavano in un modo incredibile che era un piacere da guardare. Il Napoli di Sarri credo sia stata la squadra che più si è avvicinata a quel tipo di gioco. Noi abbiamo i giocatori per replicare quell’idea di calcio, non sarà facile ma col lavoro giornaliero durante questo ritiro ci riusciremo”

Ci parli dei nuovi acquisti?

“Kamenovic molto bene, è giovane ma ha un gran fisico e gioca bene col pallone, sorprenderà tutti. Hysaj invece lo conosciamo avendolo visto prima ad Empoli e poi per tutti questi anni al Napoli, sarà utile perché può giocare davvero ovunque in difesa. Poi ci sta Felipetto, sappiamo tutti cosa può fare. Noi gli vogliamo bene e la gente lo ama, quando è a suo agio può essere devastante”

Come hai ritrovato Felipe Anderson?

“L’ho trovato bene, abbiamo la stessa età ma siamo persone molto più mature oggi. Quando è partito era un ragazzo e ora abbiamo ritrovato un uomo. L’esperienza in Inghilterra lo ha fatto crescere molto ma questa è la sua società, lo vedo molto carico”

Con l’addio di Parolo e Lulic se ne sono andati due colonne dello spogliatoio, chi può prendere il loro posto?

“Non so rispondere a questa domanda perché la forza di questa squadra è sempre stata l’unione del gruppo. Abbiamo tanti giocatori che sono qua da tanti anni come Milinkovic, Strakosha, Luis Alberto, Luiz Felipe e Marusic. Sono giovani ma già con tanta esperienza in Serie A e in Europa. Marco e Senad sono stati tanto importanti per noi, gli auguro il meglio”

Quali sono gli obiettivi di questa stagione?

“Sono gli stessi di sempre: dobbiamo entrare in Champions League come due anni fa. Siamo una squadra molto forte che in passato ha fatto molto bene anche se potevamo fare ancora meglio. Il Covid è stato un problema per noi, ci ha fermato nel momento più bello. Quando siamo ripartiti avevamo la stessa voglia e facevamo le stesse cose, purtroppo però non siamo riusciti a riprendere la marcia interrotta. Questa squadra ha grandi margini di miglioramento per cui possiamo arrivare fra le prime quattro”

Con chi dovrà lottare la Lazio per un posto in Champions?

“La Serie A ogni anno diventa più difficile, ci sono tante squadre con grandi allenatori. Le dinamiche cambiano ogni stagione, il Milan sembrava dovesse vincere lo scudetto e alla fine ha rischiato addirittura di non entrare in Champions. A questi livelli non ci si può mai rilassare”

Come hai salutato Inzaghi?

“Il Mister ama la Lazio e ci ha augurato il meglio con parole di ringraziamento per la professionalità che abbiamo sempre messo a disposizione. Nella vita poi capita che le strade possano separarsi. Noi siamo qua per il bene della Lazio e pensiamo solo a questo con un nuovo allenatore”

Negli anni hai ricevuto applausi e fischi, che rapporto hai con i tifosi?

“Mi fate tante volte questa domanda, io ho un affetto enorme per il pubblico della Lazio. Il discorso per me è molto semplice, il tifoso è giusto che fischi un giocatore se non fa bene come è giusto che lo applauda. Sono loro che amano la Lazio incondizionatamente, lo fanno oggi come lo faranno quando io andrò via. Io sono molto umano su questo aspetto e capisco perfettamente le reazioni. Posso dire solo di essere stato sempre professionale allenandomi al massimo tutti i giorni e per questa ragione penso di aver giocato tanto ed i miei compagni mi apprezzano”

Quando la tua prima rete in campionato?

“Non lo so (ride, ndr). Basta che vince la Lazio e siamo tutti contenti”

Hai il contratto in scadenza fra un anno, hai già parlato con la società del tuo futuro?

“Io ho grande rispetto e amore per la Lazio, posso assicurarvi che questo sentimento lo avrò sia se fosse l’ultimo giorno sia se rimarrò altri sei anni. Metterò professionalità e disponibilità dando tutto quello che ho”

Qual’ è stato il tuo momento migliore alla Lazio?

“E’ difficile dire quale sia il momento migliore perché ci siamo tolti tante soddisfazioni incredibili. Abbiamo alzato tre trofei, fatto il record di vittorie, raggiunto gli ottavi di Champions e vinto tanti derby, non riesco a scegliere un solo momento”

Chi è Patric fuori dal campo?

“Sono diverso rispetto a quando gioco. Sono molto sorridente e mi preoccupo di chi mi sta attorno, la vita è solo una: voglio fare stare bene i miei amici e la mia famiglia”

L’Italia vince gli Europei facendo fuori Belgio, Spagna e Inghilterra, ha vinto la più forte?

“Chi vince è sempre il più forte. Per me hanno meritato mostrando maturità e unione come fossero una famiglia. Dal primo momento si vedeva che c’era qualcosa di speciale rispetto agli altri per cui complimenti a loro che hanno fatto un Europeo stupendo”

Cosa è mancato invece alla tua Spagna?

“Siamo andati fuori in semifinale ai rigori con l’Italia per cui penso che le scelte di Luis Enrique erano corrette. Ha le idee molto chiari e la squadra lo ha sempre seguito, ha avuto il coraggio di attuare un cambio generazionale. La gente si aspettava che facesse peggio e invece hanno fatto molto bene”

Correa la Coppa America e Acerbi e Immobile l’Europeo, li hai sentiti?

“Gli ho fatto una chiamata appena erano più tranquilli. Gli ho fatto i complimenti perché sono dei ragazzi speciali che lavorano ogni giorno per togliersi queste soddisfazioni e sono davvero meritate”

Messi o Ronaldo?

“Messi”

Sei di parte.

“Messi è il più forte di tutti. Ronaldo è un fuoriclasse ma per la mia maniera di vedere il calcio non c’è paragone”

Hai cominciato nel Murcia, poi il Villarreal e infine entri nella cantera del Barcellona. Perché la Masia sforna così tanti talenti?

“Hanno una mentalità e un modo di lavorare sempre uguale da quando hai cinque anni fino a quando ne hai trentacinque. Quando entri ti innamori della cultura sportiva che trasmettono, il Barcellona gioca uguale indipendentemente se vinca o perda. Escono fuori tantissimi giocatori che sono il risultato del lavoro del settore giovanile blaugrana”.

 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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