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ESCLUSIVA | Momo&Kika: “Immobile idolo. Ti amo, Cirù. Ti aspetto a casa per una sfida alla Play. E grazie per il ‘segui’ di Instagram”

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Amore, passione per il proprio lavoro, comicità e…calcio. Un mix che senza dubbio si addice al duo Momo&Kika, che ormai da tempo intrattengono numerosi followers con i loro video di coppia. Lui, Cesare Del Mirani, romano classe ’92 e lei Carmen Albanese, campana 25enne: tra una “discussione” sulle vacanze estive ed un post sulla loro routine quotidiana, attraverso i social regalano simpatici siparietti in cui tutti i fidanzati del mondo sicuramente si rivedono. Negli ultimi giorni però è accaduto un fatto che ha minato la stabilità della coppia: Ciro Immobile ha iniziato a seguire la loro pagina…e così Momo non ha più occhi solo per la sua bella Kika. Scherzi a parte, il King per Cesare è un mito: il valore aggiunto di questa Lazio, l’emblema dell’impegno e della tenacia. Tant’è che quotidianamente una sua storia Instagram parla del bomber partenopeo. Ciro, l’idolo di grandi e piccini, numeri alla mano, è sicuramente nella storia del calcio: impossibile non riconoscergli i traguardi raggiunti, noti a tutto il mondo del calcio; ma se c’è una cosa che, soprattutto il tifoso laziale apprezza di lui, è la sua maglia bagnata di sudore al termine di ogni gara. Un professionista esemplare per la Lazio e la Nazionale, campione in campo e fuori, che Cesare e Kika hanno raccontato in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it, secondo il loro punto di vista e la loro ammirazione, con tutta la loro innata simpatia.

Partirei parlando un po’ di voi: una coppia che si è messa in gioco ridendo e regalando sorriso. Da cosa nasce questa vostra scelta?

Il duo Momo&Kika nasce nel 2016, perché il titolare dell’agenzia d’animazione per cui lavoravamo aveva, all’epoca, la necessità di trovarci un nome ‘d’arte’ al fine di renderci riconoscibili ai clienti che chiamavano per noi. Solo durante il primo lockdown, a giugno del 2020, Momo&Kika si ‘trasformano’ in una pagina social (anche se Kika spingeva per fare dei video comici già di diversi anni). Abbiamo deciso di iniziare questa avventura perché adoriamo far ridere la gente, per noi è come una droga, ne sentiamo quasi il bisogno, soprattutto in un momento storico dove un sorriso può salvarti la vita. Come Cesare e Carmen saremo per sempre grati a Momo&Kika, in primis perché nei primi anni della nostra relazione ci hanno permesso di costruirci una dimensione lavorativa e personale e poi perché durante la pandemia ci hanno salvato da una depressione certa, visto che entrambi a causa del covid avevamo perso il nostro lavoro (animazione e scuola di danza). Oggi come oggi Momo&Kika sono per noi una grande famiglia con più di mezzo milione di parenti. Pensate a Natale che casino!”.

È difficile mantenere sempre l’ironia anche nelle questioni su cui generalmente le coppie discutono?

Noi crediamo che l’ironia sia l’ingrediente fondamentale in una relazione, questo perché se non si è in grado di ridere ed ironizzare, in una storia d’amore come nella vita in generale,  non si va da nessuna parte. Noi, ad esempio, nella vita come nei video, siamo due persone completamente diverse e questo genera sempre una discussione più o meno accesa su qualsiasi argomento. Solo a tavola andiamo d’accordo, finchè uno non mette la forchetta nel piatto dell’altro. Tornando alle differenze caratteriali, i primi tempi era difficile ma poi con gli anni abbiamo capito che dovevamo ridere dei nostri ‘scontri’ anziché alimentarli. Questo è l’unico modo per andare avanti ed è anche la chiave del nostro piccolo successo, visto che la gente si rivede in noi e nelle nostre scelte”.

Un grande amore, oltre a quello per l’animazione, il cinema ed il ballo, è quello per Ciro Immmobile. Come ha preso vita questo sentimento per lui?

Momo: “Io dico sempre che nel 2016 ho conosciuto i miei due grandi amori: Kika, che è stata un colpo di fulmine, e Ciro che invece è stato un affetto alimentato nel tempo. Quando venne alla Lazio dal Torino io avevo ancora negli occhi le lacrime per l’addio di Klose e inizialmente non diedi molta importanza al suo arrivo; giorno dopo giorno però le sue prestazioni hanno fatto sì che diventasse il mio idolo assoluto, il mio grande amore. È  il giocatore che meglio incarna il concetto del “Non mollare mai” e, secondo me, è anche il giocatore più forte dell’era Lotito, uno dei pochi che avrebbe potuto dire la sua anche negli anni di Cragnotti, insieme a Milinkovic e Luis Alberto. Immobile è una macchina da gol dedita al sacrificio. È stato, più di chiunque altro, il giocatore che negli ultimi 15 anni di Lazio ha contribuito a restituirci una dimensione internazionale come società. Dal titolo di capocannoniere con record, alla Scarpa d’Oro e il ritorno in Champions, passando per i trofei vinti in biancoceleste e l’Europeo conquistato con l’Italia: Ciro mi ha rapito completamente. (Ti amo, Cirù). È una bandiera, un vessillo di cui andare orgogliosi e non vedo l’ora di vederlo in azione nella nuova Lazio di mister Sarri: sono certo che le pagine più belle della sua carriera devono ancora essere scritte e per Kika mi dispiace…ma Ciro non se tocca!”.

Kika, come vivi questa passione di Momo?

Avete presente il dr. Jackie e Mr Hyde? Momo quando gioca la Lazio e vede Immobile è esattamente così. Di natura è un tipo timido, molto educato, gentilissimo, ma quando segna Ciro si trasforma nell’incredibile Hulk! Tanti su Instagram guardano le belle ragazze, lui invece preferisce la Lazio: posso sicuramente ritenermi fortunata, ma non mi azzarderei mai a chiedergli di scegliere tra me e Immobile”.

Quando giorni fa king Ciro ha repostato le vostre storie, è stato più o meno come il vostro primo appuntamento per Momo?

Kika: “Eravamo a casa e ad un certo punto gli dico: “Amo’, Immobile ti ha repostato”. Facendogli tutti i giorni molti scherzi inizialmente non mi ha creduto, quando se n’è reso conto però ha iniziato a gridare come un pazzo. Dopo qualche minuto alcuni followers ci hanno scritto di controllare tra i suoi seguiti e ci siamo resi conto che ci aveva iniziato anche a seguire. Momo sarà rimasto in silenzio per almeno qualche minuto e poi è scoppiato a piangere come un bambino. Ora spero solo che possa incontrarlo!  Per lui la Lazio è più di una passione, anche se non è di quei tifosi di parte: lui ama il confronto, è molto obiettivo e sa anche accettare una sconfitta, in questo è molto sportivo. Sarà che con me dentro casa perde sempre!  Inoltre è cresciuto in una famiglia di romanisti Doc e questo lo rende ancora più tenace, ma posso dire che il “segui” di Immobile è sicuramente il regalo più bello che potessero fargli, perché per lui è un idolo come per me lo è Alessandra Amoroso. Posso capirlo. Io quando ho incontrato Alessandra sono svenuta all’instante”.

Dai vostri video abbiamo notato che l’ esultanza del bomber partenopeo la insegnate anche ai più giovani. Come vivete i gol di Immobile?

Kika: “Dovreste chiederlo ai vicini di casa, che salutiamo e ringraziamo per la comprensione. È sempre una festa! Poi con il fatto che io sono campana, da quando stiamo insieme Momo ha imparato anche un po’ di partenopeo, così ad ogni giocata di Ciro grida spesso “Jamm bell”. Mi fa ridere perché sentire un romano che parla campano è strano, ma sta migliorando. Per l’esultanza lui dice che insegna la J di Jessica perché la K di Kika è troppo complicata”.

Momo, nuovo tecnico per la Lazio, cosa ti aspetti da questa stagione e come pensi possa ambientarsi Ciro?

L’arrivo di Sarri l’ho vissuto come si vive un parto trigemellare: un’ansia pazzesca. Con i miei amici Leonardo e Valerio ci mandavano aggiornamenti sulla trattativa anche alle 3 di notte. È, sulla carta, il miglior allenatore ai tempi Lotito e ha rincuorato tutti noi laziali dall’addio, difficile da digerire, di Inzaghi. Sicuramente le aspettative sono alte, ma dobbiamo professare la calma: la piazza di Roma è difficile da gestire. Sicuramente è il miglior allenatore a cui la Lazio potesse aspirare. Sono certo che, smaltiti i carichi della preparazione estiva, ne vedremo delle belle. Sarri insegna calcio e noi laziali abbiamo bisogno di sognare. Per quanto riguarda Ciro non vedo l’ora: il mister è uno che ha sempre valorizzato i suoi attaccanti, basti pensare al Higuain del Napoli; sono certo che troverà in Immobile un’arma di distruzione di massa. Non vedo l’ora di vederlo in azione”.

Un messaggio per Immobile?

Prima di tutto mi scuso con lui perché in questi giorni lo sto ‘stalkerando’ nelle storie di Instagram , poi lo ringrazio per aver sposato questa società con così tanta passione e per averci seguito. Certi campioni sono merce rara al giorno d’oggi: professionista serio, padre premuroso, marito esemplare, mai un colpo di testa, mai una polemica: Ciro è la bandiera che ci mancava dai tempi di Rocchi ed è entrato di diritto nella storia della nostra società e in quella del calcio italiano e mondiale. Ti amo Cirù, spero di abbracciarti presto, magari a cena, che a tavola il vero bomber sono io. Ps: quando vuoi giocare alla Play in santa pace casa mia è aperta, oppure facciamo uscire Jessica con Kika e prendiamo due piccioni con una fava”. 


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ESCLUSIVA | Pellegrini in biancoceleste, il papà: “Ha voluto fortemente la Lazio, la tifiamo da sempre. Orgoglioso della sua scelta”

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Una scelta di cuore, zero pensieri al denaro: Luca Pellegrini ha voluto la Lazio, mettendo davanti allo stipendio l’ambizione di un bambino che sognava di giocare all’Olimpico. Il difensore classe ’99 è un nuovo giocatore biancoceleste; il club laziale lo ha prelevato in prestito con diritto di riscatto dalla Juventus. Il terzino sinistro ha iniziato la stagione con la maglia dell’Eintracht Francoforte ed è approdato nella Capitale, volenteroso di essere confermato a fine campionato.

Per commentare il passaggio di Luca in biancoceleste è intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it il papà Mauro, che non nasconde l’emozione: “Il mio commento non può che essere di un entusiasmo infinito…. noi siamo una famiglia di laziali da sempre. Luca ha fatto un gesto d’amore incredibile nei confronti della Lazio. Ha rinunciato a molto da un punto di vista economico, io da genitore non posso che essere felice della scelta di mio figlio, dei valori e dei principi che ha messo prima dei suoi interessi economici. E non lo dico tanto per dire. La qualità della vita vale più di qualsiasi cifra. E per lui andare nella sua squadra del cuore è il massimo. Ora per lui sarà felicità pura giocare al calcio. Aggiungere altro è superfluo. Ha voluto fortissimamente la Lazio“.

 


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