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Pedro-Lazio, tutti i giocatori passati dalla Roma in biancoceleste

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È delle ultime ore la notizia di una possibile trattativa tra la Roma e la Lazio per Pedro. Il giocatore spagnolo è stato acquistato dai giallorossi lo scorso anno, prelevandolo dal Chelsea, e si trova ora ai margin. del nuovo progetto targato Mourinho. Dopo una stagione tra alti e bassi, Pedro non rientra nei piani di Società ed allenatore, motivo per cui si stanno rovinando diverse soluzioni per il suo futuro: tra queste, ci sarebbe incredibilmente quella della Lazio, che negli ultimi giorni di mercato è alla ricerca di esterni offensivi. L’arrivo in panchina di Maurizio Sarri, preclude un cambio radicale di modulo e quindi una rivoluzione dal punto di vista della Rosa. A pochi giorni dal termine della sessione estiva, ai biancocelesti mancano quei rinforzi garantiti al tecnico toscano, soprattutto nel reparto offensivo. Proprio Sarri sarebbe la chiave di questo clamoroso asse Roma-Lazio: l’allenatore ha avuto modo di allenare Pedro ai tempi del Chelsea, dove ha potuto apprezzare le sue caratteristiche tattiche e tecniche. La stima reciproca sarebbe il nodo cruciale per spingare, accelerare e chiudere l’operazione.

Se il passaggio di Pedro in biancoceleste dovesse concretizzarsi, sarebbe un colpo inverosimile e del tutto inatteso. Nonostante ciò, non sarebbe il primo asse Roma-Lazio sul mercato: in passato diversi giocatori hanno cambiato sponda del Tevere, sia direttamente che indirettamente. Il passaggio più recente (indiretto) è stato quello di Aleksandar Kolarov: per ui all’attivo 4 stagioni in biancoceleste con una Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana vinta. Poi il passaggio al Manchester City dove rimase per 7 anni, ed infine l’arrivo alla Roma nel 2017.

Questi tutti gli assi di mercato diretti ed indiretti traRoma e Lazio:

LUIGI ZIROLI

Alla Roma nel 1927, è il primo giallorosso ad indossare la maglia biancoceleste nel 1929.

ATTILIO FERRARIS

Fu il primo capitano della Roma nel 1927, poi causa divergenze con la Società passò alla Lazio. Due stagioni più tardi fece ritorno in giallorosso.  

CARLO GALLI

L’attaccante approdò alla Roma nella stagione 1951-52, partendo dalla Serie B fino a raggiungere la rimozione in A da capocannoniere. Successivamente vestì varie magli di A, tra cui quella della Lazio, dove chiuse la carriera nel 1966 .

ARNE SELMOSSON

Arrivò alla con la Lazio nel 1955, rimanendoci per tre stagioni. Nel 1958 fu poi ceduto alla Roma. Selmosson fu eia primo giocatore nella storia ad andare assegno nel derby con entrambe le maglie.

FRANCO CORDOVA

Dal 1967 rimase per nove stagioni alla Roma, diventandone il capitano nella stagione ’75/’76. La decisione da parte della Società di cederlo nel ’79 non fu gradita da Cordova, che scelse sei sposare la causa biancoceleste, piuttosto che quella offerta del Verona. Rimase alla Lazio per 3 stagioni.

LIONELLO MANFREDONIA

Cresciuto nel vivaio della Lazio, poi passato in prima squadra dal 1975 al 1985. È noto per il suo coinvolgimento nello scandalo calcio scommesse, ma passò comunque alla Juventus e poi alla Roma.

ANGELO PERUZZI

Esordì in Serie A come portiere all’età di 17 anni nel 1987, con la maglia della Roma. Diventò titolare nel ’90/’91 per poi approdare alla Juventus, dove vinse numerosi trofei. Dopo la breve esperienza all’Inter, venne ceduto alla Lazio dove chiuse la carriera nel 2007. IN biancocelste vinse una Supercoppa italiana (2000) e una Coppa Italia (2003/2004).

LUIGI DI BIAGIO

Inizio la sua carriera tra le file delle giovanili della Lazio, con cui esordì in Serie A nell’ 89. Dopo le esprennze al Monza e al Foggia, passò successivamente alla Roma, dove rimase per quattro stagioni.

SINISA MIHAJLOVIC

Arrivò in Italia nel 1992, anno in cui sposò la causa giallorossa er due stagioni. Dal ’94 al ’98 giocò alla Sampdoria, passando poi alla Lazio. Visse le sue sei stagioni in biancoceleste (1999-2004) da assoluto protagonista, visto che sul primo giocatore a segnare imprimo gol della stoia della Lazio in Champions League. Con l’aquila sul petto vinse uno scudetto (2000), due Coppe Italia (2000 e 2004), due Supercoppa Italiane (1998 e 2000), una Supercoppa Europea (1999) e una Coppa delle Coppe (1999).

 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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