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PAGELLE – Patric, Milinkovic e Felipe: una fascia da incubo. Cataldi fatica, Immobile ci prova

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Reina 4,5 – I riflessi e l’agilità sono dei lontani ricordi, dello spagnolo servono la leadership e la guida della difesa che stasera latitano del tutto. Poteva fare qualcosa di più sui gol subiti ma probabilmente sarebbe cambiato poco. Si può anche iniziare a mettere in discussione la sua titolarità.

Patric 4,5 – Confermato sulla fascia destra ma il rendimento è totalmente 0pposto rispetto a Mosca. Non prende mai Insigne che lo salta tutte le volte costringendolo al fallo di frustazione che porta al giallo, saltato come un birillo da Mertens in occasione del 2-0.

Dal 46′ Lazzari 5 – Un solo spunto degno di nota dove serve in area un cross interessante non sfruttato dai compagni, per il resto nella mediocrità generale della ripresa.

Luiz Felipe 4,5 – Nella prima mezzora non ha capito praticamente nulla di ciò che stava succedendo in campo fra marcature sbagliate, posizionamenti errati e regali agli avversari. Non migliora col passare dei minuti ma per sua fortuna cala il Napoli.

Acerbi 5 – E’ l’ultimo ad arrendersi fra i biancocelesti quando i compagni avevano già tirato i remi in barca da tempo. Fa fatica a contenere le sortite napoletane ma almeno dà segnali di vita in mezzo ad un mare di difficoltà. Colpisce una traversa di testa sul 2-0 che poteva riaprire la partita.

Hysaj 5 – Non sfigura totalmente contro i suoi ex compagni che preferiscono sfondare sul lato opposto. L’albanese contiene a fatica Lozano impedendogli almeno la gioia della rete personale con un paio di buone diagonali difensive.

Milinkovic 4,5 – In una partita dove serviva la versione Transformer di Sergej, tira fuori la partita da Polly Pocket. Prestazione piccola per un giocatore che dovrebbe essere un trascinatore ed un esempio per i compagni.

Dal 61′ Basic 5,5 – E’ l’unico centrocampista che gioca ad un tocco e si muove in profondità, sfiora di testa un cross di Lazzari.

Cataldi 4,5 – Fare il mediano comporta anche avere letture difensive e capacità di posizionamento per schermare la difesa che ancora non padroneggia. Zielinski gli si muove costantemente alle spalle con totale libertà, soffre il pressing avversario in uscita palla al piede

Dal 75′ Leiva 5 – Un cambio prevedibile che non aggiunge nulla se non qualche palla persa.

Luis Alberto 5,5 – Fra i meno peggio in campo. Sfiora l’eurogol che poteva riaprire la partita, per il resto fa la mezzala di quantità che non è proprio il suo ruolo.

Felipe Anderson 4,5 – Forse è arrivato il momento di rimanere un pò in panchina. Finchè il problema era la stanchezza si poteva accettare, quando si vede questo atteggiamento svogliato è meglio non farlo scendere in campo.

Dal 55′ Zaccagni 5 – Prova qualche iniziativa ma si scontra tutte le volte su Di Lorenzo.

Immobile 5,5 – Impegno e generosità come sempre encomiabili, un parata di Ospina e un tiro ciccato è il suo score questa sera. Se la squadra non gira è ovviamente il primo a risentirne.

Pedro 5,5 – Conferma di essere fra i più vivi della squadra dando la sensazione di credere in un qualcosa che il resto della squadra nemmeno immaginava. Esce per una botta al ginocchio.

Dal 75′ Raul Moro 5 – Una accelerazione provata infranta su Koulibaly.

 

All. Sarri 4 – Stasera le colpe sono pure le sue. Sapeva che avrebbe trovato un Napoli rabbioso dalla sconfitta di Milano e poteva prendere delle contromisure per avere un approccio diverso. Rimane della sua idea e arriva la più brutta sconfitta della stagione.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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