Ieri sera è andato in scena a Le Iene su Italia 1 un servizio di Stefano Corti sulla piccola Carol, tifosa della Lazio la cui madre ci ha parlato due mesi fa della passione per Ciro Immobile, diventata virale su TikTok tanto per il suo essere tifosa quanto per le partite a Fifa con il padre a cui puntualmente perde. Proprio su questo tema è ruotato il servizio andato in onda: far incontrare a Carol l'idolo Immobile, dopo la lettera che la bimba gli ha scritto quando è andata a giocare alla Roma, e farli giocare insieme per battere il papà riuscendo così a vendicare tutte le sconfitte. Per parlare di questo servizio ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Laziopress.it la Iena Stefano Corti.

  Come è nata l'idea di questo servizio? 

Il mio autore mi ha segnalato Carol, diventata virale su TikTok già ad agosto e avevamo intenzione di farle incontrare il suo idolo Immobile prendendo come spunto l'idea che gli aveva scritto quando era stata presa alla Roma. Così abbiamo contattato Ciro che io conosco, è stato molto carino mettendosi a disposizione e abbiamo organizzato il servizio. Abbiamo dovuto aspettare qualche giorno in quanto partiva per la nazionale. Alla prima data utile abbiamo girato. 

  Avete contattato Immobile prima o dopo la gara tra Lazio ed Hellas in cui i due si sono incrociati? 

Appena dopo, solo che come diciamo nel servizio era concentrato, quindi non ha avuto modo di parlarci o averci a che fare. Idem per lei. 

 

Da casa in molti abbiamo provato una grande emozione vedendo il loro incontro: che sensazione hai avuto a stare lì davanti nel momento in cui Carol ha incontrato il proprio idolo? 

E' stato un momento abbastanza complicato da gestire sia per le emozioni mie personali, sia perché continuavo a ridere ma per la commozione, e sia per lei che era bloccata. Li abbiamo dovuti lasciare da soli per un po' per farla riprendere. E' stata una delle scene più emozionanti della mia vita. 

  La scena della partita a Fifa è stata quindi totalmente improvvisata? 

Lui si è seduto, ha iniziato a giocare e basta. Non abbiamo fatto delle prove o organizzato la cosa. Abbiamo nascosto Ciro nel bagno e poi arrivato il papà lo abbiamo fatto uscire. 

  Domanda di curiosità: nel caso in cui Immobile avesse perso la partita con il papà ci sarebbe stato un piano B? 

Non ci sarebbe stato alcun piano B, avrebbe vinto il papà e avremmo fatto una figuraccia. Penso abbia dovuto dare più con la partita a Fifa che in campo in Serie A. Non poteva sbagliare. 

 

Nello scoppio di un fenomeno sui social ci sono sempre, però, dei commenti negativi. Nel caso della piccola Carol ci furono alcune polemiche sterili circa il suo linguaggio. Personalmente cosa ne pensi, prendendo in considerazione proprio il vostro servizio? 

Le parolacce le dicono tutte, dipende dal contesto. Mi sembra che dica parolacce in pochissimi casi, tipo quello in cui viene staccata la luce. Ma io li ho conosciuti e sono una famiglia stupenda e genuina. Una famiglia quasi invidiabile. Si tratta di una polemica sterile, sui social spesso c'è invidia ed è più facile scrivere cose negative che positive. Il servizio che abbiamo fatto, però, è passata come una cosa genuina e i commenti sono stati tutti positivi. 

 

Carol può infatti essere un esempio, un modo per collegare un mondo come quello del calcio ai bambini e credo che uno dei temi di questo servizio fosse proprio questo...

Si, sono contento del risultato finale, anche perché quando pensiamo qualcosa non sempre la cosa esce in quel modo. Devo dire che siamo molto contenti, la famiglia era molto felice e anche Ciro era molto felice del risultato finale.

 
Visualizza questo post su Instagram
 

Un post condiviso da STEFANO CORTI (@stefanocorti85)

 
Scudetto 1914-15, raggiunta quota 40.000 firme: il ringraziamento di Mignogna
Primavera TIM Cup, la Lazio batte il Cosenza: il racconto