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Felipe Anderson a Lazio Style Radio: “Immobile è un leader. Sergej il più forte con cui ho giocato. I tifosi hanno contribuito al mio ritorno”

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Felipe Anderson è intervenuto alle 16.30 a Lazio Style Radio: il brasiliano, che contro il Milan raggiungerà la 180esima presenza con la maglia della Lazio, si è raccontato ed ha risposto alle domande dei tifosi.

“Sembra di non essere mai andato via, è tutto come prima, dal primo giorno mi sono sentito molto felice. C’è un ambiente bellissimo, i calciatori che erano qua quando ero qui la prima volta e i nuovi mi hanno accolto molto bene. Sono stato molto felice di essere tornato. Il rapporto con i tifosi? L’anno scorso sono venuto in vacanza qui a Roma e sembrava che giocassi ancora qui, è stato incredibile vedere che le persone non mi avevano dimenticato dopo due anni. Sapere che c’era la possibilità di tornare mi ha motivato molto. In Inghilterra ho lavorato principalmente sulla forza fisica, mi sento molto più forte. Adesso qui in Italia ho trovato un calcio più divertente rispetto a prima, c’è Sarri che stimavo tanto, era difficile giocare contro le sue squadre perché si divertivano e abbiamo detto “vogliamo divertirci anche noi”: adesso la domenica ci divertiamo in campo. E’ bello sentire che il Mister punta su di te, è bello lavorare sodo per ripagare la sua fiducia e quella dei tifosi. Mi sento molto più forte ora, in tutti i sensi. Bisogna riprendersi la Champions persa nell’ultima partita contro l’Inter.”

Felipe Anderson si è poi dedicato alle domande dei tifosi, che non hanno perso l’occasione per fargli sentire tutto il loro affetto e la felicità per il suo ritorno. La prima domanda è, quasi inevitabilmente, riguardo a Ciro, al centro di numerose critiche per il suo rendimento in Nazionale:

“Farete quadrato intorno a Ciro?”
“Sappiamo che Ciro c’è sempre, è difficile trovare un attaccante come lui. Ha sempre il nostro supporto, è un leader, si prende cura di tutti, ha preso la responsabilità della squadra. Quando ero ancora qui era appena arrivato, ora è un leader. In nazionale è tutto diverso perché ci sono tanti calciatori, credo che nel suo momento farà la differenza, lui è un giocatore decisivo, tutti lo sanno. Lui sa che qui può stare tranquillo, segnare più gol possibili, sappiamo che ci aiuterà.”

“Ti hanno sempre fatto giocare come esterno. La tua posizione in campo rispecchia ciò che sei come giocatore? Cioè la tua capacità di fare passaggi filtranti, visione di gioco, la capacità di saltare l’uomo in velocità. Sei tornato a quello che era il tuo ruolo quando sei esploso qui.”
“Sì, ho giocato un buon primo anno, il secondo non tanto, il terzo pochissimo. Per giocare esplosivo è importante stare sempre in forma, usiamo tanta energia negli scatti. Lavoriamo con lo staff per recuperare la miglior forma possibile. Ogni giorno mi sento meglio, stiamo crescendo e credo che in pochissimo tempo arriveremo a quei livelli per mantenere la costanza per tutto il campionato.”

“Rispetto a tre anni fa ti senti più forte?”
“Mi sento più forte. Questa età è la più importante per un calciatore, sei più maturo, più uomo, hai un vero fisico. Mi mancava giocare, una delle cose che mi mancava, al di là del rapporto con tutta la società, era il rapporto con i tifosi che è speciale e determinante perché è bello stare in un posto in cui ti vogliono bene, ti danno fiducia e si aspettano sempre qualcosa da te. Hanno contribuito tanto al mio ritorno.”

Li fai 10 gol quest’anno? Ti sei fissato un obiettivo?”
“Il primo obiettivo è aiutare la squadra a vincere tutte le partite possibili. Se uno fa benissimo il suo ruolo, la squadra va forte: non importa se devi correre di più o se devi segnare, l’importante è vincere. I gol arriveranno.”

“Cosa hai trovato di diverso?”
“I traguardi. La Lazio ha vinto tanto, è bello essere in un club con questi obiettivi, vedere giocatori che si allenano tanto per vincere tutto, anche le partite di allenamento, nessuno vuole perderle. E’ diventata più cattiva, competitiva e ambiziosa. Vuole vincere a tutti i costi, abbiamo trovato un mister così, sono sicuro che faremo grandi cose.”

“L’avversario più forte contro cui hai giocato e il compagno più forte con cui hai giocato insieme.”
“Avversario Van Dijk al Liverpool, in quella fase era difficilissimo affrontarlo e superarlo. Il compagno più forte è Sergej, è cresciuto tanto.”

“Un giudizio su Luka Romero e Raul Moro”
“Romero sarà un giocatore speciale, è così piccolo di età ma con una sua esperienza, sa scegliere bene i momenti della partita, sa gestirla, analizza tutto. Anche Moro, sono ragazzi disponibili e disposti a soffrire e la loro umiltà li porterà lontano.”

“Oggi sei un veterano. Ti senti responsabile della crescita dei giovani?”
“Sicuramente. La squadra ha un’età media bassa, abbiamo tanti giovani e quattro/cinque con più di 30 anni che servono alla squadra, stiamo giocando ad alto livello, è la loro esperienza che ti fa vincere la partita.”

“Quanto sei maturato calcisticamente?”
“Prima volevo fare sempre bene, non accettavo di sbagliare, chiedevo tanto a me stesso. Ma per il calcio non è che per uno sbaglio va tutto male, bisogna leggere il momento della partita, rischiare di più quando hai più fiducia.”

“Come è il tuo rapporto con Lotito?”
“Bel rapporto, ha creduto tanto in me fin da quando mi ha portato dal Brasile. Devo solo ringraziare lui e Tare, hanno sempre creduto in me anche quando ero infortunato mi hanno voluto uguale. Anche quando sono andato via abbiamo mantenuto i rapporti.”

“E’ un grande test quello di domenica contro il Milan. Come ci state arrivando?”
“Per arrivare a giocare ai livelli che vogliamo ci vuole tempo. E’ stato bello lavorare con le vittorie, nonostante gli sbagli dell’inizio e stiamo lavorando per trovare la mentalità giusta con cui arrivare in campo. Sarà una bella partita, loro giocano bene, però noi dobbiamo vincere contro tutti e lavoriamo per quello.”

Infine Felipe ci ha tenuto a ringraziare i tifosi per l’affetto, per le domande e per i bei messaggi di forza, ribadendo che la squadra ha bisogno di loro e che è stato bello ritrovarli allo stadio. 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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