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CdS | Sarri triste: “È mancata la svolta”. Il tecnico perde le staffe dopo il rocambolesco finale – FOTO

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La giostra delle reazioni e delle speranze, degli errori e degli orrori. Era persa, compromessa. Poi sembrava fatta, una rimontona caratteriale che aveva cancellato i disastri del primo tempo. Maurizio Sarri ha perso le staffe dopo il gol di Arslan e la rissa che si è scatenata all’altezza della sua panchina. Ha sbattuto le mani sull’erba, rammarico alle stelle, ha lanciato via il cappellino con cui si era riparato dalla pioggia durante l’intera partita. Un finale concitato a dir poco, la tensione ha preso il sopravvento, Walace ha rimediato il cartellino rosso. È successo di tutto per le montagne russe umorali su cui aveva viaggiato l’intera gara. Il tecnico biancoceleste ha espresso tutto il suo dispiacere: “Il primo tempo e stato confusionario, c’è stata la reazione, rimane il rammarico per il pareggio subito ala fine in una situazione che rivedendola non capisco. C’era una trattenuta su Zaccagni, non fallo per loro. Sarebbe stato un bel segnale vincerla così, forse la svolta”. La Lazio non riesce a essere continua, è mancato l’equilibrio inizialmente, la freddezza e la concentrazione nel finale. Sbagli ripetuti, individuali e collettivi. Nel conto totale troppe ingenuità per portare a casa il risultato pieno. La Lazio ha incassato 29 reti in 15 giornate, così non si può sognare. A gennaio servirebbero dei rinforzi: “Dipende da quello che dirà la società, sicuramente qualcosa dobbiamo fare. Se lo faremo in 2 o 3 sessioni di mercato dipenderà dalla società”. Corriere dello Sport.

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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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