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Il Messaggero | Sergej nella storia, superato Nedved: e il record di 52 gol è iniziato in Coppa…

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Il primo centro in biancoceleste col Dnipro nel 2015. È il centrocampista più prolifico di sempre, domani in Europa per trascinare la squadra.

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Come riportato da Il Messaggero, Milinkovic salterà la sfida con il Sassuolo, ma sarà presente contro il Galatasaray. Già con la rete all’Udinese il serbo aveva raggiunto i centri di Pavel Nedved con la Lazio. Sotto la Lanterna Sergej supera il ceco nella classifica dei centrocampisti goleador e ora, a quota 52, è il re indiscusso di ogni tempo. Dal suo sbarco, 42 timbri in Serie A, 5 in Coppa Italia, altrettanti (5) in Europa League, incredibile il suo percorso. Il suo agente Kezman ha un patto con la Lazio, Sarri lo sa ed è disposto al sacrificio. Finalmente si sono incontrati con calma a Formello, Maurizio e Lotito, hanno fissato a breve la firma (sino al 2025) sul rinnovo e parlato tanto di mercato: solo con una cessione da almeno 80-90 milioni del Sergente, si possono fissare le tappe di un progetto davvero ambizioso. A gennaio l’organico verrà puntellato con un attaccante e un terzino sinistro. A giugno, i soldi di Milinkovic potranno portare a una rivoluzione big con due-tre acquisti “veri” al suo posto. La Juve è il club italiano dietro l’angolo, United e Tottenham hanno il contrattacco in serbo. Sergej sogna da sempre il Real Madrid per fare il salto. Domani sua la fascia, sempre che Immobile si rassegni a restare a riposo; anche se Sarri resta più orientato su un “falso nueve”, ovvero uno fra Zaccagni e Pedro.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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