Un primo trofeo nel trofeo. Anche se virtuale, ma con connotati che potrebbero rivelarsi importanti nella seconda parte di stagione. Contro il Galatasaray di Fatih Terim stasera la Lazio di Maurizio Sarri all'Olimpico non si gioca solo l'accesso diretto agli ottavi di finale di Europa League ma anche la possibilità di «avere un po' di settimane libere per allenarci, cosa che da agosto non ci è ancora successa». Usa tutto il pragmatismo possibile, Sarri, per raccontare le motivazioni insite in una sfida a cui la sua Lazio arriva dopo il clamoroso 4-4 con l'Udinese e sopratuTto il 3-1 strappato in casa della Sampdoria domenica scorsa. Un momento di inerzia positiva che ora il tecnico biancoceleste vuole concretizzare: «La parola d'ordine», recita giocando con le stesse parole, «deve essere ora quella di essere costanti nell'ordine». Già, perché nel 3-1 di Marassi, Sarri ha notato che «il livello di applicazione incide fortemente nel fare una partita determinata e per noi l'obiettivo è farla diventare una costanza. Attraverso l'ordine abbiamo migliorato anche la qualità». E mettendo in ordine anche i numeri, i biancocelesti arrivano alla sfida contro la corazzata turca con tre punti in meno ma con la stessa identica differenza reti: 7 a 3. Dunque, stasera basterà vincere con il minimo indispensabile per pareggiare gli 11 punti in classifica e avere una migliore differenza reti che consentirebbe ai biancocelesti di archiviare per un momento l'Europa evitando gli spareggi contro le terze di Champions League per tornare a tuffarsi direttamente in Europa League da metà marzo. Due settimane a cavallo tra il 17 e il 24 febbraio in cui non si dovrebbe pensare ad altro che non a preparare al meglio le sfide con Bologna (13 febbraio), Udinese (20 febbraio) e soprattutto il ritorno con il Napoli all'Olimpico (27 febbraio). «Ci aspetta una partita importante - ha osservato il tecnico laziale in conferenza stampa - c'è in ballo un ottavo di finale di una coppa europea. Ora per noi è importantissimo andare diretti agli ottavi di finale perché oltre all'aspetto di andare avanti ci consentirebbe di avere un po' di settimane libere per allenarci, cosa che da agosto non ci è ancora successa". Calcoli che Sarri fa sulla «programmazione», non certo per un'ambizione di andare avanti in Europa League il cui cammino ad oggi ancora non è ponderabile. Di certo c'è solo che «l'eliminazione diretta è sempre un qualcosa in cui c'è dentro la componente della fortuna. Nelle singole partite o nella doppia partita, la fortuna incide sempre fortemente. Sicuramente è un'Europa League di livello superiore rispetto alle versioni precedenti», annuisce, considerando che dagli spareggi in poi ci saranno anche le retrocesse dalla Champions. «Andare avanti o meno dipenderà da tantissimi fattori. Ma soprattutto in questa competi- zione bisogna pensare turno dopo turno», aggiunge. «Spero di vedere la nostra versione migliore, il Galatasaray però finora non ha mai perso e non ha mai preso gol in trasferta in Europa, è una partita difficilissima», conclude Sarri. A sbilanciarsi ci pensa invece il suo fido Elseid Hysaj: «Voglio andare avanti e vincere, spero di andare il più avanti possibile. Siamo migliorati tantissimo. Dobbiamo essere ordinati in campo perché poi i gol li facciamo, quindi diventa importante non prenderli». Recuperato, Immobile ci prova. In alternativa, pronti Pedro come falso nueve o l'ex Fenerbahce Muriqi. Di contro, arriva un Galatasaray che in Super Lig è ottavo a fatica (anche se a -4 dal secondo posto), ma che in Europa League ha mantenuto finora un ruolino costante e nelle precedenti due trasferte ha strappato uno 0-0 in casa del Marsiglia e ha vinto 1-0 a Mosca con la Lokomotiv. Recuperato dai problemi gastrointestinali Fatih Terim, ieri l'Imperatore ha fatto il suo arrivo a sorpresa nella Capitale e oggi sarà regolarmente in panchina dopo essere stato dimesso dall’ ospedale. TuttoSport\Simone Di Stefano

Rivivi l'ultima puntata stagionale di FootballCrazy, programma condotto da Elisa Di Iorio e dedicato a Pino Wilson. In studio Giancarlo Oddi e James Wilson
CdS | Lazio, serve la spinta per balzare primi ma sono 11mila