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Lazio, Denis Vavro sul suo futuro: “Voglio assolutamente lasciare Roma a gennaio, questo posto non è per me”

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Sono tre le gare rimaste prima della sosta per le festività Natalizie. La Lazio dovrà affrontare il Sassuolo, domenica in trasferta, poi il Genoa nell’ultima all’Olimpico del 2021, ed infine chiuderà il girone d’andata a Venezia. L’obiettivo è quello di fare più punti possibili, per poi ripartire a gennaio con il campionato, ma anche con il calciomercato, tra entrate ed uscite. Denis Vavro, difensore slovacco alla Lazio dal 2019, ha trovato pochissimo spazio, sia con Inzaghi prima che in questa stagione con Sarri e, in vista della finestra invernale di mercato, potrebbe essere un nome in uscita. A confermalo è stato proprio il classe ’96 che, ai microfoni di Sport.sk, ha rilasciato un’intervista in cui parla del proprio futuro. Queste le sue dichiarazioni: “Sono fisicamente pronto perché di solito mi alleno con la squadra, ma non lo sono dal punto di vista psicologico. Dopotutto, l’ultima volta che ho giocato una partita 90 minuti è stato a giugno con la Slovacchia in preparazione per l’Europeo contro la Bulgaria. Ammetto che mi vengono in mente ogni sorta di pensieri. Tuttavia, credo che alla fine andrà tutto bene. Voglio assolutamente lasciare Roma a gennaio. Questo posto non è per me, solo per allenarmi e non poter giocare… La società ha deciso che dovevo restare per altri sei mesi. Il motivo erano le regole finanziarie che si applicano agli stranieri in Italia e il fatto che il club avrebbe dovuto pagare per me una certa somma di tasse. Fortunatamente, sembra che posso andare in prestito per sei mesi. Poi si vedrà in estate, ma vogliamo scegliere una società che mi assuma definitivamente dopo quel semestre. Il secondo campionato spagnolo è in gioco. Che si tratti di Huesca, dove sono stato in primavera, di Valladolid o di Almeria”.

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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