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ESCLUSIVA | Lazio-Genoa, l’ex rossoblu Onofri: “Partita del riscatto per entrambe, Sarri riuscirà a dare la sua impronta”. E su Acerbi…

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Domani andrà in scena l’incontro di Serie A tra Lazio e Genoa, in programma alle ore 18:30 allo Stadio Olimpico di Roma. I biancocelesti tenteranno di riscattarsi dopo la brutta sconfitta subita in rimonta con il Sassuolo, andando alla ricerca di tre punti importanti per la classifica. Non sono da meno i rossoblu, che come dichiarato dal tecnico Shevshencko in conferenza stampa, verranno a Roma per strappare qualche punto che sarebbe fondamentale in ottica salvezza. In occasione di questa sfida, la redazione di LazioPress.it ha contattato in via del tutto esclusiva l’ex giocatore del Genoa Claudio Onofri.

Che partita si aspetta da quella di domani tra Lazio e Genoa?

“Domani mi aspetto la ricerca di riscatto da parte di entrambe le squadre. La vittoria in Coppa Italia del Genoa con la Salernitana non ha cambiato quasi per niente le cose, se non uno stato d’animo leggermente più sereno. Dall’altro lato non mi aspettavo un ritardo del genere nel lavoro di Sarri alla Lazio. Lo apprezzo molto come allenatore, sono convinto che alla lunga ritornerà a mettere in campo quelle che sono le sue idee e il suo modo di intendere il calcio. Obbittivamente però anche nell’ultima partita con il Sassuolo si sono viste delle distanze tra reparti, interventi in fase difensiva non opportuni riguardo le iniziative di Berardi. È una squadra che galleggia tra un qualcosa di ottimo ed intervalli negativi che poi si pagano a caro prezzo a livello di risultati.”

A suo avviso, cosa c’è che non va in questa Lazio?

“Non c’è coesione in diversi momenti della partita tra un reparto e l’altro nelle distanze da tenere, e questo significa poca continuità. La fase difensiva in un gioco come quello di Sarri è essenziale, perché attaccando con tanti effettivi bisogna avere determinati meccanismi in fase di non possesso, che al momento non ci sono. E questo era un pò il marchio di fabbrica del Napoli ai tempi, che era bello da vedere da spettatore esterno.”

Come giudica l’andamento stagionale di Francesco Acerbi?

“È difficile spiegare e capire certe cose. Il giocatore non sta rendendo al meglio per diversi motivi, ho notato un calo, ma non dipende dal nuovo assetto tattico di Sarri. È deludente vedere un calciatore del genere con un carattere fantastico ed un passato come il suo, dopo essersi rialzato da tutte le difficoltà, attraversare un momento del genere. Anche con il Sassuolo è stato protagonista negativo della partita dal punto di vista difensivo.”

Che ricordi ha del suo passato al Genoa?

“La mia carriera si è svolta quasi tutta a Genoa praticamente. Ho fatto un po di tutto, l’allenatore, l’allenatore in seconda, responsabile del settore giovanile, capo scouting… Per me Genoa è una sorta di seconda vita. Dopo la retrocessione, ho deciso dopo i primi due anni in cui avevo fatto molto bene da giocatore di tornare al Torino per parecchi soldi. Mi volevano anche altre squadre di Serie A, sia Udinese che Bologna, ma il Genoa mi richiamò per giocare in Serie B ed accettai. Mi ero innamorato già nei primi due anni, per questo il ricordo è quello di un ambiente più che di una Società. Il calcio qui in città viene vissuto a pieno, si parla ogni minuto del Genoa soprattutto quando le cose vanno male, come se fosse il Real Madrid o il Chelsea.” 

L’arrivo di Shevchenko sulla panchina rossoblù può dare nuovi stimoli a questa squadra?

“Shevchenko ha avuto molte difficoltà da affrontare da quando è arrivato: una rosa decimata dagli infortuni, l’attuale che sta giocando non è all’altezza di questa categoria e formata da dei rincalzi. Arrivando in corsa ed avendo fatto prima il selezionatore e non il tecnico, ha avuto diverse difficoltà. Si è dovuto adattare ad un modulo perché non ci sono i giocatori adatti da mettere in campo per il suo 4-3-3, che ha avuto successo con l’Ucraina. Con l’avvento della nuova proprietà, si spera che si possa intervenire sul mercato. Il nuovo gruppo arrivato in Società fa parte di un trend eccezionale, quello della Red Bull che ha in mano diverse Società mondiali. Come esposizione di programmi ha creato un entusiasmo incredibile al popolo rossoblu, nonostante poi la classifica riporti ad una situazione per nulla idilliaca.”

Dove possono arrivare Genoa e Lazio a fine stagione?

“La posizione finale del Genoa in campionato dipenderà molto dal recupero di molti giocatori e dal mercato di gennaio. La Lazio invece ha qualche difetto anche individuale, però comunque ha giocatori di spessore, che nel momento in cui apprenderanno lo spartito dettato dall’allenatore cresceranno ancora si più.” 

Lotito è stato abbastanza esplicito durante le cena di Natale, Sarri rinnoverà per altri due anni. E’ d’accordo con questa scelta?

“Dal mio punto di vista ci sono delle differenze con Inzaghi. Sarri non è riuscito a fare lo stesso percorso immediato del tecnico ora all’Inter, che momentaneamente sta facendo benissimo e a mio avviso gioca il miglior calcio in Italia. Ha mantenuto lo stesso trend di Conte, mentre Sarri ha cambiato modulo passando ad una difesa a 4 e ad un modo di stare in campo differente. Diciamo che Inzaghi ha avuto il lavoro facilitato, ma io comunque sono convinto che l’allenatore toscano farà bene. A me piacciono gli allenatori che danno un’impronta alla squadra, che sia difensiva o offensiva, e Sarri è uno di quelli.”

 

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ESCLUSIVA| L’ex Verona Mandorlini: “Europa successo meritato per la Lazio. Io in biancoceleste? Mi ha chiamato Lotito…”

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 Sabato alle ore 20.45 all’Olimpico ci sarà l’ultima partita del campionato Lazio-Hellas Verona. I biancocelesti, dopo il pareggio ottenuto contro la Juventus (2-2), hanno confermato il quinto posto della classifica e di conseguenza si sono aggiudicati il pass per l’Europa. La squadra di Tudor, dopo la sconfitta subita in casa contro il Torino (0-1), cercherà di vincere e aggiudicarsi i tre punti per concludere bene il campionato. In occasione del match, è intervenuto ai microfoni di Laziopress.it l’ex allenatore del Verona Andrea Mandorlini.

Lazio-Hellas Verona, ultima partita della stagione, che gara sarà?

“L ultima partita all’Olimpico, con il traguardo raggiunto da parte dei biancocelesti, credo diventi una passerella per tutta la squadra e quindi il risultato sarà un dettaglio per la festa che chiuderà un campionato importante”.

Con il pareggio contro la Juventus (2-2), la rosa di Sarri ha raggiunto l’obiettivo dell’Europa. E’ un successo meritato?

“La Lazio è riuscita a raggiungere il suo scopo e devo dire che questo successo è stato ampiamente meritato”.

E’ soddisfatto di questa stagione dell’Hellas Verona guidata da Tudor?

“Sono molto contento perché la squadra ha fatto una grande stagione e credo che la squadra gialloblù sia stata la vera rivelazione di questo campionato”.

In vista della prossima sessione di calciomercato, su quale reparto sarà fondamentale concentrarsi per l’Hellas Verona?

“Ma da fuori è sempre difficile dire o fare valutazioni ma penso che se dovesse andare via Simeone il Verona si dovrà focalizzare sul fronte degli attaccanti per cercare un valido sostituto”.

Come ha visto Zaccagni in questa stagione biancoceleste?

Credo che Mattia abbia fatto un ottima prima stagione alla Lazio e penso che possa soltanto migliorare in futuro sotto la guida di Sarri”.

In passato ha avuto proposte di collaborazione da parte della società laziale?

“Più o meno dieci anni fa ebbi un colloquio col presidente della Lazio Claudio Lotito. La cosa mi riempi d’orgoglio e sarebbe stato bellissimo iniziare una collaborazione insieme ma, in seguito la società fece un altra scelta e quindi non si istaurò niente”.

Come procede ora la sua carriera da allenatore?

“Sto aspettando una chiamata perché ho tanta voglia di ricominciare. Nel frattempo però mi tengo in constante aggiornamento guardando le partite perché voglio farmi trovare pronto”.

 

 

 

  

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