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Il Tempo | Ciro porta la Lazio ai quarti

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Non c’è Lazio senza Ciro. Entra al minuto 71 nel giorno del compleanno di Lulic, uno che di Coppa Italia se ne intende, segna il gol numero 171 con la maglia biancoceleste all’inizio del secondo tempo supplementare e porta Sarri ai quarti di finale. Ma che fatica contro la solita Udinese, tutta arroccata in difesa che si presenta all’Olimpico giocando una partita seria e vivace. Servono 120 minuti ai biancocelesti, in grande emergenza, per superare un avversario che già aveva fatto male a novembre con quel 4-4 segnato al 98’. Non era extratime ma quasi, stavolta, però, ride la Lazio grazie al suo cannoniere al minuto 106’, implacabile a sfruttare con un pallonetto telecomandato una delle poche distrazioni della difesa friulana. Decisivo il lancio di Cataldi che serve a Immobile un assist al bacio trasformato in oro dall’attaccante della nazionale.

È il momento decisivo di una sfida scorbutica, con tredici ammoniti dal  modesto arbitro Minelli, sei per parte, a cui va aggiunto Sarri per proteste. Tra l’altro il tecnico toscano è stato protagonista, sempre nei supplementari di uno scontro fortuito con Pussetto sulla linea dell’out, vicino a quella riservata agli allenatori, che per fortuna non ha portato conseguenze fisiche né al giocatore dell’Udinese, né a Sarri. Per il resto la partita è stata fin troppo vibrante ma i biancocelesti, senza l’inventiva di Pedro, e con Zaccagni costretto a uscire per una distorsione alla caviglia alla fine del primo tempo, hanno tenuto tanto il pallone costruendo poche occasioni per  evitare un supplemento di fatica imprevisto a quattro giorni dalla sfida di campionato contro l’Atalanta, sempre all’Olimpico. Muriqi ha sfiorato due volte il gol di testa, poi si è intristito e spento col passare dei minuti fino alla sostituzione con Immobile che poi ha regalato a Sarri i quarti contro il Milan.

Troppe le assenze, oltre a Pedrito, mancavano anche Basic, Radu, Akpa Akpro, Acerbi e André Anderson ma, comunque, la panchina ha potuto dare un contributo importante. Anche se, tutto sommato, l’ingresso di Cataldi, autore dell’assist decisivo (Leiva ha cominciato la partita per mettere minuti nelle gambe in vista di sabato) e dei giovani Raul Moro e Romero ha vivacizzato una manovra che ancora non scorre fluida come vorrebbe il tecnico. Milinkovic ha giganteggiato mentre Luis Alberto è stato meno lucido del solito: alla fine bene così anche se la fatica rischia di essere una nemica in più contro l’Atalanta. Perlomeno c’è una buona notizia: zero gol subiti nelle ultime due partite. Il Tempo/Luigi Salomone

 

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Il Tempo | In Europa posto fisso ai biancocelesti

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Le sconfitte di Fiorentina e Atalanta, il pareggio della Roma. Ma soprattutto il gol di Milinkovic a tempo scaduto. Sono questi gli ingredienti che hanno permesso alla Lazio di essere sicura di partecipare per il sesto anno consecutivo a una competizione Uefa. Solo a cavallo tra gli anni 90 e 2000 aveva fatto meglio con 12 qualificazioni consecutive. Da quando è Lotito a gestire gli affari biancocelesti, la presenza in Europa è stata costante. Nei 18 anni di presidenza, in sole sei occasioni la Lazio è rimasta fuori dalle coppe internazionali. Le annate in cui la qualificazione è mancata sono: 2004-05, 2005-06 (Lazio declassata dal sesto posto per effetto della sentenza di Calciopoli), 2007-08, 2009-10, 2013-14, 2015-16. Per il resto è sempre arrivata almeno in Europa League (2008-09, 2010-11, 2011-12, 2012-13, 2016-17, 2017-18, 2018-19, 2020-21) e in tre occasioni la Champions League 2006-07, 2014-15 (con discesa in Europa League dopo i preliminari persi contro il Bayern Leverkusen) e 2019-20. Per il raggiungimento di questo traguardo e per chiudere la stagione in grande stile, gli Ultras Lazio hanno pubblicato un messaggio sui social per chiamare raccolta i tifosi: «Per l’ultima partita di campionato contro il Verona, invitiamo tutti i tifosi a portare con sé una bandiera biancoceleste, una maglietta, una sciarpa (chiaramente in linea con lo stile che da sempre ci contraddistingue). La Nord dovrà essere un muro colorato dai nostri vessilli. Si festeggia l’ingresso in Europa, ma soprattuto, facciamo vedere a tutti chi siamo. Perché la Lazio è dei suoi tifosi. Saremo felici o saremo tristi, che importa? Saremo l’uno accanto all’altro, come sempre!» Intanto nelle prime 24 ore di vendita sono già stati staccati 25mila biglietti. Il Tempo/Daniele Rocca

 

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