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ANGOLO DEL TIFOSO | Laziali Veneto: “Lazialità elemento oggettivo che ti permea. Vogliamo essere un punto di riferimento per i tifosi della regione”

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In esclusiva ai microfoni di Laziopress, sono intervenuti alcuni esponenti dell’associazione Laziali Veneto, una realtà nata il 2 aprile 2022.
Insieme al presidente Paolo Ciaffi, al vicepresidente Andrea Cecchetto e al segretario Angelo Riva abbiamo ripercorso velocemente la storia della tifoseria laziale in Veneto.

COME NASCE L’ASSOCIAZIONE?
Paolo Ciaffi: “Nel 2019 nasce una chat per seguire la Lazio in trasferta. Si tratta di un passaparola per vedere la squadra biancoceleste quando gioca qui nei pressi. Poi, dopo Lazio-Milan nel 2019, viene lanciata l’idea di festeggiare i 120 anni con una cena. La chat nel frattempo si era ampliata, eravamo circa 70 persone.

La sera dell’8 gennaio organizziamo la cena in un paesino qui del Vicentino, punto strategico per chi veniva da Venezia e Verona: ci ritroviamo una quarantina di persone, che tra loro non si conoscono tutti. Lo spirito era simile a quando si va allo stadio con un gruppo di amici e non conosci gli altri presenti. La cosa che ci ha fatto sorridere era riunire tutte queste persone nel vicentino per festeggiare la Lazio.

A mezzanotte abbiamo fatto i fuochi d’artificio e non dimenticherò mai la faccia di un signore in macchina che abbassa il finestrino e ci guarda non capendo la situazione: noi fuori con le sciarpe, le bandiere e l’inno.
Lui allucinato, noi pensavamo chiamasse i carabinieri.
Questo è stato il primo step, poi da lì nasce l’idea di dare continuità. C’era voglia di dare aggregazione. Poi, purtroppo, la pandemia ha raffreddato un po’ gli animi.

Solo nel 2021 dopo la partita a Verona, abbiamo fatto un incontro e si è riunito tutto il gruppo, che noi avevamo conosciuto nell’ultima trasferta prima del Covid a Parma. Abbiamo fatto un pranzo insieme a Emanuele Paolucci e Guy Chiappaventi, di cui avevamo acquistato il libro presso la libreria di un nostro solidale e Verona, e da lì è ripartito tutto. Poi con l’arrivo di Angelo e Andrea ha ripreso vigore il progetto.

Nel Veneto ci sono molti laziali, romani che hanno una certa età, come me, e poi laziali veneti, che sono diventati laziali per la Lazio di Cragnotti. Ce ne sono molti di più di quanti noi pensiamo e abbiamo capito che se gli diamo l’opportunità di incontrarsi, proprio perché noi a differenza di chi vive a Roma non abbiamo la possibilità di viverci la Lazio ogni 15 giorni o di parlarne al bar , i tifosi  la sfruttano e rispondono “presente”. 

ESISTE QUALCHE DIFFERENZA TRA IL TIFOSO ROMANO LAZIALE CHE VIVE IN VENETO E IL TIFOSO LAZIALE VENETO?
Paolo Ciaffi: “La parlata, oggettivamente. Il tifoso laziale originario romano che vive in Veneto vive la Lazio con più tranquillità, perché a Roma il derby è tutti i giorni. Ma la si vive con nostalgia, io ho fatto tutte le partite del meno 9 e posso dire che la Lazio diventa una sorta di richiamo, fai di tutto per andare a vederla.
I tifosi laziali del Veneto, invece, non hanno tutto questo background – alcune cose le vivono di riflesso – quindi noi gli insegniamo alcuni concetti. Un esempio? L’antiromanismo. Ma anche la formazione del ‘74, la devono sapere a memoria.
E loro apprendono, nonostante siano più giovani di noi. Noi facciamo un semplice passaggio di informazioni. Ma la Lazialità è la stessa
”.
Angelo Riva: “Secondo me, il laziale Veneto è più entusiasta perché è meno dentro certe dinamiche. Molti di noi, ad esempio, non comprendono il non andare allo stadio. La lazialità è un elemento oggettivo che ti permea, siamo simili a molti altri romani. Diventiamo laziali come i romani”.
Andrea Cecchetto: “Scegliamo la Lazio perché ci identifichiamo nei valori e nella storia. È più facile che anagraficamente i tifosi veneti abbiano iniziato a tifare Lazio per i successi di Cragnotti. Ci siamo adattati a stagioni molto più dimesse, ma non abbiamo vissuto la Serie B. Paradossalmente siamo più esigenti, ci facciamo andare meno bene il sesto o settimo posto”.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI FUTURI?
Angelo Riva: “Diffondere la Lazialità in Veneto e viverla insieme. Vogliamo fare aggregazione nelle trasferte e celebrare ogni anno il compleanno della Lazio, come appuntamento fisso. Vogliamo diventare un punto di riferimento per tutti i laziali della regione”.
Paolo Ciaffi: “Abbiamo creato l’associazione Laziali Veneto e abbiamo chiesto di entrare a far parte del Sodalizio. Vorremmo cercare di portare alla società le problematiche del tifoso che si trova distante. Per noi ogni partita è una trasferta, tranne per chi vive a VeronaQuella di Roma è la più disagevole. Ci sono stati dei ragazzi che sono andati nella trasferta a Oporto, e c’era la difficoltà di andare a prendere fisicamente il biglietto al punto vendita di Lazio Style. Per noi che siamo fuori Roma, o per chi si trova fuori regione, diventa un problema”.

COME SI DIVENTA LAZIALI IN VENETO?
Paolo Ciaffi: Un ragazzo del vicentino é diventato della Lazio per delle gomme: scartando gli erano capitate per due volte quelle biancocelesti. Si era comprato tutte le magliette. Oggi tifossissimo laziale.
Oppure, un ragazzo di Vicenza è andato per la prima volta allo stadio con il padre interista a vedere Inter-Lazio… ha scelto i colori biancocelesti. Ci sono molte storie curiose, andrebbero raccontate
”.

 
 
 
 


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ANGOLO DEL TIFOSO | Auronzo di Cadore, Laziali Veneto: “Abbiamo festeggiato la nostra fondazione consegnando dei regali a Lazzari, Casale e Furlanetto”

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In vista dell’inizio della nuova stagione di Serie A, che avrà inizio il 13 agosto, Sarri e la squadra biancoceleste sono volati ad Auronzo di Cadore per la preparazione estiva. Andrea Cecchetto, vicepresidente di Laziali Veneto – una giovane realtà di tifosi “fuori sede” nata ad aprile 2022 – è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per raccontare l’esperienza del ritiro precampionato in rappresentanza dell’associazione.

Tra partite e allenamenti, come hai trovato i biancocelesti?
Sono molto affiatati, soprattutto i nuovi arrivati si sono inseriti bene: la squadra sembra motivata. Rispetto allo scorso anno, sembra che le idee siano più chiare; Sarri è sempre molto presente ed è accompagnato da un caldo entusiasmo da parte dei tifosi presenti ad Auronzo”.

Tra i nuovi acquisti, chi ti ha incuriosito di più?
Matteo Cancellieri in partita ha mostrato personalità e si è fatto valere, trasmettendo fiducia e contentezza di essere arrivato in un grande club”.

Invece, tra i tifosi che aria si respira?
C’è grande attesa, ma anche entusiasmo: dopo il Covid, sono tornate molte persone. Ci sono dei punti interrogativi sulle possibili cessioni, considerando l’arrivo dei nuovi giocatori. Da parte di alcuni, ci sono delle stoccate per Acerbi che, nonostante la situazione, si ferma a fare foto e autografi col sorriso. Molti non lo fischiano più per non turbare il clima”.

Sui social, avete pubblicato la consegna delle maglie ad alcuni giocatori della Lazio. In particolare, avete donato a Lazzari una stampa.
“Per il primo anno del nostro Sodalizio, volevamo fare qualcosa di carino per il ritiro, che si svolge proprio nella nostra regione. Abbiamo pensato di premiare Lazzari, l’unico veneto presente in rosa al momento nostra fondazione e che aveva (tra l’altro) segnato in Lazio-Sassuolo, con un’illustrazione di Emanuele Palucci.
Con l’occasione abbiamo chiesto di poter consegnare la maglietta dei soci con il leone di San Marco anche a Casale, che è di Verona, e a Furlanetto, originario della provincia di Treviso.
La S.S. Lazio è stata molto gentile e l’abbiamo ringraziata pubblicamente; per noi era un gesto di presenza per festeggiare la nostra nascita”.

 
 
 
 


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