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Lazio-Torino, Gregucci: “Sfida equilibrata tra due squadre in un buon periodo. Sul confronto tra Sarri e Juric…”

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Poco più di 24 ore e prenderà il via una nuova giornata di campionato. Ad aprire il 33esimo turno di Serie A saranno Inter e Milan, impegnate nei due anticipi del venerdì rispettivamente contro Spezia (ore 19:00) e Genoa (ore 21:00). La Lazio di mister Sarri invece, tornerà a giocare allo Stadio Olimpico di Roma, dopo il successo netto per 1-4 in casa del Genoa. I biancocelesti sono a caccia di punti importanti per proseguire la corsa per un posto in Europa. Sabato sera, alle 20:45, nella Capitale arriverà il Torino, reduce dal pareggio a reti bianche contro la capolista Milan. Per parlare del match tra biancocelesti e granata, ai microfoni di ToroNews.net, è intervenuto il doppio ex Angelo Adamo Gregucci, ex difensore che ha vestito entrambe le maglie. Queste le sue parole: “Sarà una sfida equilibrata tra due squadre in un buon periodo. La Lazio, derby a parte, ha sfornato prestazioni di livello e ha ottenuto risultati positivi. Il Torino è sempre squadra caparbia. Per quanto prodotto e fatto non ha i punti che meriterebbe in classifica. Alcuni episodi hanno condizionato i granata, soprattutto nel girone di ritorno. Proprio per tali ragioni prevedo una partita aperta sabato sera”.

Successivamente Gregucci si è espresso anche sugli allenatori delle due squadre, mettendo a confronto proprio Juric e Sarri: “Juric è alla ricerca dell’uomo, degli accoppiamenti, dei duelli. Penso sia tutto sommato il modello più simile alla mentalità storica del calcio italiano. La Lazio con Sarri ha invece un modo di giocare molto più strutturato. Si lavora sul riconoscimento di tracce e di catene di gioco. Le filosofie sono molto differenti: da una parte si interpreta l’uomo, dall’altra la traiettoria. Anche il modo di difendere è diverso: uno difende sul riferimento, l’altro sul reparto”.

 
 
 
 


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La Repubblica| Proseguono i discorsi per la riqualificazione dello stadio Flaminio tra Lotito e il Comune

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Lotito vuole riqualificare lo stadio Flaminio abbandonato da più di 10 anni, così da renderlo la nuova casa della Lazio. Nelle ultime settimane il presidente del club biancoceleste si era mosso in questa direzione, le riunioni fatte tra la fine di luglio e l’inizio di agosto alla fine hanno prodotto un primo documento. Una comunicazione indirizzata a Patrizia Delvecchio, dirigente del dipartimento Sport, in cui il club chiede ufficialmente copia della documentazione sul catino disegnato dai Nervi, padre e figlio, per le Olimpiadi del 1960. La risposta del Comune, dovrebbe arrivare entro la fine di agosto. A quel punto sarà Lotito che dovrà presentare un progetto (o almeno una bozza). In ballo c’è sempre la proposta avanzata da Cassa depositi e prestiti in collaborazione con l’Istituto per il credito sportivo. I tempi sono stretti e se, dopo questo primo scambio di note formali, non dovesse arrivare un secondo segnale concreto da parte della Lazio, il Campidoglio avvierebbe l’iter con Cdp. Il primo incontro tra Claudio Lotito e il sindaco Roberto Gualtieri è andato in scena a fine giugno a palazzo Senatorio. In quell’occasione, al termine del faccia a faccia (riservatissimo) alla presenza dell’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, e del capo di gabinetto Albino Ruberti, le parti si erano lasciate con l’ultimatum del Campidoglio. Un invito ad agire subito, che la Lazio fin qui pare aver quindi rispettato. Quando arriverà la risposta del Comune, il club analizzerà la documentazione sullo stadio. I primi colloqui, più che informali, con la Soprintendenza,  avrebbero prodotto un’apertura sul superamento di parte dei vincoli che fino a questo momento hanno bloccato la riqualificazione dell’impianto. Gli stessi che hanno convinto la Roma ad allontanarsi dall’idea Flaminio, alcuni di questi possono essere risolti con la famiglia Nervi. Per altri bisognerà mettersi al tavolo con il Campidoglio, ma solo dopo aver presentato un progetto. Lotito ha già speso decine di migliaia di euro in analisi preliminari. Ha visto il sindaco e i membri della sua giunta e ha scritto una nota ufficiale al Comune. Ora manca l’ultimo step.

La Repubblica

 
 
 
 


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