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Il Messaggero | Ora Sarri ha la testa in Premier

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Come riportato da Il Messaggero, Sarri sta aspettando impazientemente l’evolversi del mercato biancoceleste. Si attendono altri squilli dopo quello Marcos Antonio, primo colpo per il prossimo anno. Tutto è legato all’azzeramento dell’indice di liquidità. Forse il 1 Luglio si scoprirà se il Tar deciderà di ribaltare o meno la sentenza del Collegio di Garanzia, che aveva dato parzialmente ragione alla Lega di A contro il parametro obbligatorio imposto dalla Figc per la prossima iscrizione al prossimo campionato. Martedi scorso Tare è partito per cedere Muriqi (Maiorca), Escalante (Cadice) e Vavro (Copenaghen).Negli ultimi giorni sarebbe stato avvistato anche a Londra. Al Chelsea c’è Emerson Palmieri ma anche Loftus Cheek, sogno percorribile solo con la cessione di Milinkovic allo United. Il fedelissimo Allan è una pista più facile da percorrere (scadenza 2023).

Come Torreira dell’Arsenal, in difesa piace Issa Diop del West Ham, se dovessero saltare Chust e Casale. Romagnoli è legato all’uscita di Acerbi che dopo un contatto con Pioli sogna un ritorno al Milan. Tornando a Londra aveva indicato Hudson-Odoi come vice Immobile. Una settimana fa aveva risentito anche Kepa, pronto a ridursi l’ingaggio pur di raggiungerlo nella Capitale, tuttavia la scelta in porta sembra un altra. Avanti con Carnesecchi. L’Atalanta però deve accettare la proposta della Lazio (prestito oneroso a 1,5 milioni) e una percentuale inferiore al 20 % sulla futura rivendita. Vicario è la prima alternativa, ma la Lazio insiste sull’ex Cremonese nonostante l’infortunio alla spalla che lo vedrà lontano dai campi da gioco per 4 mesi.

 


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Gianluca Rocchi: “Il VAR strumento favoloso per gli arbitri. Vi racconto cosa successe in un derby tra Roma e Lazio”

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Intervenuto al Social Football Summit 202, l’ex arbitro e attuale responsabile della CAN, Gianluca Rocchi ha parlato dell’importanza del VAR per poi raccontare un episodio vissuto in prima persona durante un derby tra Roma e Lazio.

Queste le sue parole:

Il Referee è un riferimento, nel bene o nel male. Spesso l’arbitro è indicato come qualcuno che toglie qualcosa, la realtà è che deve fare applicare le regole ed essere un punto di riferimento per le decisioni da prendere. L’arbitro ha come primo obiettivo quello di prendersi cura della partita, del risultato e dei calciatori, affinché il risultato sia corretto, trasparente e nessuno si faccia male. Un arbitro che cresce così lo fa senza tecnologia. L’obiettivo di oggi è quello di non sbagliare. La tecnologia ha cambiato tutto: io ho arbitrato 14 anni senza tecnologia e 3 con. Ho vissuto tutta la mia carriera con un solo obiettivo: non sbagliare nei 90 minuti più recupero. E non potete capire che sollievo quando abbiamo scoperto la tecnologia. Chi dice che gli arbitri non la vogliono non ha capito niente. Il VAR è uno strumento favoloso, il migliore che si potesse offrire agli arbitri. Poi c’è la squadra: gli arbitri sono una squadra di sei persone: quattro in campo e due in sala. Un team complesso e difficile da amalgamare, a volte arbitri con cinque amici, altre con sconosciuti“.

Un arbitro deve avere due caratteristiche fondamentali: comunicazione e relazione, senza alcun aiuto esterno. Vi garantisco che quando un arbitro viene chiamato a rivedere un errore sta male dentro.  Abbiamo due tipologie di VAR in Italia, gestite a Lissone, dove trasmettiamo le partite e operano i due operatori VAR e AVAR. Uno passa le immagini, l’altro fa da supporto, poi c’è uno schermo con le immagini reallentate di tre secondi che permette di rivedere l’azione“.

Vi racconto un derby Roma-Lazio con un tocco di mano di Manolas: io non ho visto nulla ma ho intuito che c’era qualcosa. Quando Irrati, che era al VAR, mi ha detto che c’era il tocco di mano io non sono stato per niente contento, sono uscito dalla partita arrabbiato con me stesso perché dovevo fare meglio. Poi però tutti mi hanno fatto i complimenti e nessuno ha fatto polemica dandomi anche voti alti, lì ho capito quanto la tecnologia possa aiutare gli arbitri. Chiudo sottolineando ancora una volta: gli arbitri sono più che a favore della tecnologia“. 


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