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Il Messaggero| Lotito su Provedel: “Non dipende più da me”. Intanto il patron della Lazio promette battaglia alla FIGC

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C’è l’accordo per Vecino, triennale da 2 milioni, atteso per le visite mediche, a Ilic deve far posto Luis Alberto. Su Provedel va sciolto l’ultimo nodo, queste le parole di Lotito: «Non dipende più da me, io sto aspettando». Trovato l’accordo con lo Spezia a 2,5 milioni, ma ora vuole che l’entourage del portiere rinunci a parte della commissione da un milione di euro. Sarri vuole Provedel, sembra orientato a farne il “primo”. Maximiano ha bisogno di ambientarsi ed essere reimpostato. A Grassau, si lavora sui movimenti (assente Patric per l’iper estensione del ginocchio) allo sfinimento. Il mister ha strigliato lo spogliatoio per un atteggiamento superficiale e presuntuoso. Alla rivoluzione in campo pensa Maurizio, a quella societaria il patron. Fabiani studia già nuove figure per il suo staff del prossimo anno. Tare dalla Germania continua a piazzare qualche esubero: Falbo al Monopoli, ma soprattutto ufficiale Jony allo Sporting Gijon in prestito. Senza ricavare nessun tesoretto. La Juve nel caso di lungo stop di Pogba valuta un nuovo affondo per Milinkovic, dopo l’offerta da 50 milioni rifiutata da Lotito a maggio. La Lazio spera in un’asta con United e Arsenal, per sostituirlo Sarri vuole Zielinski, nel mirino del West Ham. Intanto, de Ligt non perde occasione di sparare a zero sulla sua ex squadra: «Scelsi la Juve per il gioco offensivo di Sarri, ma è rimasto solo un anno…».

Intanto il Consiglio Federale della Figc ha approvato ieri la modifica della norma transitoria dell’articolo 16-bis delle NOIF, prorogando sino al 2028/29 la scadenza del divieto di proprietà di due club, eccezion fatta per lo stesso campionato. In pratica, la famiglia De Laurentiis potrà continuare a possedere Napoli e Bari, e Setti può tenere Verona e Mantova, almeno finché saranno in categorie diverse e non oltre il 2028. Ciò permetterà a De Laurentis di avere il tempo per vendere uno dei club (in molti dicono toccherà al Napoli) al prezzo di mercato, senza correre il rischio di essere preso alla gola, cioè quello che è capitato a Lotito, costretto ad accettare 13 milioni per la Salernitana (che, però, era salita in A). Ecco perché ora sorride amaro: «Meglio che non commenti…». Per il patron della Lazio, i fatti dimostrano che la battaglia di Gravina fosse contro un unico soggetto. Soddisfatto, invece, l’amico De Laurentis, insieme al figlio Luigi, per il risultato ottenuto: «Ringraziamo la Figc e, in particolare, il presidente Gravina per questo atto di buon senso che dà respiro a chi in questi anni ha creduto e investito tanto nel rilancio del calcio italiano. Abbiamo già comunicato alla Figc che rinunceremo al ricorso presentato al Collegio di Garanzia dello Sport e ad ogni altra azione di natura risarcitoria, perché riteniamo sia arrivato il momento di aprire una pagina fondata sullo spirito di collaborazione». I danni, giura di chiederli Lotito.

Il Messaggero

 


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Calcio

Fabrizio Corsi, il patron dell’Empoli: “Parisi alla Lazio?  A gennaio non se ne parla. Su Vicario…”

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Il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, è intervenuto a Radio Incontro Olympia. Tema centrale è stato l’asse Empoli-Lazio in ambito calciomercato. Queste le sue parole:

“Ascolto domande di mercato intorno ai giocatori dell’Empoli che, oltre a farmi arrabbiare ed a rompermi le scatole, non voglio nemmeno prendere in considerazione perché il mio compito da presidente è proteggere i miei ragazzi ed in generale tutto l’ambiente Empoli che per me è un patrimonio da salvaguardare. Parisi alla Lazio? È una di queste… A gennaio non se ne parla, proprio per il motivo appena spiegato. Vicario? È meritatamente il terzo portiere della nazionale, per noi e per lui la convocazione rappresenta il riconoscimento e l’apprezzamento migliore. Con la Lazio c’era stato un contatto, una telefonata, dopo la quale mi aspettavo un affondo successivo che però non è mai avvenuto perché hanno virato su Maximiano e Provedel che noi conosciamo bene, veramente un ottimo portiere anche lui giustamente chiamato da Mancini.

 

Sarri? Un’icona del calcio italiano. Continua ad essere quel maestro di campo transitato qui in Toscana, Lotito ha scelto il meglio, mentre altri hanno optato per tecnici che anziché il campo stesso preferiscono allenare stampa e tifosi…”.

 

  


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