Connect with us

Per Lei Combattiamo

Lazio-Bologna, buona la prima: com’è andato l’esordio per i nuovi? Il bilancio

Published

on

 


La Lazio esce vittoriosa dalla prima gara di campionato contro il Bologna, conclusasi con il risultato di 2-1. I biancocelesti sono riusciti a ribaltare l’iniziale svantaggio subito nel primo tempo, rimontando con un autogol e con la rete di Immobile. Una partita da vera Lazio: sofferta, sopratutto nella prima frazione con l’immediata espulsione di Maximiano e il rigore segnato da Arnautovic, poi ripresa e vinta sul finale. Un successo che da carica alla squadra e regala gioia ai 40.000 tifosi presenti allo stadio per sostenerla. Tanti i nuovi giocatori scesi in campo ieri, tutti acquistati in questa sessione di mercato estiva. Ben 8 colpi messi a segno dalla Società capitolina, di cui 5 hanno già fatto il proprio esordio in biancoceleste nella prima gara stagionale. Si tratta di Maximiano, Provedel, Romagnoli, Vecino e Cancellieri. Com’è andato la loro prima gara con l’aquila sul petto?

Il bilancio è pressoché positivo, unica nota dolente quella di Luis Maximiano. Il portiere come anticipato, è stato protagonista in negativo della gara, in quanto la sua prima partita con la Lazio è terminata dopo solamente sei minuti. Il motivo è l’espulsione procurata abbastanza ingenuamente per aver afferrato il pallone con le mani fuori dall’area. Un errore fatale non notato immediatamente dall’arbitro, ma dal Var in un secondo momento, che è costato caro alla squadra rimasta in dieci dopo pochi minuti di gioco. Al suo posto, è entrato Ivan Provedel, la vera sorpresa in positivo della sfida. L’estremo difensore, nonostante sia arrivato pochi giorni fa a Roma e la difficoltà di esordire in una situazione così delicata, si è dimostrato freddo e pronto all’azione. Determinanti alcune sue parate che sull’1-0 hanno tenuto in piedi la Lazio, consentendo poi la rimonta. Buona la prima anche per Alessio Romagnoli, il quale anche se visibilmente emozionato è sempre stato attento non commettendo alcuna sbavatura in difesa. Poi ci sono i subentrati, che a gara in corso sono stati chiamati in causa da mister Sarri per dar man forte alla squadra. Nel secondo tempo hanno fatto il loro ingresso sia Vecino che Cancellieri, ai quali sono stati concessi più o meno 13 minuti. A farsi notare di più tra i due durante questo arco di tempo è stato principalmente l’esterno d’attacco, che ha recuperato alcuni palloni e ha regalato qualche sgaloppata palla al piede sulla fascia.

Dunque, il bilancio dell’esordio dei nuovi arrivati si può giudicare complessivamente positivo, nell’attesa di vedere all’azione anche i restanti Marcos Antonio, CasaleGila, che ieri non sono scesi in campo. Chissà poi, se da qui alla fine del calciomercato, i giocatori a dover esordire con la maglia della Lazio non possano diventare di più…

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Per Lei Combattiamo

Beppe Signori: “Scudetto con la Lazio? Non ho rimpianti. Immobile? Poche somiglianze con lui”. E su Neymar…

Published

on

 


La bandiera biancocceleste Beppe Signori ha rilasciato un’intervista esclusiva alla redazione di Chiamarsi Bomber, dove si sono affrontati più temi: da Zeman all’arrivo alla Lazio, passando per Ciro Immobile e un aneddoto su Neymar. Ecco le sue parole:

Hai sempre detto di aver avuto tanti bravi allenatori ma un solo maestro, Zdenek Zeman. Com’è nato il vostro feeling?

“È un feeling nato nei mesi e negli anni che siamo stati insieme. Lui per me è stato più di un allenatore, è stato un maestro che mi ha insegnato a giocare a calcio, i movimenti e i tempi di gioco. Non ultimo mi ha trasformato da trequartista anomalo ad attaccante vero”.

Come mai zemanlandia non è più ripetibile nel calcio moderno?

“Non so se non è ripetibile ma in quel Foggia ci fu un feeling incredibile tra allenatore, giocatori, tifosi e città. Una favola che ci consentì di arrivare settimi in campionato. Non so se è replicabile, servirebbero gli attori protagonisti che portino quel qualcosa in più e che ci sia coesione tra tutte le parti”.

Nel 1992 arrivi a Roma sponda Lazio con la pesante eredità lasciata da Ruben Sosa. Esordio con una doppietta ed entri subito nel cuore dei tifosi laziali. Nella stagione 94-95 una delle Lazio più belle della storia, ma arrivate secondi dietro la Juve. Hai il rimpianto di non aver mai vinto uno scudetto?

“No nessun rimpianto perché sono stati anni fantastici dove ho vinto tre classifiche marcatori in serie A e due in Coppa Italia. A livello personale mi sono preso tante soddisfazioni. A livello di squadra non abbiamo raccolto tanto ma perché eravamo una Lazio in fase di costruzione, quella che poi ha portato allo scudetto del 2000. Non avrò mai vinto uno scudetto ma ho raggiunto il massimo traguardo per un calciatore ossia vedere i tifosi che scendono in piazza per evitare la mia partenza. Quel gesto per me vale 10 scudetti”.

Hai lasciato la Lazio, dopo caterve di gol, appena prima che diventasse una delle squadre più forti d’Italia a causa di un rapporto mai decollato con Eriksson. Tornando indietro rifaresti le stesse scelte?

“Sì perché con quell’allenatore ho avuto problemi personali, non c’era più rispetto tra noi. Rifarei tutto e non mi pento di quello che ho fatto. Nel mio ultimo anno la Lazio ha vinto la Coppa Italia con il sottoscritto che è stato il capocannoniere del trofeo. Da lì è iniziata la cavalcata che gli ha fatto vincere scudetto e Coppa delle Coppe, quindi un piccolo merito ce l’ho anch’io”.

Oggi la Lazio ha un nuovo bomber: Ciro Immobile. Cosa pensi di lui e ci vedi qualche somiglianza con te?

“Sicuramente è uno degli attaccanti più prolifici del nostro campionato, sta dimostrando continuità e spero riesca a battere il record di gol in serie A perché è uno che si impegna, ha grande carattere, grande voglia di vincere, se lo merita. Inoltre è il capitano della Lazio quindi gli auguro ancora tanti gol. Somiglianze ne abbiamo poche, abbiamo caratteristiche diverse: io partivo palla al piede in dribbling da lontano, lui ama la profondità per trovare il gol”.

Hai raccontato in diverse interviste passate che il tuo unico rimpianto calcistico è di aver detto a Sacchi di non voler giocare a centrocampo a Usa ’94. Ti sei mai chiesto se con te in campo in finale sarebbe potuta finire diversamente?

“Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Sicuramente è l’unico rimpianto perché la finale di un mondiale capita una volta nella vita, oggi giocherei anche in porta al posto di Pagliuca. L’unica cosa che rimprovero a Sacchi è che aveva ancora una sostituzione e se mi avesse messo dentro per i calci di rigore ci sarebbe stata una speranza in più”.

Oggi qual è il tuo rapporto con Sacchi e con Roby Baggio tuo “rivale” ai tempi della Nazionale?

“Con Sacchi c’è reciproca stima, ogni tanto lo sento e non c’è nessun tipo di rivalsa. Lui da allenatore era pagato per fare delle scelte, giuste o sbagliate che fossero. Crescendo ho capito che in quell’occasione ho peccato un po’ di presunzione. Con Roby ho un ottimo rapporto, non l’ho mai visto come un rivale. Lui è un amico e lo sento spesso, ci vogliamo bene e lo ritengo uno dei più grandi calciatori italiani”.

Quella del ’94 è ancora oggi ricordata come una delle Nazionali più forti di tutti i tempi. Oggi la situazione purtroppo è ben diversa: a breve ci sarà il mondiale e gli Azzurri non parteciperanno per la seconda volta consecutiva. Cos’è successo al nostro calcio e come può tornare ai vertici?

“La Nazionale sta pagando le conseguenze di aver abbandonato i settori giovanili nell’ultimo decennio. Non abbiamo più calciatori di un certo peso e l’inesperienza ci è costata due mondiali. Però Mancini sta facendo un grande lavoro, ha ricostruito un gruppo che si era sfasciato. Dobbiamo essere ottimisti per il futuro e non scordiamoci che l’anno scorso abbiamo vinto l’Europeo che mancava da tanti anni”.

Dopo aver lasciato la Lazio hai vestito le maglie di Sampdoria e Bologna dove hai conosciuto Mazzone, che esperienze sono state?

“La prima esperienza alla Samp è stata traumatica sia fisicamente che psicologicamente perché avevo lasciato il cuore alla Lazio. Sono arrivato a Genova con l’atteggiamento sbagliato, ho fatto male e chiedo scusa ai tifosi per non essere riuscito a rendere al massimo. Dopo l’operazione all’ernia del disco a Bologna c’è stata la mia rinascita anche grazie a Mazzone che è stato fondamentale gestendomi in maniera incredibile. Nel mio primo anno sono riuscito a fare 23 gol in stagione. Con la squadra siamo riusciti a vincere l’Intertoto e arrivare in semifinale di Coppa Italia e Coppa Uefa che per Bologna è stato un risultato storico. Ringrazio chi mi è stato vicino in quell’esperienza”.

Qual è il compagno di squadra più forte con cui hai giocato? E l’avversario più forte?

“Ce ne sono tanti di grandi giocatori che ho affrontato come Maldini, Baresi, van Basten, Zidane, Ronaldo, Baggio, Zola, Careca e tanti altri. Mentre tra i più forti con cui ho giocato direi Baggio, Boksic, Riedle, Gascoigne e tantissimi altri. Tutti quelli con cui ho giocato mi hanno supportato e sopportato, ero un ottimo compagno di squadra ma senza di loro non avrei fatto tutti quei gol”.

Qualche anno fa il Barcellona ti ha contattato per dare qualche dritta a Neymar su come calciare i rigori da fermo, tuo marchio di fabbrica. Che cosa hai pensato in quel momento? Ne sei orgoglioso?

“Sicuramente è stato un orgoglio perché Neymar voleva capire come calciarli al meglio. Chiaramente ognuno ha la propria tecnica e si deve sentire determinate cose. Lui ci ha provato: i primi due rigori sono andati bene ma poi ne ha sbagliati altri due ed è tornato a calciarli come faceva prima. Mi spiace di non essere stato efficace ma sono orgoglioso di avergli dato qualche consiglio”.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:


I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW