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ANGOLO DEL TIFOSO | Scattarreggia, autore del libro dedicato a Chinaglia: “Ci ha regalato l’orgoglio di essere laziali. Se fossi riuscito a parlarci gli avrei voluto dire che..”

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Paolo Scattarreggia, autore del libro “Il grido di battaglia. Come Giorgio Chinaglia ha cambiato la storia per i tifosi della Lazio” è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress. Lo scrittore ha parlato della sua esperienza da supporter biancoceleste, di quanto Chinaglia fosse importante per il popolo biancoceleste e di cosa avrebbe detto a Giorgio, se non fosse venuto a mancare prima di una cena a tre organizzata da un suo amico americano, che era solito frequentare lo stesso ristorante della bandiera biancoceleste degli anni ’70.

Come nasce l’idea di pubblicare il libro?
Sono cresciuto seguendo la Lazio di Chinaglia quando avevo solamente 11 anni. Tra l’altro io vivevo nella zona costruita dal presidente Lenzini e avevo modo di incontrare diversi giocatori che abitavano in quel quartiere: giocavo con loro e c’era la possibilità di incrociarli. Poi la vita mi ha portato in giro e, da circa vent’anni, vivo in America. Dieci anni fa ho scoperto per caso che Chinaglia viveva in Florida e un mio amico mi propose di andare a pranzo in un ristorante, che Giorgio era solito frequentare. Purtroppo, Chinaglia morì poco prima del nostro incontro; quindi, io decisi di andare al funerale a Naples. La famiglia fu molto disponibile e mi permise di depositare la bandiera biancoceleste vicino al feretro e, parlando con i presenti, mi resi conto che non avevano alcuna idea di quanto Chinaglia fosse stato importante per noi tifosi. Durante il funerale parlai in onore di Giorgio e sua moglie mi disse che le mie parole l’avevano commossa a tal punto di chiedermi di mettere la bandiera della Lazio nel feretro del marito. Adesso la bandiera è con lui. Quindi al decennale della sua morte decisi di far uscire un libro in suo ricordo, dove ho ripercorso le vicende giudiziarie da lui vissute e raccontato i passati 40 anni vissuti da tifoso, fino ad arrivare al momento del funerale”.

Se fossi riuscito ad andare a quella cena, che cosa avresti voluto dire a Chinaglia?
(ride, ndr) Gli avrei voluto chiedere tanti aneddoti di quegli anni: da quando è andato via, fino al momento in cui è tornato. Avrei voluto sapere come fossero andare le cose, perché da presidente lui ci ha messo i soldi, ma anche il cuore. Quando ho presentato il libro ho avuto la fortuna di passare un’ora con Giancarlo Oddi che mi ha raccontato molte vicende e chissà Giorgio quanto avrebbe potuto dirmi. Mi è dispiaciuto molto non averci potuto parlare a cena, ma ho pensato che scrivere un libro in suo onore fosse il modo migliore per rendergli omaggio”.

 Cosa ha rappresentato per te Giorgio Chinaglia?
“La particolarità di Chinaglia è stata quella di averci regalato per la prima volta il diritto di riscatto e l’orgoglio di essere laziali. Giorgio ha sfidato tutti e i tifosi hanno capito di poter alzare la testa di fronte a tutti. La vittoria dello scudetto nel ’74 ha rappresentato il simbolo di questa rinascita”.

Che discorso hai fatto al funerale?
“Ho raccontato le emozioni che provavamo noi tifosi vedendo giocare la Lazio di quegli anni. Le squadre venivano a Roma e perdevano tutte, un’esperienza che non avevamo mai vissuto; per cui ho raccontato questo periodo di entusiasmo”.

Attualmente pensi ci sia un giocatore biancoceleste che faccia sentire i tifosi orgogliosi di essere laziali?
“I tempi sono diversi, ma ritengo che Immobile stia cominciando a diventare un leader e un punto di riferimento. Come ho scritto nel libro, il calciatore ideale è quello che in campo prova le stesse emozioni del tifoso. Anche l’arrivo di Romagnoli è stato fondamentale, perché la gente ha ripreso ad andare allo stadio; il fatto che sia laziale ha dato un forte impulso alla tifoseria”.

Lei ha una targa con la scritta Lazio. Ha avuto difficoltà nell’ottenerla o ha riscontrato dei problemi nel corso del tempo?
Negli Usa è possibile personalizzare la targa ed è quindi legale scegliere un nome, a patto che nessuno già lo abbia già utilizzato. Molti anni fa ho scelto questa, e ad oggi pago di più il prezzo del bollo. In Florida,  la targa normale è bianca con le scritte verdi e, avendola personalizzata a seconda degli sfondi, ho potuto scegliere di quale colore farla. Ho optato per questa perchè è la più azzurra di tutte e riporta la scritta “salvate le balene della Florida”. Il fatto è che non è solo azzurra ma ha la coda della balena, che nella mia immaginazione rispecchia le ali dell’aquila. La ho da almeno 10 anni e, a meno che io non ci rinunci, nessuno può averla”. 


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ANGOLO DEL TIFOSO | Lazio Club Malta 2022: “Vogliamo far crescere una nuova generazione di tifosi. Quando inizi a tifare Lazio è difficile non appassionarsi”

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Torna l’appuntamento con l’Angolo del Tifoso, in cui i protagonisti sono i tifosi biancocelesti e le loro storie. Oggi parliamo del Lazio Club Malta 2022: la redazione di Laziopress.it ha contattato il suo Presidente, Kurt Baldacchino, per farsi raccontare la storia di questo club.

Quando e come è nato il Lazio club Malta 2022?

Il Lazio Club Malta 2022, come si potrebbe capire del nome è nato quest’anno. Siamo un gruppo di ragazzi Maltesi, tutti appassionatissimi della Lazio. A giugno ci siamo incontrati e avevamo la voglia di costituire un Lazio Club per continuare a condividere la Lazialità nell’isola di Malta. Vogliamo far crescere una nuova generazione di tifosi della Lazio a Malta.

Come si diventa laziali all’estero?

Ci sono diversi situazioni. Io ho iniziato a simpatizzare Lazio quando avevo 5 anni ed ho visto le celebrazioni della Lazio dello Scudetto del 2000 sulla RAI. Poi qualche mese dopo,  la Lazio ha preso Angelo Peruzzi, che era il mio idolo perché facevo il portiere, e sono diventato ufficialmente Laziale. Ci sono tanti a Malta che sono diventati tifosi della Lazio grazie a Beppe Signori e Paul Gascoigne, poi ci sono altri che ricordano la Lazio di Maestrelli e sentivano le partite sulla radio. Quando inizi a tifare Lazio, è difficile non appassionarsi perché i Laziali sono un popolo che ti fanno sentire parte di una famiglia. Essere Laziale poi diventa uno stile di vita.

Quanti tifosi laziali ci sono nella vostra nazione?

E’ difficile sapere esattamente quanti Laziali ci sono a Malta, però tramite i social sappiamo di circa 150-200 persone che sono appassionati della Lazio. Sono sicuro che ci sono tanti altri.

Il nuovo allenatore della Lazio Primavera è Stefano Sanderra, che ha allenato l’Hibernians, una squadra della vostra nazione. Cosa potete dirci di lui?

A Malta ha fatto un lavoro strepitoso con l’Hibernians. Ogni stagione, con una squadra modesta, ha sempre portato l’Hibernians in Europa, fino alla vincita dello Scudetto nella stagione 2021/22. E’ un Mister che lavora molto sul dettaglio, ed è rispettato molto a Malta da tutti per la sua professionalità. Auguro a Mister Sanderra un buon lavoro alla nostra Lazio.

Oltre a lui, la Lazio e Malta hanno altre persone in comune?

Attualmente a Malta c’è Mister Andrea Agostinelli che allena lo Gudja United, una squadra di Serie A Maltese. L’ex CT della nazionale Maltese, Pietro Ghedin era un giocatore della Lazio. Per qualche stagione tra il 2014 e il 2020 allenava a Malta anche Mister Alfonso Greco, ex-giocatore della Lazio. Nel 2000 ha giocato a Malta nello Sliema Wanderers l’ex bandiera della Lazio, Cristiano Bergodi. Giocavano anche a Malta Mauro Di Lello, Antonio Rozzi e Fabio Vignaroli, ex-giocatori della Lazio. Una curiosità: l’attaccante Silvio Mizzi è stato il primo calciatore maltese nella storia della Lazio. Ha giocato nel 1906.

Frequentate spesso lo stadio? Avete qualche ricordo particolare legato a una partita specifica?

Sì, tanti di noi visitano Roma per vedere la Lazio ogni anno. Io personalmente sono legato a Lazio-Bologna del 2020. Prima di tutto, era la prima partita della Lazio che ho visto insieme ai miei genitori all’Olimpico. Poi era l’ultima partita prima della pausa a causa del COVID. L’Olimpico era una bolgia perché con una vittoria, la Lazio avrebbe scavalcato la Juventus capolista. Infatti, la Lazio ha vinto quella partita. Chissà senza COVID cosa sarebbe successo. Tanti altri Laziali a Malta sono legati a diverse altre partite: alcuni sono stati a Lazio-Sampdoria nel 2009 quando abbiamo vinto la Coppa, altri a Lazio-Roma del 26 Maggio 2013. Ci sono alcuni che sono stati a Atalanta-Lazio, finale di Coppa del 2019. Poi ci sono anche altri che ricordano con affetto Lazio-Roma del 2011, quando Klose ha segnato all’ultimo secondo, e ci sono altri che erano presenti a Lazio-Reggina del 2000.

Abbiamo visto che quest’anno avete raggiunto il ritiro di Auronzo di Cadore consegnando delle targhe di riconoscimento. A chi le avete consegnate e perché proprio loro?

Ad Auronzo è stata un’esperienza indimenticabile. Fare 5 giorni insieme alla Lazio ed insieme a tanti Laziali è stato bellissimo. Potevamo seguire gli allenamenti, fare qualche foto con i giocatori e staff e parlare con altri Laziali. Abbiamo fatto 3 targhe: una a Sergej Milinkovic-Savic, che è stato votato come miglior giocatore della stagione. Poi abbiamo presentato un targa di riconoscimento a Ciro Immobile siccome era Capocannonniere della Serie A, ed una a Mister Sarri siccome crediamo molto nel suo lavoro. Non posso non ringraziare la società per questa esperienza.

Siete in contatto con altri Lazio club in Italia e all’estero? Quali?

Sui social seguiamo tanti altri Lazio Club da tutto il mondo. Siccome siamo un nuovo club costituito qualche settimana fa, siamo ancora nella fase inziale e tutto è ancora nella fase organizzativa compresi i rapporti con altri Lazio Club. Posso dire però con orgoglio che il nostro Lazio Club è iscritto all’AILC Associazione Lazio Club Rosaria Romani e il loro supporto è molto apprezzato da parte nostra.

 

  


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