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CONFERENZA ANDERSON: “Dobbiamo lavorare consapevoli di essere una squadra forte. Immobile? La nostra certezza”

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A poco meno di 24 ore dalla sfida in trasferta contro il Bologna, Felipe  Anderson in conferenza stampa ha parlato della gara ormai alle porte:

Ci sono tanti giocatori che ha allenato Sarri a cui posso ispirarmi per migliorare. Posso imparare tanti movimenti dagli esterni, ci sono calciatori che hanno fanno bene: lavorando tutti i giorni riusciremo a fare il nostro gioco, stando a quello che vuole il tecnico. Ho lavorato sulla costanza partita dopo partita ed è quello che si è visto nelle ultime partite. L’assenza di Ciro? Rende tutto difficile, sappiamo che è una certezza: fa gol e dà profondità, chi gioca davanti dovrà essere bravo. Senza di lui non sarà facile, ma chiunque giocherà avrà la mentalità giusta. Il mio obiettivo primario è la Lazio, poi la conseguenza sarà un’altra opportunità con la Nazionale. La mia crescita? Dico sempre che i singoli dipendono dal gruppo. Tutto lo staff mi sta aiutando a fare meglio. Il mio sentimento per la Lazio è grande, ho mantenuto i contatti con tutti anche quando ero lontano, sono legato a questo ambiente e felice di essere tornato. Con tanto lavoro e con la consapevolezza di essere una squadra forte possiamo dare tutti i più. Critiche per la mancata continuità? Fin da giovane tutti mi dicevano che contavano su di me, avevo troppa pressione e solo ora sto vedendo i risultati: sono sulla squadra giusta e sono sicuro che potrò fare ancora meglio. La Lazio che avevo lasciato era forte, adesso tanti sono cresciuti e la mentalità è giusta ma dobbiamo dimostrare perché siamo all’inizio di un progetto. I risultati fanno bene e dimostrano che siamo in crescita. Perché sono andato via? La vita è fatta di cicli e di scelte: in quel momento volevo fare un’altra esperienza, ora sono qui e non pensiamo al passato”.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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