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Per Lei Combattiamo

Roberto Delgado: “Il gol all’Inter emozione unica, ora mi piacerebbe giocare con Leiva. Sarri ha alzato il livello”

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L’ex attaccante biancoceleste Roberto Delgado è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM:

23 dicembre 2003, Lazio-Inter: entri all’81’ ed un minuto dopo piazzi l’assist decisivo per il gol di Zauri…
“Quella sera rimarrà per nella mia mente, una delle più belle della mia vita. Fu un’emozione unica, indescrivibile, con lo stadio pieno e la Curva che mi chiamò sotto a fine partita. Fu la cosa più bella che potesse capitarmi da calciatore”.

Chi fu il primo a complimentarsi con te?
“L’allora capitano Favalli. Quando la palla entrò, avrei voluto andare da Zauri invece lui mi venne addosso buttandomi per terra ed abbranciandomi. Mi disse che ero stato grande, fu bellissimo”.

Al termine di quella stagione, arrivò anche la vittoria della Coppa Italia.
“La vittoria della Coppa Italia fu pazzesca, arrivò con un cammino perfetto e con la doppia finale. Ci andammo a prendere la Coppa al Delle Alpi di Torino, fu bellissimo. Ho ancora la medaglia a casa e me la tengo ben stretta, avevo appena 17 anni”.

Senti ancora qualcuno di quel periodo?
“Sento e vedo spesso Rocchi perché i nostri figli giocano insieme nella Lazio. Vediamo anche qualche partita insieme. Poi gioco a paddle con Fiore, Giannichedda e Di Canio”.

Sei stato allenato da Mancini, qual è il suo segreto?
“Mancini ha la bravura di creare sempre grandi gruppi, che sono come famiglie dove ognuno lotta per l’altro. La sua Italia lo dimostra, visto che gioca benissimo. Sono contento per lui perché oltre ad essere un grande allenatore è una grande persona”.

Ti piacerebbe giocare con qualche calciatore della Lazio attuale?
“Mi piacerebbe molto! In primis, con Lucas Leiva. Suo figlio gioca con il mio, ci vediamo le partite insieme, è un fenomeno nel suo ruolo. Poi ovviamente anche Felipe Anderson, Milinkovic, Immobile. La Lazio è una grande squadra, piena di campioni”.

Come giudichi l’inizio di Sarri?
“Il mister ha bisogno di tempo, ha alzato il livello intorno alla Lazio, sia fuori che dentro al campo. Fa un calcio propositivo, è esigente, è normale che ci voglia tempo. Non vanno fatti paragoni con il suo vecchio Napoli, la Lazio ha interpreti diversi e sono sicuro che presto si vedrà una grande squadra, come accaduto nel derby ed in Europa League”.

Oggi Lazio-Inter, che partita ti aspetti?
“Mi aspetto una partita bella ed aperta, tra due grandi squadre ed allenatori molto preparati. Per Inzaghi sarà un’emozione unica tornare all’Olimpico, ma sono sicuro che i biancocelesti alla fine riusciranno a spuntarla”.

Sei ancora nell’Unipomezia, come ti trovi?
“Sono da cinque anni qui, questa società merita il professionismo. Ho un bel rapporto con tutto l’ambiente ed il Presidente, spero che questi miei ultimi anni da calciatore mi permettano di regalare un’emozione importante a questa tifoseria”.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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