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L’appello di Massimo Maestrelli a Sky: “Chiunque entri in possesso della medaglia, me la faccia riavere entro il 2 dicembre”

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Nei giorni scorsi la famiglia Maestrelli ha subito un furto, attraverso il quale è stata rubata la medaglia d’oro con l’immagine del presidente Lenzini e del maestro Maestrelli. Ai microfoni di Sky Sport 24 è intervenuto proprio Massimo Maestrelli, il figlio, per fare un appello:

Quando la Lazio vinse lo scudetto, fu regalato questo quadro con la medaglia d’oro con le immagini di mio padre e di Lenzini sulla medaglia, ed era una cosa meravigliosa. Mi ricordo anche babbo quando passava sotto quel quadro si faceva un sorriso: lui era contento di questa cosa qui. Dal ’74 siamo nel 2021, sono passati tanti anni e nessuno mai l’ha toccata. Io l’ho lasciata in uno studio suo dove lui conservava tutti i suoi ricordi, addirittura la maglietta delle Olimpiadi di Londra. Ho pensato tante volte di portarmela via di portarla a casa, però mi sembrava di togliere qualcosa: l’ho lasciata lì e ho sbagliato.

Lì ci vive mia sorella che in questo periodo non sta molto bene, è stata in ospedale e loro hanno seguito i suoi movimenti. Hanno rotto la serranda della cucina e hanno aperto la finestra, sono entrati dentro. Lo studio è un santuario, è una cosa meravigliosa, c’è una gagliardetto con l’autografo di Pelè fatto quando ci fu un l’amichevole della Lazio con il Santos. Sono arrivato a casa la mattina presto, avevo una sensazione strana: alle 07:30 sono andato a casa mio padre, sono entrato nella grande stanza sua, e c’era il quadro aperto con il vetro rotto, con la medaglia che non c’era, è stato un colpo al cuore. Una medaglia d’oro può valere mille o ottocento euro, non lo so neanch’io, ma ha un valore affettivo perché non si trova più.

Io chiedo a chiunque possa essere entrato in possesso di questa medaglia, un ricettatore, perché da qualcuno la porteranno, mi auguro che sia laziale, ma anche se romanista sarebbe la stessa cosa perché babbo era stimato tanto anche dai tifosi romanisti e aveva giocato nella Roma, seppur nel periodo peggiore, perché è l’unica volta è andata in serie B. Chiedo a chiunque entri in possesso della stessa medaglia direttamente, non fatelo per me, ma per lui: il 2 dicembre cadono i 45 anni dalla sua scomparsa e chiunque entri in possesso di questa medaglia me la faccia avere entro dicembre. C’è stato tanto affetto da parte di tutti, nonostante siano passati molti anni: Roma ci ha adottato e amato, e questo è rimasto negli anni”.

Poi sulla Lazio attuale: “Sono innamorato della Lazio, ho un buon rapporto con Sarri. Ci sono tempi tecnici necessari, è cambiato tutto rispetto a Inzaghi. Io sono ottimista, quando si fa una scelta del genere, bisogna aspettare almeno fino a gennaio: un allenatore migliore di Sarri non poteva essere scelto“.

Da segnalare che durante l’intervista di Massimo Maestrelli, Stefano De Grandis si è commosso in studio: evidentemente toccato dalla vicenda e legato ai colori biancocelesti. 


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Il Messaggero | Da Lotito a Petrucci, i premiati dello sport

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Ottava edizione del Premio Giuseppe Colalucci, giornalista romano scomparso nel 1984.
Come riportato da Il Messaggero, stasera alla Casa del Jazz saranno presenti molti personaggi del giornalismo e del mondo dello sport – tra cui Lotito e Giordano – che riceveranno un riconoscimento.

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