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Lazio-Udinese, Sarri: “Ho rimesso gli stessi di Napoli perché meritavano di riscattarsi. Sul loro gol finale c’era fallo su Zaccagni”

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Al termine della gara dell’Olimpico terminata 4-4 tra Lazio e Udinese l’allenatore biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di DAZN. Queste le sue parole:

“Primo tempo in confusione, attivati ma poco ordinati. Volevamo mettere apposto quello fatto a Napoli, ma dovevamo giocare con più ordine. Fortuna che caratterialmente abbiamo avuto una bella reazione. Rimane il rammarico per questo pareggio al 97esimo. Non capisco perché non hanno dato comunque fallo a noi per trattenuta su Zaccagni. Poteva essere una partita di svolta. Ma se non troviamo solidità diventa facile essere sfortunati. Noi abbiamo dei momenti illogici, è palese. In 4 contro 1 abbiamo perso palla al terzo minuto di recupero. E’ una squadra istintiva e umorale e si sta provando a portarla a ragionare. Per essere in grado di aggredire le palle perse dobbiamo essere bravi a muoverci, probabilmente abbiamo sbagliato in quello perché la fase difensiva era tutta una rincorsa. Per istinto vanno a giocare sopra la palla, così che perdendo palla andiamo anche a rincorrere sempre. Negli spogliatoi il tono era di uno arrabbiato che non ha visto l’ordine richiesto. Però c’erano anche i margini per riprenderla. Era inutile parlare 15 minuti, le cose importanti si dicono anche in 3 minuti”. 

In seguito, il Mister è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio:

“Siamo arrabbiati, secondo noi il fallo era a favore nostro. Mi sono sgolato in panchina, potevamo coprire al limite dell’area. Dopo il nostro vantaggio era tutto sotto controllo, ci dispiace tanto, poteva essere la partita della svolta. C’è poco da capire del nostro primo tempo, in 10 minuti la squadra voleva recuperare ciò che ha sbagliato a Napoli e hanno fatto confusione. Poi è andata meglio. Ho messo Hysaj centrale perché nelle giovanili dell’Empoli è cresciuto così, lo fa bene, manca solo un po’ di fisicità per quel ruolo. Radu ha fatto bene in allenamento, mi sembrava giusto sfruttarlo. Ho rimesso gli stessi di Napoli perché tutti meritano di potersi riscattare dopo una prestazione del genere, e poi perché se ne cambiavo solo due davo in pasto i colpevoli, ma lo siamo stati tutti. Gol subiti? E’ un problema che ci tiriamo avanti dall’inizio, è difficile pensare che sia solo colpa della difesa perché se penso ai gol di stasera ci sono responsabilità da parte di tutti.”

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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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