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Calendari pieni, il presidente AIC Calcagno: “Finalmente se ne sono accorti anche gli altri”

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Alla luce delle lamentele riguardanti i calendari intasati, che tutti stanno notando in questa stagione, il Presidente AIC Umberto Calcagno è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo:

Mi fa piacere che finalmente se ne siano accorti anche gli altri, la prima indagine fatta su questo argomento risale addirittura a 4 anni fa. Ricerca che abbiamo riproposto di recente con FIFPRO: i top player giocano più di 70 partite all’anno, di cui 50 con meno di 4 giorni di recupero. Alcuni di loro arrivano a fare addirittura 90mila chilometri l’anno. È fuori dubbio che non si possa continuare così, tutti quanti siamo consci del fatto che il valore aggiunto a livello economico possono darlo solo alcuni tipi di competizioni. Ma non dobbiamo rincorrere i grandi eventi e, soprattutto, distribuire le risorse in maniera più equa, per evitare eccessive concentrazioni di ricchezza. Va tenuto in debito conto il merito sportivo, salvaguardando le competizioni nazionali.

Ci muoveremo per trovare le giuste soluzioni: ad inizio campionato scorso abbiamo chiesto, ad esempio, che venissero allungate le rose di Serie A, aggiungendo tre unità in più, come fatto dalla UEFA per l’Europeo. Purtroppo c’è stata chiusura da parte della Lega. Il nuovo Presidente della FIFPRO, il sindacato mondiale dei calciatori, avrà presto incontri sull’argomento, verranno istituiti dei tavoli di lavoro per discuterne. C’è finalmente la percezione di ciò che sta accadendo: sono convinto che le partite diminuiranno, purtroppo non nel brevissimo periodo, visti gli impegni contrattuali in essere legati ai diritti televisivi delle competizioni“.

 


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La Repubblica | Lazio, il rinforzo in extremis: Pellegrini va da Sarri

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Dopo Romagnoli, arriva un altro difensore-tifoso per la Lazio. Stavolta sulla fascia sinistra. Il mancino Luca Pellegrini, almeno per i prossimi sei mesi, completa la batteria dei terzini a disposizione di Sarri. Si vedrà in estate se esercitare o no il diritto di riscatto fissato con la Juventus a ben 15 milioni. Il ragazzo, classe ‘99, è già sbarcato ieri sera a Fiumicino, accolto e festeggiato da un gruppo di tifosi. Fremeva per tornare nella Capitale, dove il suo percorso da professionista era cominciato sull’altra sponda del Tevere nel 2018. Stavolta però indosserà i colori della sua squadra del cuore. E sulla questione dell’autenticità della fede calcistica, per la quale sul web si è aperto il dibattito tra tifosi, c’è la parola del padre a fare da garanzia. Ha dato i primi calci con il Tor Tre Teste, Pellegrini, poi è cresciuto nel vivaio della Roma. Ma l’animo laziale, seppur celato, è rimasto immutato.

Incredibile in questo senso la somiglianza del suo percorso proprio con quello di Alessio Romagnoli. Da un possibile inizio nelle giovanili biancocelesti, poi invece sfumato, agli esordi in giallorosso. Un addio a Trigoria senza troppi rimpianti e alla fine, dopo varie altre maglie indossate, i fili del destino che si intrecciano, cucendo per entrambi un’aquila sul petto. Pellegrini è il quarto ex romanista che approda a Formello negli ultimi due anni, dopo Pedro, lo stesso Romagnoli e Cancellieri. È ormai conclamato quindi che il cambio di casacca, diretto, come nel caso del fuoriclasse spagnolo, o dopo vari passaggi, sia un tabù sfatato nell’ambiente capitolino, visto anche il precedente di Kolarov a parti invertite. Come i suoi predecessori, peraltro, anche Pellegrini può dirsi deluso dall’epilogo della sua storia in giallorosso. Quando era al Cagliari raccontò come nacque la decisione di andare alla Roma: «Feci il provino con loro, poi mi contattò la Lazio. Sembrava potesse nascere qualcosa ma, al momento di concludere, posticiparono l’incontro. In quei giorni di attesa mi richiamò la Roma e così ho firmato». Questa volta invece Luca ha aspettato fino all’ultimo. Il progetto tecnico di Sarri, con cui ha anche parlato al telefono in questi giorni, lo entusiasma. Per agevolare l’operazione, alla fine svincolata dall’addio di Fares, ha addirittura accettato di dimezzarsi l’ingaggio fino a giugno. La Juventus parteciperà al pagamento di parte dello stipendio e così la Lazio ha potuto far rientrare l’operazione nei parametri dell’indice di liquidità. Per piazzare l’esterno franco-algerino in Turchia, dove lo vuole l’Antalyaspor, ci sarà tempo fino all’8 febbraio. Era troppo urgente invece per il tecnico avere a disposizione un terzino di piede mancino, per ampliare le rotazioni in vista dei tanti impegni ravvicinati nei prossimi mesi. Dal canto suo Pellegrini voleva a tutti i costi andar via da Francoforte, dove l’avventura non è andata come sperava. Ha quasi 24 anni, Luca, e ha bisogno di trovare continuità in campo per far valere le sue qualità, mostrate solo a sprazzi finora.

Nelle ultime ore di mercato si è consumata anche un’altra storia che sembra chiudere un cerchio del destino. Zarate, ricordato ancora con affetto dai laziali, è approdato al Cosenza, in Serie B. A 35 anni l’argentino torna nella terra d’origine della sua famiglia. La Repubblica

 


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