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Funerali Wilson, oggi l’ultimo saluto allo storico capitano della Lazio – FOTO&VIDEO

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Dopo il saluto di ieri presso la camera ardente allestita in Campidoglio nella Sala delle Bandiere, alle ore 11.00 nella chiesa del Cristo Re di Viale Mazzini hanno preso il via i funerali dello storico capitano biancoceleste Pino Wilson, scomparso improvvisamente domenica. Parenti, amici, conoscenti e numerosi tifosi laziali sono presenti per omaggiare con affetto, stima e riconoscenza chi, con la sua “Banda Maestrelli“, nel ’74 ha vinto il primo ed indimenticabile Scudetto della storia della Lazio.

AGGIORNAMENTO: molti tifosi biancocelesti si trovano fuori dalla chiesa del Cristo Re pronti a dare l’ultimo saluto al capitano Pino Wilson.

AGGIORNAMENTO: questa la corona di fiori da parte del presidente della S.S Lazio Claudio Lotito.

AGGIORNAMENTO: Gli ultras della Lazio mostrano lo striscione preparato in onore del capitano Wilson. “Sempre a testa alta: in campo e nella vita, nel trionfo e nella polvere. Ciao Capitano!”

AGGIORNAMENTO: sono arrivati in questo momento Ciro Immobile, Igli Tare, Armando Antonio Calveri e Maurizio Manzini. 

 

 

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AGGIORNAMENTO: presenti anche le rappresentanti della Lazio Women per dare l’ultimo saluto al Capitano Wilson.

AGGIORNAMENTO: E’ terminato il funerale di Pino Wilson. Il popolo biancoceleste ha regalato un ultimo tributo a un uomo che ha fatto la storia del club, con applausi e fumogeni all’esterno della chiesa Cristo Re. Il tributo dei presenti al Capitano: “Nel cielo biancazzurro brilla una stella…”

 

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Gianluca Rocchi: “Il VAR strumento favoloso per gli arbitri. Vi racconto cosa successe in un derby tra Roma e Lazio”

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Intervenuto al Social Football Summit 202, l’ex arbitro e attuale responsabile della CAN, Gianluca Rocchi ha parlato dell’importanza del VAR per poi raccontare un episodio vissuto in prima persona durante un derby tra Roma e Lazio.

Queste le sue parole:

Il Referee è un riferimento, nel bene o nel male. Spesso l’arbitro è indicato come qualcuno che toglie qualcosa, la realtà è che deve fare applicare le regole ed essere un punto di riferimento per le decisioni da prendere. L’arbitro ha come primo obiettivo quello di prendersi cura della partita, del risultato e dei calciatori, affinché il risultato sia corretto, trasparente e nessuno si faccia male. Un arbitro che cresce così lo fa senza tecnologia. L’obiettivo di oggi è quello di non sbagliare. La tecnologia ha cambiato tutto: io ho arbitrato 14 anni senza tecnologia e 3 con. Ho vissuto tutta la mia carriera con un solo obiettivo: non sbagliare nei 90 minuti più recupero. E non potete capire che sollievo quando abbiamo scoperto la tecnologia. Chi dice che gli arbitri non la vogliono non ha capito niente. Il VAR è uno strumento favoloso, il migliore che si potesse offrire agli arbitri. Poi c’è la squadra: gli arbitri sono una squadra di sei persone: quattro in campo e due in sala. Un team complesso e difficile da amalgamare, a volte arbitri con cinque amici, altre con sconosciuti“.

Un arbitro deve avere due caratteristiche fondamentali: comunicazione e relazione, senza alcun aiuto esterno. Vi garantisco che quando un arbitro viene chiamato a rivedere un errore sta male dentro.  Abbiamo due tipologie di VAR in Italia, gestite a Lissone, dove trasmettiamo le partite e operano i due operatori VAR e AVAR. Uno passa le immagini, l’altro fa da supporto, poi c’è uno schermo con le immagini reallentate di tre secondi che permette di rivedere l’azione“.

Vi racconto un derby Roma-Lazio con un tocco di mano di Manolas: io non ho visto nulla ma ho intuito che c’era qualcosa. Quando Irrati, che era al VAR, mi ha detto che c’era il tocco di mano io non sono stato per niente contento, sono uscito dalla partita arrabbiato con me stesso perché dovevo fare meglio. Poi però tutti mi hanno fatto i complimenti e nessuno ha fatto polemica dandomi anche voti alti, lì ho capito quanto la tecnologia possa aiutare gli arbitri. Chiudo sottolineando ancora una volta: gli arbitri sono più che a favore della tecnologia“. 


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