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Scudetto Lazio 1915, ecco perché i biancocelesti furono campioni del Centro-Sud

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Su Laziostory.it l’avvocato Mignogna, che si sta occupando di portare avanti la causa secondo cui la Lazio meriterebbe lo scudetto del 1915, ha pubblicato un focus in cui viene descritto per filo e per segno come i biancocelesti vinsero il torneo del centro-sud. Viene spiegato che quello fu un campionato certamente influenzato da molti avvenimenti extra-calcistici che, di fatto, hanno creato una baraonda confusionaria attorno a quella stagione.

L’insorgenza della Prima Guerra Mondiale non permise la definizione sul campo del Campionato di Prima Categoria 1914/15, cosi come è assai verosimile che il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro per risorgere dalle ceneri del duplice conflitto mondiale, distogliendolo da ogni altra questione legata ad un passato complesso, sofferto e nebuloso.

Su tali presupposti per decenni è stata tramandata una versione assolutamente parziale, forzata ed artefatta del Campionato 1914/15, che la maggior parte della storiografia calcistica nazionale ha fatto propria del tutto acriticamente e senza alcun approfondimento sui resoconti dell’epoca” si legge come premessa. Di fatto lo scudetto venne assegnato solamente al Genoa, vincitore dell’altro campionato.

Qui di seguito alcuni dei fatti riportati dai giornali dell’epoca e proposti nel focus:

Come riportò “Il Messaggero” del 31 Luglio 1914, prima che iniziasse la stagione agonistica 1914/15, le società calcistiche romane si riunirono per sollevare vibranti contestazioni all’Assemblea della Federcalcio del 2 Agosto 1914, a cui si rivolsero onde protestare per “l’abbandono in cui furono lasciate le società centrali e meridionali”, ottenere che “le date dei giorni siano stabilite in modo che il campionato settentrionale e quello centrale-meridionale abbiano termine contemporaneamente” e chiedere l’approvazione di modifiche regolamentari affinché “alle semifinali e alle finali debbono essere ammesse le due prime squadre classificate”.

Ciò nonostante il Campionato di Prima Categoria 1914/15 fu disciplinato dal “Nuovo Regolamento Ufficiale” pubblicato sul Bollettino Federale del 15 Ottobre 1914, senza affatto assecondare le richieste delle società capitoline, laddove il combinato disposto dagli articoli 3, 8, 14 e 15 espressamente stabilì che “Per lo svolgimento dei Campionati l’Italia è divisa in quattro Sezioni” (aree geografiche interregionali), che la squadra Campione Centro-Meridionale sarebbe stata sancita dalla “Finale” tra la primatista dell’Italia Centrale e la primatista dell’Italia Meridionale/Insulare e che la squadra Campione d’Italia sarebbe stata proclamata dalla “Finalissima Nazionale” tra la vincente di tale sfida e la primatista settentrionale. per la prima volta fu prevista la conclusione contestuale del Campionato Settentrionale e del Campionato Centro-Meridionale/Insulare e venne stabilita la data del 23 Maggio 1915 per proclamare le rispettive vincitrici, nonché finaliste nazionali designate ai sensi dell’articolo 15 del “Nuovo Regolamento Ufficiale” onde contendersi il titolo di squadra “Campione d’Italia”.

La domenica precedente l’entrata in guerra dell’Italia, il 16 Maggio 1915, era in programma al campo della “Rondinella” l’ultima gara del Girone Finale Centrale, Lazio-Lucca, ma a causa del forfait ufficializzato dalla squadra toscana (peraltro ultima in classifica a zero punti) i biancazzurri vinsero il match per 2-0 a tavolino: la decisione del Lucca di ritirarsi dal Campionato dell’Italia Centrale, rinununciando a disputare gli ultimi due match contro le squadre romane, fu adottata dal “Comitato Direttivo” lucchese nella propria ultima seduta pre-bellica dell’Aprile 1915 e pubblicato nella sua versione integrale ed ufficiale da “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915.

Nel Girone Finale dell’Italia Centrale, la Lazio, dopo l’iniziale sconfitta subita nella partita d’andata contro il Pisa (0-4), collezionò tre vittorie consecutive fondamentali contro Roman (2-1), Lucca (2-1) e Pisa (4-2), finché la penultima giornata vide in programma il derby di ritorno Lazio-Roman, ormai decisivo per la conquista del titolo di Campione dell’Italia Centrale, che i biancazzurri stravinsero per 5-1 ed ebbe il seguente gran risalto sul quotidiano romano “L’Italia Sportiva” del 10 maggio 1915:

“L’undici che aveva perduto una prima battaglia, con la perdita del titolo di campione laziale, non volle perdere la seconda; ed oggi oramai si fregia del titolo di campione dell’Italia centrale. Domani concorrerà con buona probabilità di vittoria al titolo per tutta l’Italia peninsulare e, vincendo, noi abbiamo la certezza che oggi come oggi si ripresenta, la Lazio dimostrerà validamente il suo buon diritto all’onore di competere assieme alle più forti squadre dell’Alta Italia per il primato assoluto nel campionato”.

 

Come riportato da “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915, la Lazio si laureò ufficialmente Campione dell’Italia Centrale, avendo superato con successo le precedenti eliminatorie regionali, avendo concluso al primo posto il Girone Finale Centrale il 16 Maggio 1915 ed essendo riuscita a sopravanzare nell’ordine il Pisa, il Roman ed il Lucca.

A differenza di quanto avvenne nel settentrione e nel meridione, nella stagione calcistica 1914/15 il Campionato dell’Italia Centrale fu l’unico in cui si definirono tutte le gare in programma come da calendario, ivi compresa Pisa-Roman dell’ultima giornata (vinta dai nerazzurri per 2-0 a tavolino, come riportò “L’Italia Sportiva” del 17 Maggio 1915, a seguito del forfait dei romanisti oramai demotivati dalla decisiva sconfitta nel derby), determinando, dunque, la Lazio prima in classifica. 

Secondo “Il Roma” del 17 Maggio 1915 (che confermò l’annullamento di entrambe le prime gare partenopee), invero, già la ripetizione della sfida del 16 Maggio 1915 valse solo per il titolo di Campione Campano e comunque l’Internazionale Napoli, a causa del precedente ricorso del Naples, scese in campo essendo ancora “sub iudice” innanzi gli organi federali. 

 

Le conclusioni

Viene, quindi, poi spiegata tutta la questioni legate al campionato meridionale e alla poca regolarità a cui, di fatto, quella stagione si era andati incontro. Vengono tratte così diverse conclusioni:

  1. il 16 Maggio 1915 la Lazio fu Campione dell’Italia Centrale, nonché ufficialmente qualificatasi alla Finale dell’Italia Centro-Meridionale;
  2. il titolo di Campione Meridionale originariamente previsto rimase inassegnato, poiché nessuna squadra si iscrisse al Campionato Insulare, i primi due match tra Internazionale Napoli e Naples (uniche iscritte al Campionato Meridionale) furono annullati per irregolarità di tesseramento, la successiva ripetizione programmata dal Comitato Regionale Campano non fu ultimata prima della sospensione bellica e la sfida partenopea del 16 Maggio 1915 venne declassata a mera valenza regionale;
  3. nessuna squadra meridionale ebbe accesso alla Finale Centro-Meridionale, sicché l’Internazionale Napoli fu “ipso iure” Campione della Regione Campania 1914/15 e la Lazio fu proclamata Campione del Centro-Sud 1914/15, unico club legittimamente qualificatosi alla Finalissima Nazionale (rimasta anch’essa indisputata) e perciò indiscutibilmente meritevole dell’ex aequo tricolore;
  4. gli esiti sopra dettagliati del Campionato 1914/15 furono confermati finanche da Antonio Ghirelli e Giorgio Tosatti, i quali, rispettivamente su “La Grande Storia del Calcio Italiano” del 1964 ed “Il Grande Calcio” del 1988, scrissero entrambi che solo la “Prima Guerra Mondiale” impedì alla Lazio di competere nella “Finalissima Nazionale” per l’eventuale conquista dello Scudetto 1915.

 

Ecco che allora viene spiegato come la Lazio, di diritto, si laureò campione d’Italia del centro-sud e fu impossibilitata a giocare contro il Genoa, che venne dichiarata campione d’ufficio.

 

 

  

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La campanella suonerà alle 8 in punto, anche oggi che è domenica. In clinica Paideia sono in programma le prime visite mediche per iniziare la nuova stagione e si svolgeranno tra oggi e domani. Stamattina arriveranno Radu, Zaccagni e qualche giocatore della Primavera, che poi si aggregherà in prima squadra. Ad aver già svolto le visite sono stati mister Sarri, Cataldi, Marcos Antonio, Cancellieri e Acerbi, che le ha svolte in Nazionale.

I giocatori stanno rientrando a Roma, tra loro c’è anche Luis Alberto che però non è sicuro di rimanere: la pista che porta a Siviglia è calda e, pur di riportarlo in patria, il club andaluso ha messo sul piatto Oliver Torres + 13 milioni. La Lazio spera di ricavarne di più perché il 30% andrà nelle casse del Liverpool e i soldi rimanenti servono a prendere Ilic e Casale dal Verona. Nella trattativa per il difensore potrebbe rientrare anche Raul Moro.

13 milioni sono stati offerti anche per Vicario, che quindi dovrebbe essere il sostituto di Strakosha. Come vice potrebbe esserci Sirigu, ma Sarri apprezza anche Terracciano.

Lo riporta l’edizione romana de Il Corriere della Sera.

 

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