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ANGOLO DEL TIFOSO| Simone e Cristina: “I nostri bambini si chiamano Paolo e Giorgio per Di Canio e Chinaglia. Il prossimo sarà Tommaso…”

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Dopo la conclusione della stagione della Lazio all’Olimpico con il pareggio contro l’Hellas Verona torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del tifoso” in cui i protagonisti siete voi sostenitori biancocelesti. In questa occasione la redazione di Laziopress.it ha intervistato Cristina e Simone, una coppia lazialissima che sta provando a passare la passione per i colori biancocelesti anche ai propri figli a partire dal… nome. I due bambini si chiamano infatti Paolo e Giorgio. “Il nome del mio primo figlio nasce 5 anni prima della sua nascita e soprattutto prima di conoscere mia moglie. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era il 6-1-2005: palla di Liverani per Di Canio e gol sotto la sud. Mi giro verso i miei amici di curva e dico ‘mio figlio si chiamerà paolo’. Detto fatto. Per il secondo, invece, l’idea nasce insieme a mia moglie Cristina dopo aver appreso la notizia della morte di Chinaglia. ‘Il secondo figlio lo chiameremo Giorgio!’. Inoltre, casualmente, sarebbe dovuto nascere anche il 24 gennaio. Alla fine venne al mondo il giorno dopo, il 25” ha detto Simone.

La prima volta allo stadio, le emozioni e i calciatori preferiti

E la prima volta allo stadio? Due esperienze diverse quelle dei due coniugi, ma entrambe colme di emozioni: “La mia prima partita è stata Lazio- Inter super coppa 1999/2000 dove abbiamo vinto un emozione unica e tutta questa passione è nata grazie a mia zia. Ancora oggi quando salgo quei gradini sento una grandissima emozione” ha detto Cristina. Nessun ricordo, invece, per suo marito Simone: “Mamma e nonno mi portarono allo stadio a 6 mesi. Dai 14 anni diventò invece una passione fissa quella di salire quei gradini“. Pochi dubbi, invece, sulla più grande emozione nella storia della Lazio. “Il 26 maggio, ovviamente” hanno risposto in coro. “E’ la coppa più bella quella vinta davanti ai loro occhi”.

 

I giocatori preferiti e la loro lazialità

Cristina e Simone sono d’accordo anche sul loro calciatore preferito nella Lazio di oggi e nel passato: “Ciro Immobile e Paolo Di Canio“. “Ciro fa innamorare grandi e piccoli. Nostro figlio Giorgio ha voluto la festa dei suoi 5 anni a tema Ciro Immobile. Lo adora” hanno detto. E come vivono la loro Lazialità? “Negli ultimi anni ho mollato con la curva. Con la nascita dei figli è inevitabile che cambi qualcosa. Quest’anno, però, abbiamo iniziato ad andare allo stadio tutti insieme e devo dire che è una grande emozione” ha spiegato Simone. “Una passione, anzi, un grande amore che speriamo di trasmettere ai nostri figli. Ma so che stiamo facendo un grande lavoro. Paolo ha anche la sua migliore amica che va allo stadio, avendo anche lei la madre malata di Lazio, e vederli insieme passeggiare per lo stadio è una grande emozione” ha invece raccontato Cristina. Un modo di vivere la Lazio a 360 gradi e di condividere la propria Lazio con tutta la famiglia.

“Concludo dicendo un grazie a mia moglie che ha sempre sostenuto questa follia dei nomi, aspettando ora il terzo che si chiamerà Tommaso…” ha detto poi Simone, rivolgendosi a sua moglie Cristina.

 

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Tatuaggio autografato da Signori, Francesco: “L’ho fatto perché è il mio idolo. Lui sorpreso quando lo ha visto” – FOTO

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Ci sarà sempre un legame indissolubile tra la Lazio ed alcuni giocatori, così che quest’ultimi saranno sempre nel cuore dei tifosi: un esempio di chi a Roma è senza dubbio un idolo è Giuseppe Signori, meglio conosciuto nella Capitale come re Beppe. Non è soltanto uno dei calciatori più forti della storia ultracentenaria biancoceleste, bensì un vero e proprio mito per numerose generazioni: a dimostrazione di questo ci fu lo storico corteo in cui i tifosi laziali scesero in piazza per scongiurare la sua cessione al Parma. Gol, tanti e belli, amore quello per questi colori, infinito: così si può descrivere Beppe Gol. Tanti infatti sono i ragazzi che hanno perfino deciso di tatuarsi il beniamino sulla pelle: uno di questi è Francesco che negli ultimi giorni ha anche aggiunto l’autografo, all’opera d’arte che già aveva sul polpaccio. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it, ha raccontato com’è nata l’idea e che emozione è stata mostrare il capolavoro al giocatore:Ho deciso di tatuare la storia della Lazio che ho vissuto in prima persona così il primo tatuaggio fatto è stato lo scudetto della S.S. Lazio, il simbolo della prima squadra della Capitale, il secondo tattoo poteva essere soltanto per colui che ha rappresentato la mia prima Lazio: ovvero il Re Beppe Signori. Quando si è bambini ci si innamora del singolo giocatore, io ho avuto la fortuna di nascere a cavallo tra gli anni ’80-’90, per questo ho dei ricordi bellissimi legati alla mia infanzia, pieni di trofei, vittorie e campioni, ma Signori ebbe la meglio su tutti quanti. Con lui inizia l’era Cragnotti, la più bella di sempre“.

Da quanto tempo hai il suo tatuaggio e quando hai aggiunto l’autografo?

Il tatuaggio l’ho fatto dal mio amico Daniele di Art Studio Tattoo a Civita Castellana un paio di anni fa, anche Daniele è un grande laziale come me e quindi ha subito apprezzato la mia idea e ha realizzato questa opera stupenda. Un paio di giorni fa siamo stati alla presentazione del nuovo libro di Beppe Signori a Cesano nella libreria ‘Enzo Lo Medico’  e finalmente abbiamo potuto incontrare e conoscere il nostro idolo. Su consiglio della mia fidanzata mi sono fatto autografare il tatuaggio da Beppe e la sera stessa Daniele non ha perso tempo e ha colto l’occasione per fissare indelebilmente la firma sulla mia pelle“.

Che emozione è stata incontrarlo?

E’ stato meraviglioso, lui è stato disponibile con tutti ed ha firmato le copie ad ogni persona che è venuta alla sua presentazione: è stato disponibile con chiunque. Ha risposto alle curiosità e alle domande, ha scherzato con i presenti, ha raccontato delle sue paure e dei suoi problemi passati. È stato davvero bello vederlo finalmente rilassato e felice dopo tutto quello che ha passato negli ultimi dieci anni. Per me incontrare e conoscere il mio idolo è stato un mix di ansia, felicità, eccitazione, ho sempre sognato questo momento fin da bambino e sarei rimasto lì nella libreria ad ascoltare i suoi racconti tutto il giorno, come credo tutti gli altri ragazzi presenti. Per quelli della mia generazione è e resterà sempre leggendario, difficile sostituire uno così“.

Come ha reagito quando ha visto il tatuaggio?

È stato ovviamente felice ed è rimasto sorpreso, ha chiamato gli organizzatori dell’evento per mostrargli il tattoo e ha rivolto ai presenti un piccolo quiz: ha chiesto in quale partita avesse eseguito quella esultanza, ovviamente se la ricordavano tutti, impossibile dimenticarla. Si ricordava del mio tatuaggio, perché gli avevo inviato la foto su Instagram e ha detto che molti ragazzi tifosi della Lazio soprattutto, ma anche del Bologna e del Foggia, gli inviano le foto dei tatuaggi che lo rappresentano. Dopo la firma mi ha chiesto di inviargli la foto una volta ripassata con l’inchiostro e così è stato, promessa mantenuta!“.

Il ricordo più bello che hai di Signori in campo…

Di momenti felici con Signori ne abbiamo vissuti tantissimi però se dovessi sceglierne uno sceglierei la prima volta che l’ho visto in campo in azione, la mia prima volta allo Stadio Olimpico, era un Lazio – Piacenza nella stagione 1996-1997 vincemmo 2-0 con i gol di Rambaudi e del mio Beppe che segnò con il suo marchio di fabbrica: il rigore da fermo. Ero in tribuna Monte Mario con il mio papà, ricordo tutto di quella giornata: i gol, le esultanze e la felicità provata in quel momento. Non credo che dimenticherò mai quella partita. Devo precisare che non ho scelto di essere della Lazio, lo sono sempre stato e basta, per questo, a differenza di altre tifoserie dove viene prima il giocatore poi la maglia per noi Laziali, conta solo il simbolo sul petto: per Beppe faccio un’eccezione perché è stato il primo vero campione della mia vita con la maglia che amo“.

C’è qualche giocatore che nel tempo ti ha fatto pensare a lui, sia per movenze in campo che per attaccamento alla maglia?

A seguire ci sono stati altri calciatori che mi hanno fatto esultare, gioire, impazzire: mi vengono in mente Tommaso Rocchi, o Miroslav Klose un grande campione e un vero signore del calcio, oppure Alessandro Nesta e ovviamente Senad Lulic, per il quale non servono spiegazioni, ma nessuno di loro si avvicina minimamente all’ammirazione che ho per Signori. E’ difficile paragonare qualcuno a Beppe. Una menzione particolare però va fatta a Ciro Immobile che sta infrangendo tutti i record e ha rubato tutti cuori dei tifosi biancocelesti: è indubbiamente entrato nella nostra storia, sia per quello che sta facendo con la nostra maglia, sia per l’attaccamento che sta dimostrando alla Società, ai tifosi, alla città di Roma. Quando un giocatore si commuove sotto la Curva Nord significa tanto per noi tifosi, per questo mi piacerebbe molto che concludesse la sua carriera qui“.

La Lazio ha vinto col Genoa, una gara che i biancocelesti hanno reso facile. Che pensi di Sarri e come immagini il proseguo della stagione? 

Sarri è stata la miglior scelta che la Lazio potesse fare, ho piena fiducia nel mister e mi piace molto il gioco delle squadre che allena. Sono convinto che farà molto bene sperando che la società gli possa dare carta bianca per quanto riguarda le scelte di mercato e quelle tecniche. Si diceva che questo sarebbe stato un anno di transizione dal momento che il cambio di modulo avrebbe portato delle difficoltà all’interno del gioco, ma stiamo vedendo una squadra davvero compatta e che mostra un bel calcio: segno che i ragazzi hanno piena fiducia delle idee di gioco del mister. Abbiamo dei fuoriclasse in squadra come Immobile appunto, Milinkovic-Savic, e Luis Alberto: da loro dobbiamo ripartire il prossimo anno per cercare di raggiungere obiettivi sempre più importanti. Per quanto riguarda il traguardo finale di questa stagione non voglio sbilanciarmi, ma basterebbe scendere in campo tutte le partite con la stessa mentalità mostrata a Genova per essere soddisfatti a fine campionato“.

 

 

  

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