Connect with us

angolo del tifoso

ANGOLO DEL TIFOSO | Auronzo di Cadore, Laziali Veneto: “Abbiamo festeggiato la nostra fondazione consegnando dei regali a Lazzari, Casale e Furlanetto”

Published

on

 


In vista dell’inizio della nuova stagione di Serie A, che avrà inizio il 13 agosto, Sarri e la squadra biancoceleste sono volati ad Auronzo di Cadore per la preparazione estiva. Andrea Cecchetto, vicepresidente di Laziali Veneto – una giovane realtà di tifosi “fuori sede” nata ad aprile 2022 – è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per raccontare l’esperienza del ritiro precampionato in rappresentanza dell’associazione.

Tra partite e allenamenti, come hai trovato i biancocelesti?
Sono molto affiatati, soprattutto i nuovi arrivati si sono inseriti bene: la squadra sembra motivata. Rispetto allo scorso anno, sembra che le idee siano più chiare; Sarri è sempre molto presente ed è accompagnato da un caldo entusiasmo da parte dei tifosi presenti ad Auronzo”.

Tra i nuovi acquisti, chi ti ha incuriosito di più?
Matteo Cancellieri in partita ha mostrato personalità e si è fatto valere, trasmettendo fiducia e contentezza di essere arrivato in un grande club”.

Invece, tra i tifosi che aria si respira?
C’è grande attesa, ma anche entusiasmo: dopo il Covid, sono tornate molte persone. Ci sono dei punti interrogativi sulle possibili cessioni, considerando l’arrivo dei nuovi giocatori. Da parte di alcuni, ci sono delle stoccate per Acerbi che, nonostante la situazione, si ferma a fare foto e autografi col sorriso. Molti non lo fischiano più per non turbare il clima”.

Sui social, avete pubblicato la consegna delle maglie ad alcuni giocatori della Lazio. In particolare, avete donato a Lazzari una stampa.
“Per il primo anno del nostro Sodalizio, volevamo fare qualcosa di carino per il ritiro, che si svolge proprio nella nostra regione. Abbiamo pensato di premiare Lazzari, l’unico veneto presente in rosa al momento nostra fondazione e che aveva (tra l’altro) segnato in Lazio-Sassuolo, con un’illustrazione di Emanuele Palucci.
Con l’occasione abbiamo chiesto di poter consegnare la maglietta dei soci con il leone di San Marco anche a Casale, che è di Verona, e a Furlanetto, originario della provincia di Treviso.
La S.S. Lazio è stata molto gentile e l’abbiamo ringraziata pubblicamente; per noi era un gesto di presenza per festeggiare la nostra nascita”.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

angolo del tifoso

ANGOLO DEL TIFOSO | Scattarreggia, autore del libro dedicato a Chinaglia: “Ci ha regalato l’orgoglio di essere laziali. Se fossi riuscito a parlarci gli avrei voluto dire che..”

Published

on

 


Paolo Scattarreggia, autore del libro “Il grido di battaglia. Come Giorgio Chinaglia ha cambiato la storia per i tifosi della Lazio” è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress. Lo scrittore ha parlato della sua esperienza da supporter biancoceleste, di quanto Chinaglia fosse importante per il popolo biancoceleste e di cosa avrebbe detto a Giorgio, se non fosse venuto a mancare prima di una cena a tre organizzata da un suo amico americano, che era solito frequentare lo stesso ristorante della bandiera biancoceleste degli anni ’70.

Come nasce l’idea di pubblicare il libro?
Sono cresciuto seguendo la Lazio di Chinaglia quando avevo solamente 11 anni. Tra l’altro io vivevo nella zona costruita dal presidente Lenzini e avevo modo di incontrare diversi giocatori che abitavano in quel quartiere: giocavo con loro e c’era la possibilità di incrociarli. Poi la vita mi ha portato in giro e, da circa vent’anni, vivo in America. Dieci anni fa ho scoperto per caso che Chinaglia viveva in Florida e un mio amico mi propose di andare a pranzo in un ristorante, che Giorgio era solito frequentare. Purtroppo, Chinaglia morì poco prima del nostro incontro; quindi, io decisi di andare al funerale a Naples. La famiglia fu molto disponibile e mi permise di depositare la bandiera biancoceleste vicino al feretro e, parlando con i presenti, mi resi conto che non avevano alcuna idea di quanto Chinaglia fosse stato importante per noi tifosi. Durante il funerale parlai in onore di Giorgio e sua moglie mi disse che le mie parole l’avevano commossa a tal punto di chiedermi di mettere la bandiera della Lazio nel feretro del marito. Adesso la bandiera è con lui. Quindi al decennale della sua morte decisi di far uscire un libro in suo ricordo, dove ho ripercorso le vicende giudiziarie da lui vissute e raccontato i passati 40 anni vissuti da tifoso, fino ad arrivare al momento del funerale”.

Se fossi riuscito ad andare a quella cena, che cosa avresti voluto dire a Chinaglia?
(ride, ndr) Gli avrei voluto chiedere tanti aneddoti di quegli anni: da quando è andato via, fino al momento in cui è tornato. Avrei voluto sapere come fossero andare le cose, perché da presidente lui ci ha messo i soldi, ma anche il cuore. Quando ho presentato il libro ho avuto la fortuna di passare un’ora con Giancarlo Oddi che mi ha raccontato molte vicende e chissà Giorgio quanto avrebbe potuto dirmi. Mi è dispiaciuto molto non averci potuto parlare a cena, ma ho pensato che scrivere un libro in suo onore fosse il modo migliore per rendergli omaggio”.

 Cosa ha rappresentato per te Giorgio Chinaglia?
“La particolarità di Chinaglia è stata quella di averci regalato per la prima volta il diritto di riscatto e l’orgoglio di essere laziali. Giorgio ha sfidato tutti e i tifosi hanno capito di poter alzare la testa di fronte a tutti. La vittoria dello scudetto nel ’74 ha rappresentato il simbolo di questa rinascita”.

Che discorso hai fatto al funerale?
“Ho raccontato le emozioni che provavamo noi tifosi vedendo giocare la Lazio di quegli anni. Le squadre venivano a Roma e perdevano tutte, un’esperienza che non avevamo mai vissuto; per cui ho raccontato questo periodo di entusiasmo”.

Attualmente pensi ci sia un giocatore biancoceleste che faccia sentire i tifosi orgogliosi di essere laziali?
“I tempi sono diversi, ma ritengo che Immobile stia cominciando a diventare un leader e un punto di riferimento. Come ho scritto nel libro, il calciatore ideale è quello che in campo prova le stesse emozioni del tifoso. Anche l’arrivo di Romagnoli è stato fondamentale, perché la gente ha ripreso ad andare allo stadio; il fatto che sia laziale ha dato un forte impulso alla tifoseria”.

Lei ha una targa con la scritta Lazio. Ha avuto difficoltà nell’ottenerla o ha riscontrato dei problemi nel corso del tempo?
Negli Usa è possibile personalizzare la targa ed è quindi legale scegliere un nome, a patto che nessuno già lo abbia già utilizzato. Molti anni fa ho scelto questa, e ad oggi pago di più il prezzo del bollo. In Florida,  la targa normale è bianca con le scritte verdi e, avendola personalizzata a seconda degli sfondi, ho potuto scegliere di quale colore farla. Ho optato per questa perchè è la più azzurra di tutte e riporta la scritta “salvate le balene della Florida”. Il fatto è che non è solo azzurra ma ha la coda della balena, che nella mia immaginazione rispecchia le ali dell’aquila. La ho da almeno 10 anni e, a meno che io non ci rinunci, nessuno può averla”. 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:


I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW