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Dazn su Sky, c’è l’accordo ufficiale: ecco come funzionerà

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Addio all’esclusiva con Tim, svolta per la serie A. Così la piattaforma di streaming sarà anche su decoder. I vantaggi e i costi per l’utente: 5 euro in più al mese da aggiungere all’abbonamento di Dazn.

Palla al centro, il calcio in tv segna una svolta a pochi giorni dall’inizio del campionato (13 agosto). L’app di Dazn sbarcherà su Sky, sarà accessibile attraverso decoder e verrà creato un canale satellitare che contribuirà a risolvere i vecchi problemi di trasmissione legati alla connessione internet. In serata è arrivato anche l’accordo ufficiale. L’intesa è stata raggiunta dopo un lungo lavoro di «diplomazia» fra più parti e fornisce un assist importante per la serie A. Ecco quindi le domande e risposte fondamentali per capire come cambia la situazione per questa nuova stagione.

1. Sky-Dazn, l’accordo è ufficiale?

Sì è arrivato anche il comunicato dell’accordo. Tutto nasce dalla fine del rapporto di esclusiva che Dazn aveva con Tim, ufficializzato mercoledì. La modifica dell’alleanza richiesta dall’operatore telefonico — in base alla quale otterrà uno sconto sul pagamento dei diritti per le partite — ha lasciato la piattaforma di streaming libera di cercarsi nuovi partner. E il primo pensiero è andato a Sky, con la quale in passato i rapporti non erano stati serenissimi. Tutto alle spalle. «Sky e Dazn — si legge nel comunicato — annunciano oggi di aver firmato un accordo che prevede l’arrivo dell’app di Dazn su Sky Q dall’8 agosto e la possibilità per gli abbonati Sky di aderire ad una specifica offerta commerciale Dazn per vedere sul decoder Sky il canale ZONA Dazn, con le 7 partite per turno di Serie A Tim in esclusiva Dazn e una selezione di eventi.

2. Dove si trova Dazn su Sky?

Gli abbonati Sky Q – via satellite o via internet – che sono anche clienti Dazn, potranno accedere all’offerta Dazn direttamente dalla sezione App o con il controllo vocale, tramite il comando «Apri Dazn», senza dover cambiare telecomando. Dazn offrirà inoltre ai propri clienti, che sono anche abbonati a Sky, la possibilità di sottoscrivere un’opzione, per vedere una selezione di eventi dell’offerta Dazn anche attraverso il canale «Zona Dazn», disponibile dall’8 agosto al canale 214 del telecomando Sky. Sul canale sarà possibile vedere le 7 partite per turno di Serie A in esclusiva su Dazn — complementari alle 3 trasmesse sui canali Sky — e una playlist di programmi di approfondimento, contenuti originali Dazn e molto altro, via satellite o via digitale terreste

3. Che cos’è il device unico?

È, in sostanza, la possibilità di guardare sia le partite di Dazn che quelle di Sky sulla piattaforma satellitare di Sky. Per chi guarda dal divano sarà una bella comodità poter accedere ai programmi da un unico device , con un unico telecomando e con la risoluzione forse definitiva dei problemi di trasmissione.

4. Perché restano due abbonamenti diversi?

Perché, di fatto, fino al giugno 2024 Dazn resterà l’unico player titolare di tutte e 380 le partite stagionale della Serie A; Sky ne avrà 3 a giornata in co-esclusiva. In sostanza, la situazione è diversa dal passato quando il canale Dazn si poteva trovare nel bouquet di Sky (all’epoca al numero 209). Ora si tratta semplicemente della creazione di una «porta» d’accesso in più su Sky per gli abbonati di Dazn. Ecco perché, se si vuole vedere tutte le partite, bisognerà continuare a pagare due abbonamenti. Uno per Sky e l’altro per Dazn.

5. Quali saranno i costi per il tifoso?

Per vedere il canale Zona Dazn i clienti Dazn dovranno aderire ad una specifica offerta commerciale disponibile all’interno della sezione My Account di dazn.com. Chi non è abbonato a Dazn potrà aderire alle offerte Dazn Standard o Plus attraverso un sito dedicato ai clienti Sky e aggiungere l’opzione per vedere il canale Zona Dazn. Bisognerà aggiungere 5 euro in più al mese oltre al prezzo dell’abbonamento Dazn (29,99 euro al mese per il piano standard, 39,99 per Dazn Plus). La prima opzione consente consentirà la visione da un solo dispositivo alla volta o da due diversi ma collegati alla stessa rete domestica. Per Sky invece i piani tariffari restano invariati.

6. Quali sono i vantaggi per il tifoso?

Lo sbarco sulla piattaforma Sky garantisce a Dazn una copertura del territorio nazionale ancora maggiore perché non più legata solo alla connessione internet, ma al satellite e al digitale terrestre. Questo, ovviamente, contribuirà a risolvere il problema delle trasmissioni interrotte che avevano creato non pochi malumori presso gli utenti nelle ultime stagioni.

Corriere.it

 


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Beppe Signori: “Scudetto con la Lazio? Non ho rimpianti. Immobile? Poche somiglianze con lui”. E su Neymar…

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La bandiera biancocceleste Beppe Signori ha rilasciato un’intervista esclusiva alla redazione di Chiamarsi Bomber, dove si sono affrontati più temi: da Zeman all’arrivo alla Lazio, passando per Ciro Immobile e un aneddoto su Neymar. Ecco le sue parole:

Hai sempre detto di aver avuto tanti bravi allenatori ma un solo maestro, Zdenek Zeman. Com’è nato il vostro feeling?

“È un feeling nato nei mesi e negli anni che siamo stati insieme. Lui per me è stato più di un allenatore, è stato un maestro che mi ha insegnato a giocare a calcio, i movimenti e i tempi di gioco. Non ultimo mi ha trasformato da trequartista anomalo ad attaccante vero”.

Come mai zemanlandia non è più ripetibile nel calcio moderno?

“Non so se non è ripetibile ma in quel Foggia ci fu un feeling incredibile tra allenatore, giocatori, tifosi e città. Una favola che ci consentì di arrivare settimi in campionato. Non so se è replicabile, servirebbero gli attori protagonisti che portino quel qualcosa in più e che ci sia coesione tra tutte le parti”.

Nel 1992 arrivi a Roma sponda Lazio con la pesante eredità lasciata da Ruben Sosa. Esordio con una doppietta ed entri subito nel cuore dei tifosi laziali. Nella stagione 94-95 una delle Lazio più belle della storia, ma arrivate secondi dietro la Juve. Hai il rimpianto di non aver mai vinto uno scudetto?

“No nessun rimpianto perché sono stati anni fantastici dove ho vinto tre classifiche marcatori in serie A e due in Coppa Italia. A livello personale mi sono preso tante soddisfazioni. A livello di squadra non abbiamo raccolto tanto ma perché eravamo una Lazio in fase di costruzione, quella che poi ha portato allo scudetto del 2000. Non avrò mai vinto uno scudetto ma ho raggiunto il massimo traguardo per un calciatore ossia vedere i tifosi che scendono in piazza per evitare la mia partenza. Quel gesto per me vale 10 scudetti”.

Hai lasciato la Lazio, dopo caterve di gol, appena prima che diventasse una delle squadre più forti d’Italia a causa di un rapporto mai decollato con Eriksson. Tornando indietro rifaresti le stesse scelte?

“Sì perché con quell’allenatore ho avuto problemi personali, non c’era più rispetto tra noi. Rifarei tutto e non mi pento di quello che ho fatto. Nel mio ultimo anno la Lazio ha vinto la Coppa Italia con il sottoscritto che è stato il capocannoniere del trofeo. Da lì è iniziata la cavalcata che gli ha fatto vincere scudetto e Coppa delle Coppe, quindi un piccolo merito ce l’ho anch’io”.

Oggi la Lazio ha un nuovo bomber: Ciro Immobile. Cosa pensi di lui e ci vedi qualche somiglianza con te?

“Sicuramente è uno degli attaccanti più prolifici del nostro campionato, sta dimostrando continuità e spero riesca a battere il record di gol in serie A perché è uno che si impegna, ha grande carattere, grande voglia di vincere, se lo merita. Inoltre è il capitano della Lazio quindi gli auguro ancora tanti gol. Somiglianze ne abbiamo poche, abbiamo caratteristiche diverse: io partivo palla al piede in dribbling da lontano, lui ama la profondità per trovare il gol”.

Hai raccontato in diverse interviste passate che il tuo unico rimpianto calcistico è di aver detto a Sacchi di non voler giocare a centrocampo a Usa ’94. Ti sei mai chiesto se con te in campo in finale sarebbe potuta finire diversamente?

“Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Sicuramente è l’unico rimpianto perché la finale di un mondiale capita una volta nella vita, oggi giocherei anche in porta al posto di Pagliuca. L’unica cosa che rimprovero a Sacchi è che aveva ancora una sostituzione e se mi avesse messo dentro per i calci di rigore ci sarebbe stata una speranza in più”.

Oggi qual è il tuo rapporto con Sacchi e con Roby Baggio tuo “rivale” ai tempi della Nazionale?

“Con Sacchi c’è reciproca stima, ogni tanto lo sento e non c’è nessun tipo di rivalsa. Lui da allenatore era pagato per fare delle scelte, giuste o sbagliate che fossero. Crescendo ho capito che in quell’occasione ho peccato un po’ di presunzione. Con Roby ho un ottimo rapporto, non l’ho mai visto come un rivale. Lui è un amico e lo sento spesso, ci vogliamo bene e lo ritengo uno dei più grandi calciatori italiani”.

Quella del ’94 è ancora oggi ricordata come una delle Nazionali più forti di tutti i tempi. Oggi la situazione purtroppo è ben diversa: a breve ci sarà il mondiale e gli Azzurri non parteciperanno per la seconda volta consecutiva. Cos’è successo al nostro calcio e come può tornare ai vertici?

“La Nazionale sta pagando le conseguenze di aver abbandonato i settori giovanili nell’ultimo decennio. Non abbiamo più calciatori di un certo peso e l’inesperienza ci è costata due mondiali. Però Mancini sta facendo un grande lavoro, ha ricostruito un gruppo che si era sfasciato. Dobbiamo essere ottimisti per il futuro e non scordiamoci che l’anno scorso abbiamo vinto l’Europeo che mancava da tanti anni”.

Dopo aver lasciato la Lazio hai vestito le maglie di Sampdoria e Bologna dove hai conosciuto Mazzone, che esperienze sono state?

“La prima esperienza alla Samp è stata traumatica sia fisicamente che psicologicamente perché avevo lasciato il cuore alla Lazio. Sono arrivato a Genova con l’atteggiamento sbagliato, ho fatto male e chiedo scusa ai tifosi per non essere riuscito a rendere al massimo. Dopo l’operazione all’ernia del disco a Bologna c’è stata la mia rinascita anche grazie a Mazzone che è stato fondamentale gestendomi in maniera incredibile. Nel mio primo anno sono riuscito a fare 23 gol in stagione. Con la squadra siamo riusciti a vincere l’Intertoto e arrivare in semifinale di Coppa Italia e Coppa Uefa che per Bologna è stato un risultato storico. Ringrazio chi mi è stato vicino in quell’esperienza”.

Qual è il compagno di squadra più forte con cui hai giocato? E l’avversario più forte?

“Ce ne sono tanti di grandi giocatori che ho affrontato come Maldini, Baresi, van Basten, Zidane, Ronaldo, Baggio, Zola, Careca e tanti altri. Mentre tra i più forti con cui ho giocato direi Baggio, Boksic, Riedle, Gascoigne e tantissimi altri. Tutti quelli con cui ho giocato mi hanno supportato e sopportato, ero un ottimo compagno di squadra ma senza di loro non avrei fatto tutti quei gol”.

Qualche anno fa il Barcellona ti ha contattato per dare qualche dritta a Neymar su come calciare i rigori da fermo, tuo marchio di fabbrica. Che cosa hai pensato in quel momento? Ne sei orgoglioso?

“Sicuramente è stato un orgoglio perché Neymar voleva capire come calciarli al meglio. Chiaramente ognuno ha la propria tecnica e si deve sentire determinate cose. Lui ci ha provato: i primi due rigori sono andati bene ma poi ne ha sbagliati altri due ed è tornato a calciarli come faceva prima. Mi spiace di non essere stato efficace ma sono orgoglioso di avergli dato qualche consiglio”.

 


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