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ANGOLO DEL TIFOSO | Carol, la baby-tifosa virale su TikTok. La mamma: “I bambini sugli spalti sono come tutti noi. Immobile per lei rappresenta la Lazio” – FOTO

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Negli ultimi tempi i social hanno cominciato a conoscere Carol, la bambina di sei anni diventata virale per le sue partite a FIFA con il papà o per le sue reazioni e emozioni allo stadio durante Lazio-Bologna. La redazione di Laziopress.it ha intervistato mamma Marzia, che possiede i profili TikTok e Instagram attraverso cui abbiamo imparato a conoscere la piccola tifosa. La mamma ci spiega che il successo non era previsto, infatti “Tik Tok è esploso assolutamente a caso, mostrando la divertente incapacità di una seienne nel non accettare le sconfitte alla PlayStation. Da lì l’idea di raccontare anche il suo sogno, ancor complesso e tutto in fase di creazione nel mondo del calcio femminile, ancora sottovalutato ma che finalmente è arrivato ad un punto di svolta”.

Già, perché Carol sebbene così piccola ha le idee ben chiare: fino a luglio ha giocato nella Lazio, ma la società non è riuscita a creare una categoria per la sua età, così si è trasferita alla Roma. Il suo sogno sarebbe quello di poter tornare in biancoceleste un giorno, ma per ora si gode il suo percorso tra le fila giallorosse facendo ciò che ama con le bambine della sua età.

L’amore per la Lazio e per Immobile

L’amore per i colori biancocelesti è di famiglia: è stato infatti tramandato di padre in figlia. Marzia ci spiega che lei viene da una famiglia di romanisti, ma la famiglia di suo marito è laziale: “Mio padre non c’è più da quando avevo 19 anni, quindi in ‘mancanza’ del nonno romanista, mi sono silenziosamente messa da parte, lasciando a mio marito e mio suocero l’onore di vivere questa sua grande passione insieme ai miei figli e a Carol soprattutto.”

Come si evince dai video sui social, il calciatore preferito di Carol è il Capitano Ciro Immobile. La mamma ci racconta che quando è stata presa alla Roma gli ha scritto una lettera in cui gli prometteva che prima o poi sarebbe tornata alla Lazio e che l’avrebbe sempre tifata: Immobile l’ha letta e l’ha anche condivisa sulle sue stories di Instagram. “Ciro per Carol rappresenta la Lazio. Purtroppo ancora non l’ha mai incontrato” ha detto.

I social e i commenti sotto ai suoi video

Si sa, i social non hanno solo lati positivi. Dopo aver pubblicato il video delle reazioni di Carol durante Lazio-Bologna, diversi utenti si sono indignati per come la piccola esprimesse la rabbia e il dissenso verso alcune scelte arbitrali. Come ci spiega la mamma, però, la piccola viene prontamente ripresa se dice qualcosa di eccessivo e che non bisognerebbe focalizzarsi solo su ciò che dice: “E’ giusto indignarsi a volte. I bambini non sempre si esprimono nella maniera giusta, come facciamo noi adulti del resto. Dietro ad ogni video, c’è molto di più. La sua libertà, le sue passioni, la sua mancanza di preconcetti. Carol viene sgridata e ripresa ogni volta che esagera nei suoi comportamenti, sta imparando a gestire rabbia ed emozioni, il percorso è lungo, e se penso che più di qualche adulto ancora non c’è riuscito, capisco perché lei fa ancora difficoltà…”

Fortunatamente i messaggi di amore e affetto superano di gran lunga le critiche. Sono migliaia i commenti dei tifosi, anche di altre squadre, che difendono e supportano Carol nella sua passione. “Lo sport è per tutti, non conosce età. A volte unisce, altre divide. I bambini sugli spalti gridano, si arrabbiano ed esultano proprio come tutti noi. Perché dovremmo privarli di tali emozioni? Ogni emozione va vissuta appieno, questo insegno ai miei figli. E penso che vada oltre i colori.”

L’appello per il suo compleanno

Carol il 22 agosto compirà 7 anni. Per i bambini nati in estate spesso è complicato festeggiare il compleanno con gli amichetti e di conseguenza è difficile organizzare delle vere feste di compleanno. Ecco perché nei giorni scorsi la piccola ha lanciato un appello in prima persona ai suoi coetanei attraverso un video su TikTok: “Se vuoi puoi venire alla mia festa al Chewing Gum, alle giostre ad Anzio, Villa Claudia. Non mi importa dei regali, basta che ci divertiamo tutti insieme!” In merito all’appello, la mamma non sa se verrà accolto e chi verrà, spera solo che la figlia si possa divertire e passare una serata con i suoi coetanei.

 


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ANGOLO DEL TIFOSO | Scattarreggia, autore del libro dedicato a Chinaglia: “Ci ha regalato l’orgoglio di essere laziali. Se fossi riuscito a parlarci gli avrei voluto dire che..”

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Paolo Scattarreggia, autore del libro “Il grido di battaglia. Come Giorgio Chinaglia ha cambiato la storia per i tifosi della Lazio” è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress. Lo scrittore ha parlato della sua esperienza da supporter biancoceleste, di quanto Chinaglia fosse importante per il popolo biancoceleste e di cosa avrebbe detto a Giorgio, se non fosse venuto a mancare prima di una cena a tre organizzata da un suo amico americano, che era solito frequentare lo stesso ristorante della bandiera biancoceleste degli anni ’70.

Come nasce l’idea di pubblicare il libro?
Sono cresciuto seguendo la Lazio di Chinaglia quando avevo solamente 11 anni. Tra l’altro io vivevo nella zona costruita dal presidente Lenzini e avevo modo di incontrare diversi giocatori che abitavano in quel quartiere: giocavo con loro e c’era la possibilità di incrociarli. Poi la vita mi ha portato in giro e, da circa vent’anni, vivo in America. Dieci anni fa ho scoperto per caso che Chinaglia viveva in Florida e un mio amico mi propose di andare a pranzo in un ristorante, che Giorgio era solito frequentare. Purtroppo, Chinaglia morì poco prima del nostro incontro; quindi, io decisi di andare al funerale a Naples. La famiglia fu molto disponibile e mi permise di depositare la bandiera biancoceleste vicino al feretro e, parlando con i presenti, mi resi conto che non avevano alcuna idea di quanto Chinaglia fosse stato importante per noi tifosi. Durante il funerale parlai in onore di Giorgio e sua moglie mi disse che le mie parole l’avevano commossa a tal punto di chiedermi di mettere la bandiera della Lazio nel feretro del marito. Adesso la bandiera è con lui. Quindi al decennale della sua morte decisi di far uscire un libro in suo ricordo, dove ho ripercorso le vicende giudiziarie da lui vissute e raccontato i passati 40 anni vissuti da tifoso, fino ad arrivare al momento del funerale”.

Se fossi riuscito ad andare a quella cena, che cosa avresti voluto dire a Chinaglia?
(ride, ndr) Gli avrei voluto chiedere tanti aneddoti di quegli anni: da quando è andato via, fino al momento in cui è tornato. Avrei voluto sapere come fossero andare le cose, perché da presidente lui ci ha messo i soldi, ma anche il cuore. Quando ho presentato il libro ho avuto la fortuna di passare un’ora con Giancarlo Oddi che mi ha raccontato molte vicende e chissà Giorgio quanto avrebbe potuto dirmi. Mi è dispiaciuto molto non averci potuto parlare a cena, ma ho pensato che scrivere un libro in suo onore fosse il modo migliore per rendergli omaggio”.

 Cosa ha rappresentato per te Giorgio Chinaglia?
“La particolarità di Chinaglia è stata quella di averci regalato per la prima volta il diritto di riscatto e l’orgoglio di essere laziali. Giorgio ha sfidato tutti e i tifosi hanno capito di poter alzare la testa di fronte a tutti. La vittoria dello scudetto nel ’74 ha rappresentato il simbolo di questa rinascita”.

Che discorso hai fatto al funerale?
“Ho raccontato le emozioni che provavamo noi tifosi vedendo giocare la Lazio di quegli anni. Le squadre venivano a Roma e perdevano tutte, un’esperienza che non avevamo mai vissuto; per cui ho raccontato questo periodo di entusiasmo”.

Attualmente pensi ci sia un giocatore biancoceleste che faccia sentire i tifosi orgogliosi di essere laziali?
“I tempi sono diversi, ma ritengo che Immobile stia cominciando a diventare un leader e un punto di riferimento. Come ho scritto nel libro, il calciatore ideale è quello che in campo prova le stesse emozioni del tifoso. Anche l’arrivo di Romagnoli è stato fondamentale, perché la gente ha ripreso ad andare allo stadio; il fatto che sia laziale ha dato un forte impulso alla tifoseria”.

Lei ha una targa con la scritta Lazio. Ha avuto difficoltà nell’ottenerla o ha riscontrato dei problemi nel corso del tempo?
Negli Usa è possibile personalizzare la targa ed è quindi legale scegliere un nome, a patto che nessuno già lo abbia già utilizzato. Molti anni fa ho scelto questa, e ad oggi pago di più il prezzo del bollo. In Florida,  la targa normale è bianca con le scritte verdi e, avendola personalizzata a seconda degli sfondi, ho potuto scegliere di quale colore farla. Ho optato per questa perchè è la più azzurra di tutte e riporta la scritta “salvate le balene della Florida”. Il fatto è che non è solo azzurra ma ha la coda della balena, che nella mia immaginazione rispecchia le ali dell’aquila. La ho da almeno 10 anni e, a meno che io non ci rinunci, nessuno può averla”. 


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