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Il Messaggero | Lazio, Sergej l’anno che verrà

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Da un lato la corsa della Lazio con la ripresa ufficiale nel mirino. Dall’altro quella di Milinkovic verso una seconda parte di stagione da protagonista. Il serbo sta mettendo alle spalle i fastidi dovuti dall’edema alla caviglia destra che lo hanno tormentato per oltre un mese. Il primo dolore contro la Juventus, poi lo scontro con Casemiro che lo ha costretto a scendere in campo a mezzo servizio in Qatar. Nonostante ciò, il Sergente si è comunque messo in mostra con il suo primo gol in un Mondiale. Palla accomodata e interno all’angolino da fuori area, tutto col mancino per lui che è un destro naturale. Ennesima dimostrazione dell’ampio bagaglio tecnico di Sergej, fiore all’occhiello della rosa di Sarri. Il fuoriclasse è lui per il Comandante, anche se non glielo dice mai: «Gli faccio pochi complimenti perché può crescere ancora». Eppure da dopo il ritorno col Midtjylland il centrocampista non ha più inciso in fase offensiva, mentre in Serie A da ancora prima. Era il 10 ottobre e al Franchi il numero 21 con due assist (uno di tacco per Immobile) arrivava a quota 7 contribuendo al 4-0 finale. Numeri mai ottenuti a questo punto della stagione in carriera e che, aggiunti ai 5 gol segnati, lo rendono finora il più decisivo della squadra sotto porta, tanto da avvicinarsi a un campione come De Bruyne, capace di propiziare 16 centri del Manchester City in tutte le competizioni fino alla pausa (ora è a 18).

DUBBI FUTURI – Altro attestato per Sergej, rientrato gradualmente nelle amichevoli con Hatayspor e Almeria con 75 minuti totali. Ora l’obiettivo è confermarsi subito tra i migliori centrocampisti della Serie A interrompendo il lungo digiuno, magari in un campo mai violato come il Via del Mare, dove la Lazio di Inzaghi nel 2020 subì un 2-1 sanguinoso per il sogno scudetto, poi svanito. Tempi andati ormai, ma almeno il Sergente stavolta potrà vendicarsi dimostrando pure di non pensare troppo ai discorsi futuri. Non c’è alcun sviluppo per il rinnovo infatti, e nonostante i tentativi di Lotito anche alla cena di Natale, Kezman difficilmente andrà incontro al club capitolino. L’unica chance sarebbe un prolungamento con clausola rescissoria, ma a cifre inferiori rispetto a quanto pretende il patron (40, se non meno. Non 70). Arsenal e Juventus osservano interessate, ma in caso di accordo potrebbero defilarsi. Al momento è tutto nelle mani di Tare, che dopo averlo scovato per primo, ora dovrà convincere il gioiello serbo a rinnovare per avere lui stesso una conferma da ds a Formello dopo giugno.

SI FERMA LUIS ALBERTO – Per Sarri l’ideale sarebbe proseguire con Milinkovic, ma nel frattempo è meglio non farci la bocca e pensare al prossimo impegno. Ecco perché alla ripresa di ieri il tecnico è ripartito subito dalla tattica. Sono rientrati in gruppo Casale, Hysaj e Zaccagni. Cancellieri è stato costretto a fermarsi di nuovo per un fastidio alla tibia della gamba destra che si porta da venerdì, mentre Luis Alberto non si è visto, ma niente mal di pancia. Il Mago ha svolto delle terapie al ginocchio sinistro, ancora gonfio dopo lo scontro con De la Hoz di giovedì scorso. Assente anche Kamenovic poiché impegnato nei test fisici con lo Sparta Praga. L’ex Cucaricki partirà in prestito con diritto di riscatto a 2,5 milioni, mentre non sarà semplice piazzare Fares, fermo per uno stiramento alla coscia sinistra. L’Almeria intanto ragiona su Escalante, ma l’unica speranza per sbloccare le entrate resta sempre la cessione di Muriqi da parte del Maiorca. Il club osserva Alessandro Confente del Vicenza in caso di cessione (difficile) di Maximiano. Dopo gli oltre mille “Christmas Box” acquistati, polverizzati in due ore i 1075 biglietti del settore ospiti di Lecce. Anniversario numero 123: la società sta lavorando a un evento tra l’8 e il 9 gennaio, stavolta allargato anche a famiglie e sponsor. Tra i posti valutati anche il Grand Hotel St. Regis e Spazio Novecento. Il Messaggero/Valerio Marcangeli

 


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Il Messaggero | Da ala a bomber, è Zaccagni show: “Così mi diverto”

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Sembra strano, eppure è così: Zaccagni ha superato Immobile nella classifica cannonieri. Il numero 20 però mette subito in chiaro che la squadra ha bisogno del suo capitano e che spera che torni presto per trascinarla alla Champions. Mattia non ha mai segnato così tanto in carriera, finalmente sta raccogliendo quanto seminato negli anni. Ci ha messo un po’, come tutti, a capire ciò che chiedeva il mister, ma una volta trovata la continuità ha anche cambiato ruolo. L’ex Hellas arrivava a Roma da centrocampista offensivo, ora è un esterno di attacco e, come dice lui stesso, si diverte parecchio in questo nuovo ruolo.

Martedì sera è arrivato a 8 reti in campionato, superando Kvaratskhelia. Zaccagni, arrivato per soli 7 milioni di euro, è ormai cresciuto e ora ne vale almeno il triplo. La Lazio per premiarlo è pronta a blindarlo con un prolungamento fino al 2027 ad almeno 2 milioni di euro.

Il Messaggero 


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