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123 anni d’amore: auguri alla nostra Lazio

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Oggi 9 gennaio 2023 la Lazio compie 123 anni. Era il 9 gennaio del 1900 quando l’atleta podista e sottoufficiale dei bersaglieri Luigi Bigiarelli, a capo di un gruppo di ragazzi, fondò la Società Podistica Lazio, rinominata 26 anni dopo Società Sportiva Lazio. I colori scelti furono quelli della patria delle olimpiadi, la Grecia, e l’aquila imperiale come simbolo, la stessa che indica i sovrani di Roma. La prima squadra della Capitale, a 123 anni dalla sua fondazione, ha alle spalle una storia che “di padre in figlio“, come recita uno degli slogan della tifoseria della Lazio, è stata, è tuttora, e sarà tramandata per ancora molti decenni.

Come i nostri nonni hanno tramandato ai nostri padri i gol di Silvio Piola, la prima Coppa Italia del 1958 o la banda Maestrelli con il primo scudetto della storia, una squadra che continua a vivere e lo farà in eterno, fino ai nostri padri che ci tramandano il gol di Fiorini e o i viaggi per Napoli in quegli spareggi che potevano costare la C ai biancocelesti ma che non hanno dato altro che vita alla squadra dei -9, una Lazio che, con mille difficoltà, viene ricordata come “quella della gente”, una squadra che vide dal primo all’ultimo momento la vicinanza dei suoi tifosi: un connubio che da sempre fa la differenza nella storia di questo club. Poi ancora la Lazio di Cragnotti, la “più forte del mondo”, per citare un allenatore che di calcio ci capiva eccome: Sir Alex Ferguson. Il secondo scudetto, le coppe europee e giocatori, quelli del 2000 e non solo, che sono rimasti legati a vita alla Lazio. Il 2022 ci ha portato via due di questi: Pino Wilson e Sinisa Mihajlovic, due giocatori per cui varrà sempre la pena spendere un ricordo.

123 anni di amore incondizionato, una squadra di cui “ci si ammala inguaribilmente” come disse un altro grande laziale, Giorgio Chinaglia. Una storia colma di pagine, sia scritte che vuote. Una storia ancora da scrivere, perché è la Lazio. Perché siamo la Lazio. 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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