Lotito cambia poco, ma quando lo fa gli effetti sono positivi. Non è successo tante volte, perché una volta presa la decisione tende a portarla avanti fino alla fine e per gli allenatori vale lo stesso discorso. In 20 anni di Lazio, Tudor è il decimo allenatore scelto da Lotito. Escludendo Bielsa, che a Formello non si è mai visto, e Martusciello, vice di Sarri traghettatore per una sola giornata, ci sono stati Mimmo Caso, Giuseppe Papadopulo, Delio Rossi, Davide Ballardini, Edy Reja, Vladimir Petkovic, nuovamente Reja, Stefano Pioli, Simone Inzaghi e Maurizio Sarri.

Come scrive questa mattina il Corriere dello Sport, i precedenti fanno ben sperare visto che chiunque sia entrato a campionato in corso ha fatto meglio del suo predecessore. Il primo è stato Papadopulo, che prende la squadra da Caso al 15esimo posto e per poi portarla al 13esimo. Poi, cinque anni più tardi, Reja subentra a Ballardini e salva la Lazio dalla zona retrocessione trascinandola al 12esimo posto. Nel 2013/14, sempre Reja sostituisce Petkovic e porta la squadra dal decimo al nono posto, alzando la media punti da 1,18 a 1,71. Dopodiché è toccato a Inzaghi che, rilevando Pioli, mantiene l'ottavo posto della Lazio però andando a mettere le basi per un lungo ciclo. 

Ora tocca a Tudor. Nelle sue esperienze in Serie A ha già dimostrato di essere uno specialista negli ingressi a campionato in corso. Lo ha fatto con l'Udinese per due volte, subentrando prima a Oddo e poi a Nicola, e poi a Verona, dove ha sostituito Di Francesco.

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Il Messaggero | Ciro con il Taty: Tudor fa le prove
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