Se Tudor non dovesse essere stato ancora coinvolto nel vortice del derby, può andare a lezione per un ripasso da Danilo Cataldi, romano e laziale di nascita. Indipendentemente dalla fascia di capitano, Cataldi ha sempre giocato i derby superando e andando oltre i propri limiti, esattamente ciò che i tifosi chiedono alla squadra. In una delle stracittadine più cariche d'Italia, Danilo ha dimostrato nel corso degli anni una calma olimpica e una resistenza fisica che lo hanno reso un elemento fondamentale. L’adrenalina che una partita del genere restituisce, ha sempre fatto in modo che giocasse al massimo per tutti e 90 minuti. 

Quando ha indossato la fascia di capitano, come accaduto a gennaio e nel derby d'andata dell'anno scorso, la Lazio ha ottenuto 2 vittorie. Per Sarri infatti, Cataldi era uno di quei giocatori praticamente indispensabili, una sorta di amuleto. Nel corso di 3 stagioni, il tecnico toscano non ha praticamente mai rinunciato alla sua intensità e all’agonismo ineguagliabile che ha sempre messo in campo.

Nei derby, in particolare, un giocatore così coinvolto e carico era praticamente irrinunciabile. Tudor ha subito apprezzato le sue qualità e lo ha fatto debuttare immediatamente con la Juventus, riservandolo poi nella sfida di Coppa Italia per averlo al massimo delle sue capacità oggi. A Igor è bastato guardarlo negli occhi per comprendere appieno l'importanza del derby della Capitale.

Tuttosport

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