Lazio, sequestri confermati: Lotito prepara un esposto sugli audio diffusi
I dispositivi degli indagati restano sotto sequestro; gli inquirenti verificano le notizie sulla presunta cessione del club.

Il tribunale del Riesame ha confermato il sequestro di telefoni e dispositivi nell’inchiesta della procura di Roma sulla diffusione di notizie ritenute false riguardanti la Lazio. Secondo quanto riportato da Adnkronos, il legale di Claudio Lotito, annuncia un esposto dopo la diffusione degli audio delle dichiarazioni rese dal presidente ai pm.
Il Riesame conferma il sequestro dei dispositivi
I telefoni e gli altri dispositivi erano stati sequestrati durante le perquisizioni del 15 settembre, eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo su delega dei pubblici ministeri della Dda capitolina. Le indagini riguardano notizie la cui circolazione, secondo l’ipotesi della procura, aveva l’obiettivo di provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a.
Commentando la decisione, Gentile sostiene che il Riesame abbia confermato l’ipotesi accusatoria ai fini dell’approfondimento delle indagini. Resta da accertare, precisa il legale, se gli elementi indiziari troveranno conferma. Adnkronos riferisce che l’inchiesta è nata da una serie di denunce presentate da Lotito poco più di un anno fa, dopo episodi di minacce e l’esposizione a Roma di striscioni contro la proprietà della società.
Le notizie al centro delle verifiche degli inquirenti
Gli investigatori stanno esaminando il contenuto dei telefoni sequestrati per capire se vi sia stata una regia dietro la diffusione delle notizie contestate. Secondo quanto riportato nell’inchiesta, sarebbero state messe in circolazione almeno dal 2024 e la loro diffusione sarebbe tuttora in corso.
Tra i temi richiamati figurano una presunta imminente cessione, da parte di Lotito, del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a. e il presunto stato di decozione delle società da lui controllate. Un’altra notizia contestata attribuiva al presidente l’intenzione di far retrocedere deliberatamente la squadra in una serie minore per ottenere il cosiddetto paracadute da 35 milioni di euro.
Per i pm si tratta di notizie false la cui diffusione sarebbe concretamente idonea a incidere in modo sensibile sul prezzo delle azioni della Lazio, società quotata. Le verifiche comprendono perciò anche le eventuali oscillazioni del titolo in Borsa in coincidenza con alcuni degli episodi contestati.





