Francesco De Carlo - comico, speaker, presentatore e tifoso giallorosso - è intervenuto in esclusiva a Laziopress per parlare della prossima partita di campionato: il derby, sfida decisiva per la corsa all'Europa League che vede coinvolte entrambe le squadre capitoline.

Sensazioni pre derby? "Spero che ci rifaremo per il risultato dell'andata: è stato abbastanza doloroso...".

All'andata te lo aspettavi il gol dell'ex, Pedro? "No, che poi tra l'altro è uno dei pochi calciatori ad aver segnato con entrambe le maglie. Io ero un grande fan di Pedro, per questo mi auguro una vittoria di misura sui biancocelesti".

Romano e tifoso della Roma. Come mai hai scelto la fede giallorossa? "Certe cose non si scelgono, te le trovi addosso e vivi di conseguenza".

Che tifoso sei? Hai qualche rito prima del derby? "In realtà no, però penso che il calcio sia un'ottima occasione per distrarsi dalla vita - in questo momento ne abbiamo tutti grande bisogno - e, soprattutto, per rivedere persone a cui teniamo. Tranne mio padre, che non vedo al derby perchè è un'esperienza troppo intensa: i miei genitori sono avvelenati e non ti godi la partita. Però, tutte le altre gare sono delle occasioni per ritrovare amici e parenti. Non ho riti scaramantici, se non quello di evitare di vedere il derby con persone troppo agitate".

Cosa ne pensi di Mourinho, era la figura più giusta per allenare la Roma? "Secondo me sì, sono un grande fan delle maratone: non si può giudicare un allenatore nell'immediato. Il tecnico è una delle pedine del progetto ed è una delle più valide. Bisogna dare tempo alle cose, non esistono bacchette magiche o soluzioni facili per arrivare al successo. Servono tempo e pazienza. Roma non è un ambiente facile per lavorare con calma. Prima di dare un giudizio su uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, aspetterei".

Nei tuoi spettacoli fai mai battute sul calcio romano? Su chi sarebbe più facile fare umorismo: laziali o romanisti? "E' più facile farlo sui laziali, ma sono un po' contro i clichè: non mi piace quando si parla dei milanesi che lavorano tanto, dei romani che sono pigri, dei genovesi che sono tirchi... Nella mia comicità cerco di evitare questi stereotipi perchè lo trovo un colpo basso."

Perchè è più facile fare umorismo sui laziali? "A scuola più che altro, c'è sempre stata la cosa "Basta che non è della Lazio”. Non c'è un motivo, penso sia un problema di maggioranza e minoranza. E come tale, temo che rimarrà così. Nei miei spettacoli io non l'ho mai fatto".

C'è una partita che ricordi in particolare modo? "L'ultima di Totti, Roma-Genoa. Stavamo per rovinarci la festa: Totti entrò e fu un delirio quel gol all'ultimo minuto. Io stavo a Londra, un altro po' mi prendeva una sincope. Stavo malissimo. È l'ultima partita che ricordo, non per Totti ma perchè in gioco c'era la festa. Poi immaginati a Londra con tutti i romanisti che vedevano la partita...".

Ultima domanda. Pronostico: come finisce Roma-Lazio? "Spero che sia la festa dello sport, che adesso - tra la guerra, la pandemia e il riscaldamento globale  - come ti giri ci sta una brutta notizia".

 
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