LazioPress
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Nel corso del convegno “Lo Stadio Flaminio al centro di una visione strategica dello sport a Roma” organizzato da “Federsupporter per lo sport e per il sociale”, tenutosi a Palazzo Valentini questa mattina,  si è dibattuto a lungo sulla riqualificazione dello Stadio Flaminio che versa ormai da troppo tempo in situazione di degrado e abbandono nel centro di Roma. Nel convegno moderato dalla giornalista Giusi De Angelis si sono alternate numerose figure di spicco dell'amministrazione locale e figure amministrative nel mondo dello sport, le quali hanno suggerito spunti di riflessione per cambiare le condizioni in cui versa lo Stadio Flaminio

Ovviamente è stato toccato anche il tema riguardante all'interesse della Lazio a maggior ragione dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Claudio Lotito, il quale ha annunciato che entro la fine del mese o al massimo i primi di maggio presenterà il progetto per il nuovo stadio della Lazio.

Di seguito gli interventi

Locandina del convegno sul Flaminio

Valeria Baglio, Consigliera Assemblea Capitolina

"Serve rendere la pratica accessibile a tutti. Il Flaminio è una ferita aperta per Roma. C'è una situazione di degrado da sanare per riconsegnare un luogo storico dello Sport. Negli scorsi anni la vicenda è stata complicata dai vincoli. Serve una collaborazione di tutti i soggetti coinvolti per ritornare ad essere un punto di riferimento per la nostra città. Grazie al sindaco Gualtieri e all'assessore Onorato si è sviluppata una centralità di eventi sportivi nella Capitale. 
Se tutti le figure coinvolte, l'amministrazione per prima, collaborano sono convinta che il Flaminio troverà il posto che merita in questa strategia. Tutto ciò che è stato messo in moto va nella direzione del recupero del Flaminio. Si trova in una zona fondamentale e centrale di Roma vicino ad altri palazzetti e stadi. Non so se riusciremo in questi primi cinque anni a mettere le prime pietre ma vogliamo governare ancora per altri cinque anni ed in dieci anni vogliamo riuscirci"

Giuseppe Capua, Presidente Commissione Antidoping FIGC

Giuseppe Capua alla convegno sul Flaminio

"Chi vede il Flaminio ora e chi ne ha la responsabilità in questo momento dovrebbe fare riflessioni molto serie e dovrebbe vergognarsi, perché quello che è successo in questi anni da quando le Olimpiadi sono state rifiutate è un continuo degrado. Come raccontiamo in giro per il mondo che Roma ha questa vergogna al centro?
Quando ero giovane andavo a vedere le partite al Flaminio il mercoledì, la famosa "De Martino": la seconda squadra della Lazio e Roma. 
Tre mesi fa ho deciso di aprire una page Facebook che si occupasse anche del Flaminio e nel giro di 3 mesi ha fatto 14mila follower. Ciò vuol dire che c'è tanto seguito sul Flaminio. Lo Stadio Olimpico è stato ricostruito in un anno, in funzione dei mondiali. Ci sono palestre e piscine nel Flaminio. Non è vero che non ci sono i parcheggi si possono usare quelli dell'Olimpico che distano solo 300 metri. 

I giovani non vedono più le partite, si tratta di una situazione sociale che parte da un percorso virtuoso. Serve qualcuno al di sopra che decida di fare una cosa seria. Ho letto ieri che Lotito ha comunicato che ci sarà un progetto e dico: “ma magari ci fosse”. Tutto questo è fatto in funzione sociale non c'entra la Lazio, se questo verrà fatto si cambierà anche l'etica di Roma."

Riccardo Viola, Presidente CONI Comitato Regionale Lazio

“Roma Capitale ha 6500 società sportive e abbiamo circa 2300 impianti sportivi pubblici e privati. Qui c'è l'errore di fondo: abbiamo costruito l'impiantistica di Roma grazie ai grandi eventi sportivi. Io ero contrario alle Olimpiadi perché dobbiamo smetterla di pensare all'impiantistica legata agli eventi. Dobbiamo pensare l'impiantistica slegata dagli eventi. Nei dossier si dice che Roma ha l'80% degli impianti pronti, ma non è vero.”

 

Roberto Morassut (Onorevole)

"La soluzione del Flaminio è sempre stata molto difficile. So che l'assessore Onorato sul tema dell'impiantistica sta lavorando molto sugli impianti e di rimessa in ordine. Sul Flaminio siamo affezionati a questo segno storico della città. Si pensi che il giorno della Liberazione di Roma (4 giugno '44) si svolse la semifinale del torneo interregionale di calcio e alle 15 mentre tedeschi e partigiani si scontravano a Ponte Milvio c'era Roma-Alma Mater al Flaminio. 
Il patrimonio bello bisogna mantenerlo, ho un'idea un po' eterodossa sullo stadio e rispetto le decisioni dell'amministrazione e non ho nulla da dire per la decisione su Pietralata. Avere troppo impianti per il calcio, però, la città può non sostenerli e rischiamo in futuro di avere un Flaminio in decadimento e un Olimpico in sfacelo. Con la metro C l'Olimpico si collegherà. Il tema dello stadio di proprietà si potrà risolvere usando quello che c'è già, non so la Lazio che farà

Sul Flaminio ho avuto la speranza che si potesse imboccare la strada di un restauro conservativo. Si trova in un quartiere in cui si può pensare di fare una grande riqualificazione pubblica con il Flaminio al centro. La demolizione del Flaminio mi provocherebbe un grande dolore, l'alternativa è questa. O lo si conserva, ma non può essere lasciato così, oppure si decide di demolirlo e farne un'altra cosa. Dato che le normative tendono verso la conservazione, si deve fare un progetto di restauro conservativo. Il Flaminio è uno stadio e va usato per questo. Io credo che questi impianti si debbano mantenere in condizioni nuove anche grazie alla nuova tecnologia. Ho l'idea che certi patrimoni pubblici non possono essere condannati al deperimento. Spero che l'assessore Onorato possa affrontare questa questione. Non può andare avanti questa situazione."

 

Luciano Cucculelli, avvocato di Federsupporter per lo sport e per il sociale
 

"Il flaminio merita di essere riportato alla sua dignità, l'importante è che sia utilizzato, non importa che sarà la Lazio o la Feder Rugby. Il Flaminio è stato il primo stadio progettato in maniera polivalente. Il comune di Roma deve cercare di implementare ragionamenti esterni, se poi arriva qualcun altro ben venga."

Alessandro Onorato: Assessore Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Roma Capitale

Assessore Onorato al convegno sullo Stadio Flaminio

"Il Flaminio è 16 anni che è chiuso, le vicende sono tantissime e ognuna si scontra con il tema prioritario: chi mette i soldi e per fare cosa, al netto dei vari veti. Ho una stima infinita dell'ingegnere Nervi, ad oggi quando sono arrivato ho trovato il palazzetto di viale Tiziano chiuso che abbiamo riaperto. Riaprire palazzetti e stadi senza avere un'idea chiara di come queste strutture possano essere utilizzate e quale è il modello di gestione e chi mette i soldi e come l'equilibrio economico si raggiunge. Siamo una generazione che deve rispettare le regole, se si vuole fare una struttura servono le autorizzazioni. Se il Flaminio è stato rifatto nel '60, intorno ci sono una serie di edificazioni che non rispettano alcuna regola, dobbiamo stabilire quali sono i diritti e doveri di un soggetto pubblico. 

Al Flaminio si deve fare solo sport, chi immagina di fare un centro commerciale il parere è negativo, non si può snaturare il Flaminio e chi lo vuole fare non otterrà le autorizzazioni.
Come si ottiene l'equilibrio finanziario? Si deve manetenere o mettendo i soldi ogni anno e soprattutto all'inizio o trovando un'equilibrio finanziario per cui la struttura si autosostenga. 
Le opere di Nervi sono strutture che per quanto rivoluzionarie sempre vecchie sono. Non nascono per essere polifunzionali. I grandi eventi fino a prova contraria lasciano grandi infrastrutture perché le opere che abbiamo sono figlie dei grandi eventi e quello che non abbiamo è figlio di non aver accettato le Olimpiadi. Quando parliamo di strutture noi amministratori ci dobbiamo misurare con veti incrociati dal mercato. 
Il Flaminio è un'opera d'arte, architettonicamente parlando, che però in 16 anni e quattro amministrazioni nessuno è stato in grado di mettere un progetto.
La famiglia Nervi non può stabilire un vincolo. 
 

Abbiamo tre progetti sul Flaminio:
Se la Lazio, come Lotito ha dichiarato ieri, presenterà un progetto, questo va poi analizzato. Dal punto di vista valoriale si riconosce che nel quadrante di Roma Nord c'è una vocazione legata alla Lazio. Se verrà presentato il progetto a quel punto Lotito dovrebbe fare un investimento privato e va seguito tutto l'iter. Lotito dichiara che ha un esigenza di capienza, staremo a vedere ma la nostra amministrazione ha dimostrato grande serietà. In campagna elettorale eravamo gli unici che non parlavamo di stadi, noi degli stadi vorremmo essere solamente concreti e operativi. Come abbiamo fatto per la Roma. Se la Lazio vuole fare l'investimento vediamo quale progetto presenterà.


Qualora Lotito non volesse presentare un progetto e rientra nei suoi diritti farlo, per gli altri progetti dobbiamo capire l'equilibrio economico, perchè se io Comune di Roma devo mettere 40 mln di piano investimento e poi farlo gestire ad elementi terzi per fare alcune cose il progetto è bello, ma poi a questo punto entra in ballo un terzo progetto in cui il governo ha il dovere di mettere i soldi per valorizzare il Flaminio, visto che è una struttura di valenza internazionale e non un semplice campo comunale. 

Tema copertura.
Qual è il diritto che viene prima? La preservazione dello skyline? se dovessimo ristrutturare qualunque meraviglia degli anni '50 per come sono state concepite non verrebbero utilizzate e cadrebbero in disuso poco dopo.
La copertura al Flaminio va fatta per attirare anche investimenti maggiori, ma anche su questo tema vi è grande resistenza.
 

Se non ci chiariamo bene su come fare spirito di gruppo c'è il rischio che mentre continuiamo a combatterci sui vari progetti rischiamo che il Flaminio crolli veramente nel frattempo. 

La nostra amministrazione la prima pietra la mette. Noi il Flaminio lo riapriamo come stiamo riaprendo gli altri impianti, ma sul Flaminio serve però una mano di tutte le parti sennò ci schiantiamo contro i no immaginari."

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