(Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball
(Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball

Claudio Lotito esclude di vendere la Lazio, anche davanti all’ipotesi di un’offerta da parte di un emiro. Secondo quanto riportato da La Repubblica - Roma, Lo ha detto agli investigatori il 30 giugno 2026, in un verbale agli atti dell’inchiesta per aggiotaggio del pm Lorenzo Del Giudice. Il presidente biancoceleste, senatore di Forza Italia, ha descritto quella che considera una manovra per costringerlo a cedere il club a un prezzo basso. Nel suo racconto entrano la contestazione degli ultras, i loro presunti interessi nei pub e gli articoli del Tempo. A riferire il contenuto del verbale è La Repubblica - Roma.

La presunta manovra e il no alla vendita

Lotito sostiene che dietro le pressioni sulla Lazio ci siano interessi economici e una componente politica. Non indica però un aspirante acquirente: secondo la sua ricostruzione, la persona interessata all’acquisto non si sarebbe ancora mostrata. Il presidente ribadisce di non voler trattare e definisce la Lazio «inscalabile». Anche se venisse chiamato un emiro, afferma, la sua risposta sarebbe negativa.

Per spiegare agli investigatori perché ritenga di dare fastidio, Lotito ricorre a una metafora medica: «Io sono una visita prostatica fissa». Nel verbale lega questa percezione alla propria libertà di azione e al ruolo che occupa a Roma. Sono valutazioni del presidente, non accertamenti sulle intenzioni di altre persone.

Ultras, pub e raccolte di denaro: le accuse di Lotito

Nella lettura di Lotito, la contestazione alla sua presidenza avrebbe anche un possibile tornaconto commerciale. Sostiene che gli ultras spingerebbero i tifosi a non andare allo stadio per guardare le partite nei loro pub. Parla degli incassi legati a cibo e bevande e allude ad attività illegali, menzionando spaccio e sesso. Attribuisce la gestione di questo presunto meccanismo a 80-90 persone e sostiene che i locali ne trarrebbero guadagno. Il verbale riporta le sue accuse, non una conferma dei fatti contestati.

Il presidente dice di seguire anche le raccolte di denaro organizzate per protestare contro di lui. A suo dire, l’Iban diffuso per un’iniziativa «anti Lotito» sarebbe riconducibile a una società commerciale che vende abbigliamento da tifo. Cita inoltre manifesti e aerei con striscioni di contestazione, chiedendosi chi sostenga quelle spese e per quale ragione. Agli investigatori spiega questa attenzione dicendo di avere «lo spirito venatorio».

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