Siamo tutti ancora con le lacrime agli occhi per la commozione dopo tutto quello che è successo domenica dove nel cuore di ogni laziale, di ogni generazione c'è stato un mix di emozioni difficili da spiegare.

Lazio '74

Massimo Maestrelli a “Football Crazy” 

Massimo Maestrelli, figlio del leggendario Tommaso, è intervenuto in esclusiva durante la trasmissione Football Crazy condotta da Elisa Di Iorio in onda ogni martedì alle 21:00.

Le parole di Massimo Maestrelli sulle emozioni vissute domenica

“Qualcuno doveva indossare la maglia di Giorgio Chinaglia, ci ho pensato un po’ se indossarla o no ma visto il rapporto che c’era tra le due famiglie mi è sembrato giusto metterla, ma pesava tanto. Ci siamo divertiti nel sottopassaggio prendendoci in giro tutti e ci siamo divertiti a rivivere i momenti di quelle partite. Domenica è stata una domenica per tutti coloro che hanno perso qualcuno che ha insegnato a essere laziali, domenica era per loro per chi non c’era ho voluto dare questa interpretazione a questa giornata che ha fermato il tempo. Alle 11:00 la Tevere era ancora un pochino vuota mentre la curva piena ed ho pensato: ”menomale almeno evitiamo di commuoverci troppo", poi come abbiamo salito le scale ho visto la Tevere piena nel giro di cinque minuti tutti si sono affrettati per essere presenti. Ho visto tantissimi ragazzi, ho visto un video di un signore che tremava e aveva gli occhi lucidi immagino cosa deve aver provato, ma ho visto molti ragazzi emozionati e non pensavo mai che si potesse vivere un’emozione del genere. 

Il momento più emozionante è stato salire gli scalini per entrare in campo. Ho quasi 61 anni e sono entrato con la testa di un undicenne mi sono rivisto quando con Maurizio correvamo in campo anche se l’ingresso era da un'altra parte. Quando sono entrato in campo mi sono accovacciato perché ho provato qualcosa di veramente forte.

L’abbraccio con Immobile andava oltre il formalismo è stato molto affettuoso, credo che Immobile rappresenti il punto di riferimento della Lazio anche se ha un’età avanzata e non è più il bomber infallibile, ma anche qui parlo dell’uomo. Con Pellegrini siamo amici perché il papà di Luca è un grande laziale. La cosa bella è successa a fine partita, io avevo la maglia di Chinaglia mentre Tommaso aveva quella del nonno.

Volevo una maglia sudata e allora ho pensato di chiedere a qualche straniero, allora ho chiesto a Kamada ma lui ha detto: “No è importante” voleva dire che ci teneva, poi vado da Ciro e me l’ha promessa, ad un certo punto allora giravo tra i giocatori e ho chiesto a Rovella e lui l’aveva promessa al papà ed era dispiaciuto che non me la poteva dare. Dopo mi chiama mio nipote e mi dice che Rovella mi voleva dare la maglietta però voleva darmela personalmente, e mi ha detto: “Papà avrà quella nuova, so quanto ci tieni” e mi ha dato la maglia.

Sono fiducioso per questo finale di stagione, penso che si possa anche perdere a Milano ma dipende dagli altri risultati, però sono ottimista sarà molto difficile ma a noi rischiano più le cose impossibili che quelle facili."

 

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