Stadio Flaminio - Fonte S.S. Lazio
Stadio Flaminio - Fonte S.S. Lazio

La Soprintendenza chiede che lo stadio Flaminio progettato da Pier Luigi Nervi sia più visibile all’interno della nuova struttura prevista dalla Lazio. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, È uno dei nodi ancora aperti del progetto, insieme al piano economico-finanziario e alla mobilità. Anche una soluzione per l’altezza del nuovo impianto e per la pensilina della tribuna d’onore non basterebbe, da sola, a chiudere tutte le questioni.

Lo stadio di Nervi nella nuova struttura

Nelle prescrizioni richiamate dalla Soprintendenza, la richiesta è di poter «percepire maggiormente lo stadio preesistente che resta all’interno della nuova struttura». Il riferimento è all’impianto originario realizzato su progetto di Nervi per le Olimpiadi di Roma del 1960. La questione riguarda dunque il modo in cui quella struttura resterà riconoscibile nel nuovo Flaminio.

Il Messaggero indica l’altezza dell’impianto e la pensilina della tribuna d’onore come due punti decisivi per arrivare a una versione del progetto meno esposta a future censure. La prescrizione sulla visibilità dello stadio originario resta però un tema distinto, ancora da affrontare.

Il confronto sul piano economico-finanziario

Un altro capitolo riguarda il piano economico-finanziario, o Pef. Nelle ultime settimane si sono tenuti numerosi incontri in Campidoglio; a molti ha partecipato anche il presidente della Lazio, il senatore Claudio Lotito.

La versione dell’assetto economico presentata dal club non è stata esaminata in conferenza di servizi. Palazzo Senatorio ha scelto invece un confronto diretto. Secondo quanto riportato dalla fonte, l’esame del Pef in conferenza di servizi è obbligatorio soltanto per la versione definitiva del progetto, indicata come Piano di fattibilità tecnico-economica.

Tra i punti da definire ci sono gli oneri di urbanizzazione, ossia le somme da corrispondere al Comune, e il peso economico della concessione. Da quanto trapela, la Lazio vorrebbe contenerlo il più possibile, considerando che l’intervento recupererebbe un impianto inutilizzato e in grave stato di ammaloramento. Dall’altra parte, le norme prevedono comunque il pagamento di un canone da parte del concessionario. Il confronto su questi aspetti prosegue da settimane.

Nella pagina successiva: Parcheggi, trasporto pubblico e dibattito sul progetto

Rocca su Lotito: «Mi sento offeso ogni volta che lui parla di mandanti»
Dallo scetticismo al gruppo unito: la Lazio di Gattuso letta attraverso Maestrelli